This paper aims to highlight a form of friction between two cultural heritage’s conceptions: one as everyday life, the other as excellence. The first one is implicitly framed in popular practices who shows, from below, the primary function of local working knowledge in the territoriality’s protection; it’s a form not concretely guaranteed, except indirectly hampered by an often hostile regulatory framework. The second one is explicitly promoted, from above, through a political discourse based on a essentializing and exclusivist perspective where cultural objects are recognized as worthy of protection according to their antiquity value; this may raise instrumental uses and reflexively expose to carelessness what doesn’t fit into that vision.

Il testo vuole evidenziare una forma di attrito tra due concezioni del patrimonio culturale: una come quotidianità, l’altra come eccellenza. La prima è implicitamente inquadrabile in pratiche popolari che, dal basso, dimostrano la funzione primaria dei saperi lavorativi locali nella tutela delle territorialità; è una forma in concreto poco garantita, se non indirettamente intralciata da una cornice normativa spesso ostile. La seconda viene esplicitamente promossa, dall’alto, attraverso un discorso politico basato su una prospettiva essenzializzante ed esclusivista in cui i beni culturali sono riconosciuti meritevoli di tutela in funzione del loro valore d’antichità; questo può suscitare usi strumentali ed esporre di riflesso all’incuria quanto non rientra in tale visione.

Quotidianità-Eccellenza

CICCOZZI, ANTONELLO
2016-01-01

Abstract

Il testo vuole evidenziare una forma di attrito tra due concezioni del patrimonio culturale: una come quotidianità, l’altra come eccellenza. La prima è implicitamente inquadrabile in pratiche popolari che, dal basso, dimostrano la funzione primaria dei saperi lavorativi locali nella tutela delle territorialità; è una forma in concreto poco garantita, se non indirettamente intralciata da una cornice normativa spesso ostile. La seconda viene esplicitamente promossa, dall’alto, attraverso un discorso politico basato su una prospettiva essenzializzante ed esclusivista in cui i beni culturali sono riconosciuti meritevoli di tutela in funzione del loro valore d’antichità; questo può suscitare usi strumentali ed esporre di riflesso all’incuria quanto non rientra in tale visione.
This paper aims to highlight a form of friction between two cultural heritage’s conceptions: one as everyday life, the other as excellence. The first one is implicitly framed in popular practices who shows, from below, the primary function of local working knowledge in the territoriality’s protection; it’s a form not concretely guaranteed, except indirectly hampered by an often hostile regulatory framework. The second one is explicitly promoted, from above, through a political discourse based on a essentializing and exclusivist perspective where cultural objects are recognized as worthy of protection according to their antiquity value; this may raise instrumental uses and reflexively expose to carelessness what doesn’t fit into that vision.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11697/109318
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