Il pastiche non appartiene esclusivamente all’universo del comico e dell’umorismo: talvolta può essere un esercizio di pura riscrittura o di contaminazione linguistica, del tutto neutro. Non c’è dubbio però che la sua tonalità dominante sia scherzosa, con tutte le varianti possibili, dal riso aggressivo all’ironia più sottile. Partiremo dunque dalla definizione teorica del pastiche, spesso contrapposta a quella di parodia, per poi indagare come questa forma sia particolarmente adatta alle nuove configurazioni testuali del mondo contemporaneo, e in particolare alla sua dimensione intermediale; e concluderemo con l’analisi di un pastiche intermediale poco noto, riscrittura camp del cinema classico.

“Estetica del pastiche e intermedialità:«Povera piccina»”

FUSILLO, MASSIMO
2016

Abstract

Il pastiche non appartiene esclusivamente all’universo del comico e dell’umorismo: talvolta può essere un esercizio di pura riscrittura o di contaminazione linguistica, del tutto neutro. Non c’è dubbio però che la sua tonalità dominante sia scherzosa, con tutte le varianti possibili, dal riso aggressivo all’ironia più sottile. Partiremo dunque dalla definizione teorica del pastiche, spesso contrapposta a quella di parodia, per poi indagare come questa forma sia particolarmente adatta alle nuove configurazioni testuali del mondo contemporaneo, e in particolare alla sua dimensione intermediale; e concluderemo con l’analisi di un pastiche intermediale poco noto, riscrittura camp del cinema classico.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11697/113301
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