The article illustrates the extraordinary music collection Giovan Battista Vulpio (c.1631–1705), a singer of the papal chapel and composer, through two inventories compiled in 1705 and again in 1706, which are transcribed in the appendix. The documents reveal that the collection included more than two hundred manuscripts, as well as some printed works, of outstanding seventeenth-century composers, such as Stradella, Luigi Rossi, Carissimi, Pasquini and others. Some hypothesis are made on the possible origin of the collection. In many cases names and works, listed in the inventories in unclear forms, have been identified. At least thirteen volumes of Vulpio collection have been traced in Italian and European public libraries. The search for surviving volumes among those listed in the inventories allows us to definitely prove that the so called “original Stradella collection” — as defined by Owen Jander —, including some autographs by the composer, comes entirely from the Vulpio collection. L’articolo illustra la straordinaria collezione musicale del cantore papale e compositore Giovan Battista Vulpio (ca. 1631–1705) attraverso gli inventari redatti nel 1705 e di nuovo nel 1706, trascritti in appendice. I documenti rivelano che la raccolta comprendeva più di duecento manoscritti, oltre ad alcune opere stampate, di importanti autori seicenteschi, quali Stradella, Luigi Rossi, Carissimi, Pasquini ed altri. Vengono poi avanzate alcune ipotesi sulla possibile origine della collezione Vulpio. In diversi casi sono identificati nomi e opere, registrati nel documento in forme non sempre chiare. Della collezione sopravvivono almeno tredici volumi, che è stato possibile rintracciare in alcune biblioteche pubbliche italiane ed europee. La ricerca dei volumi superstiti tra quelli elencati nell’inventario permette ora di provare definitivamente che il gruppo di partiture denominato da Owen Jander «the original Stradella collection», comprendente anche alcuni autografi del compositore, proviene interamente dalla collezione Vulpio.  

Gli inventari dei «libri di musica» di Giovan Battista Vulpio (1705-1706). Nuova luce sulla «original Stradella collection»

MORELLI, ARNALDO
2016-01-01

Abstract

The article illustrates the extraordinary music collection Giovan Battista Vulpio (c.1631–1705), a singer of the papal chapel and composer, through two inventories compiled in 1705 and again in 1706, which are transcribed in the appendix. The documents reveal that the collection included more than two hundred manuscripts, as well as some printed works, of outstanding seventeenth-century composers, such as Stradella, Luigi Rossi, Carissimi, Pasquini and others. Some hypothesis are made on the possible origin of the collection. In many cases names and works, listed in the inventories in unclear forms, have been identified. At least thirteen volumes of Vulpio collection have been traced in Italian and European public libraries. The search for surviving volumes among those listed in the inventories allows us to definitely prove that the so called “original Stradella collection” — as defined by Owen Jander —, including some autographs by the composer, comes entirely from the Vulpio collection. L’articolo illustra la straordinaria collezione musicale del cantore papale e compositore Giovan Battista Vulpio (ca. 1631–1705) attraverso gli inventari redatti nel 1705 e di nuovo nel 1706, trascritti in appendice. I documenti rivelano che la raccolta comprendeva più di duecento manoscritti, oltre ad alcune opere stampate, di importanti autori seicenteschi, quali Stradella, Luigi Rossi, Carissimi, Pasquini ed altri. Vengono poi avanzate alcune ipotesi sulla possibile origine della collezione Vulpio. In diversi casi sono identificati nomi e opere, registrati nel documento in forme non sempre chiare. Della collezione sopravvivono almeno tredici volumi, che è stato possibile rintracciare in alcune biblioteche pubbliche italiane ed europee. La ricerca dei volumi superstiti tra quelli elencati nell’inventario permette ora di provare definitivamente che il gruppo di partiture denominato da Owen Jander «the original Stradella collection», comprendente anche alcuni autografi del compositore, proviene interamente dalla collezione Vulpio.  
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