Sull’interesse più o meno scientifico o solo edonistico per le pietre antiche e moderne e i loro prodotti di lavorazione, sia dei collezionisti come Corsi e Belli, sia dei ‘curiosi’ come Keller e, innanzitutto, dei potenziali acquirenti, tra cui numerosi i viaggiatori stranieri, prospera il lavoro e il commercio di Francesco Sibilio, , il “valente pietrajo” a cui l’avvocato e collezionista di pietre antiche Francesco Belli aveva intitolato tre pietre della sua raccolta, poi venduta al conte Stefano Karolyi. La prima metà dell’Ottocento rappresenta, secondo Raniero Gnoli, l’età d’oro per lo studio e il collezionismo di marmi antichi, come pure per la loro diffusione in forma di oggetti e di arredo nelle case non solo dei benestanti e dei prelati romani, ma anche dell’aristocrazia e della borghesia internazionali.

Francesco Sibilio un petrajo dell’Ottocento. La bottega, la casa, l’attività e l’inventario del 1859, in Studi Romani I

CIRANNA, SIMONETTA
2004

Abstract

Sull’interesse più o meno scientifico o solo edonistico per le pietre antiche e moderne e i loro prodotti di lavorazione, sia dei collezionisti come Corsi e Belli, sia dei ‘curiosi’ come Keller e, innanzitutto, dei potenziali acquirenti, tra cui numerosi i viaggiatori stranieri, prospera il lavoro e il commercio di Francesco Sibilio, , il “valente pietrajo” a cui l’avvocato e collezionista di pietre antiche Francesco Belli aveva intitolato tre pietre della sua raccolta, poi venduta al conte Stefano Karolyi. La prima metà dell’Ottocento rappresenta, secondo Raniero Gnoli, l’età d’oro per lo studio e il collezionismo di marmi antichi, come pure per la loro diffusione in forma di oggetti e di arredo nelle case non solo dei benestanti e dei prelati romani, ma anche dell’aristocrazia e della borghesia internazionali.
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