Il libro offre un ritratto a tutto tondo di Bernardo Pasquini (1637–1710), allo scopo di liberarlo dal comodo ma riduttivo stereotipo del virtuoso di clavicembalo, con cui è stato consegnato alla storia, e di restituirlo pienamente al mondo in cui visse. Prima ancora che un musicista, Bernardo Pasquini fu infatti un uomo di corte, parte integrante di quel peculiare sistema di potere che fu la corte romana in età moderna. L’indagine biografica punta, dunque, a far luce sulla rete di relazioni che lo legarono, ora stabilmente ora occasionalmente, ad autorevoli e influenti personaggi della sua epoca, e che gli consentirono di elevarsi socialmente e diventare, alla pari con Corelli, un autentico simbolo vivente della musica romana attraverso l’Europa al tramonto dell’età barocca. Accanto alla ricostruzione biografica, viene messo a fuoco il contributo del compositore alla musica del suo tempo sui vari versanti della produzione, esaminata attraverso i luoghi di destinazione ed esecuzione: teatro, camera, oratorio. Particolare attenzione è rivolta alla sua arte tastieristica, considerata come fondamento della tecnica compositiva. Al non comune numero dei suoi ritratti, testimoni della considerevole fama acquisita in vita, è dedicato l’ultimo capitolo. Al di là dei dati offerti e delle interpretazioni avanzate, il libro ambisce a offrire una diversa prospettiva sulla musica e sulla professione del musicista nella Roma tardo-seicentesca.

La virtù in corte. Bernardo Pasquini (1637-1710)

MORELLI, ARNALDO
2016

Abstract

Il libro offre un ritratto a tutto tondo di Bernardo Pasquini (1637–1710), allo scopo di liberarlo dal comodo ma riduttivo stereotipo del virtuoso di clavicembalo, con cui è stato consegnato alla storia, e di restituirlo pienamente al mondo in cui visse. Prima ancora che un musicista, Bernardo Pasquini fu infatti un uomo di corte, parte integrante di quel peculiare sistema di potere che fu la corte romana in età moderna. L’indagine biografica punta, dunque, a far luce sulla rete di relazioni che lo legarono, ora stabilmente ora occasionalmente, ad autorevoli e influenti personaggi della sua epoca, e che gli consentirono di elevarsi socialmente e diventare, alla pari con Corelli, un autentico simbolo vivente della musica romana attraverso l’Europa al tramonto dell’età barocca. Accanto alla ricostruzione biografica, viene messo a fuoco il contributo del compositore alla musica del suo tempo sui vari versanti della produzione, esaminata attraverso i luoghi di destinazione ed esecuzione: teatro, camera, oratorio. Particolare attenzione è rivolta alla sua arte tastieristica, considerata come fondamento della tecnica compositiva. Al non comune numero dei suoi ritratti, testimoni della considerevole fama acquisita in vita, è dedicato l’ultimo capitolo. Al di là dei dati offerti e delle interpretazioni avanzate, il libro ambisce a offrire una diversa prospettiva sulla musica e sulla professione del musicista nella Roma tardo-seicentesca.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11697/109550
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