S. Maria ad Cryptas (Fossa, AQ), uno dei più antichi monumenti dell’aquilano, è una chiesa edificata nella seconda metà del XIII secolo. La struttura esterna, di derivazione borgognona, diverrà caratteristica delle costruzioni aquilane dell’epoca: un misto di pietrame e pietra concia. Sono evidenti sulla facciata i restauri subiti nel corso degli anni a causa dei frequenti terremoti che hanno interessato la zona. A partire dal 2007, è stata effettuata una campagna di indagine termografica sull’edificio. Confrontando i dati provenienti da monitoraggi condotti in periodi di tempo diversi e in orari diversi con i dati provenienti dall’ispezione visiva, è stato possibile individuare alcune zone di potenziale instabilità. Sono state riscontrate anomalie termiche riconducibili a diffuse mancanze di malta, causate probabilmente da ripetuti stress meccanici di origine termica. Contemporaneamente è stato evidenziata una crepa il cui tipico andamento a ramo di parabola con vertice in basso, potrebbe suggerire problemi strutturali. Relativamente alla chiusura laterale destra, si riscontrano fessurazioni verticali a tutta altezza, in prossimità della facciata principale e di quella posteriore. Questo tipo di disomogeneità lascia intuire come lo stress meccanico sopportato dalle chiusure laterali, che fungono da tiranti fra le due facciate, possa essere eccessivo comportando un potenziale danno strutturale. A valle del noto evento sismico dell’aprile 2009, la Protezione Civile ha effettuato la rilevazione dei danni. Lo scopo di questo lavoro è valutare la corrispondenza tra i danni indotti dal terremoto e le indicazioni diagnostiche, basate sulla termografia passiva, precedenti all’evento. In tal modo sarà possibile ottenere una valutazione della capacità della termografia di fornire risultati significativi nell’ambito di una diagnostica preventiva per il consolidamento delle strutture monumentali.

S. Maria ad Cryptas (L'Aquila): un esempio di diagnostica termografica preventiva per il consolidamento

Domenica Paoletti;Stefano Sfarra;
2010

Abstract

S. Maria ad Cryptas (Fossa, AQ), uno dei più antichi monumenti dell’aquilano, è una chiesa edificata nella seconda metà del XIII secolo. La struttura esterna, di derivazione borgognona, diverrà caratteristica delle costruzioni aquilane dell’epoca: un misto di pietrame e pietra concia. Sono evidenti sulla facciata i restauri subiti nel corso degli anni a causa dei frequenti terremoti che hanno interessato la zona. A partire dal 2007, è stata effettuata una campagna di indagine termografica sull’edificio. Confrontando i dati provenienti da monitoraggi condotti in periodi di tempo diversi e in orari diversi con i dati provenienti dall’ispezione visiva, è stato possibile individuare alcune zone di potenziale instabilità. Sono state riscontrate anomalie termiche riconducibili a diffuse mancanze di malta, causate probabilmente da ripetuti stress meccanici di origine termica. Contemporaneamente è stato evidenziata una crepa il cui tipico andamento a ramo di parabola con vertice in basso, potrebbe suggerire problemi strutturali. Relativamente alla chiusura laterale destra, si riscontrano fessurazioni verticali a tutta altezza, in prossimità della facciata principale e di quella posteriore. Questo tipo di disomogeneità lascia intuire come lo stress meccanico sopportato dalle chiusure laterali, che fungono da tiranti fra le due facciate, possa essere eccessivo comportando un potenziale danno strutturale. A valle del noto evento sismico dell’aprile 2009, la Protezione Civile ha effettuato la rilevazione dei danni. Lo scopo di questo lavoro è valutare la corrispondenza tra i danni indotti dal terremoto e le indicazioni diagnostiche, basate sulla termografia passiva, precedenti all’evento. In tal modo sarà possibile ottenere una valutazione della capacità della termografia di fornire risultati significativi nell’ambito di una diagnostica preventiva per il consolidamento delle strutture monumentali.
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