Recenti riflessioni, condotte a livello internazionale in ambito sociologico ed urbanistico, hanno dimostrato la crisi in cui il modello tradizionale di città, e per estensione di spazio pubblico, si trova: è stata ipotizzata dunque la possibilità di integrare, nel processo progettuale, nuove istanze, finora trascurate. Lo spazio pubblico diventa dunque oggetto di studio e strumento operativo per l’attuazione di nuove politiche di governo, teorizzando e verificando nuovi approcci, integrativi dei tradizionali metodi di pianificazione. Lo stato attuale delle norme italiane in ambito urbanistico ruota attorno al concetto di standard: un parametro quantitativo, sempre misurabile e pertanto verificabile, tuttavia non più sufficiente. Occorre dunque integrare questo metodo fondato sulle dimensioni morfologica, tipologica, funzionale e percettiva, con ulteriori dimensioni: quelle emerse dai cambiamenti socio-culturali maturati negli ultimi decenni, a cominciare dal modello sociale di riferimento. Rischio e sicurezza, accessibilità e multiculturalità, partecipazione ed integrazione, temporaneità e multifunzionalità sono alcuni dei principali paradigmi che i nuovi modelli locali di società stanno esprimendo e che necessitano di essere interpretati al fine di diventare strumenti di piano. La ricerca dell'università dell'Aquila si occupa di questa tematica e l'articolo ne presenta i primi risultati che in particolare riguardano nuove dimensioni in grado di integrare il contributo portato dagli attuali standard.

Nuove dimensioni per lo spazio pubblico

Quirino Crosta
;
Donato Di Ludovico
2018-01-01

Abstract

Recenti riflessioni, condotte a livello internazionale in ambito sociologico ed urbanistico, hanno dimostrato la crisi in cui il modello tradizionale di città, e per estensione di spazio pubblico, si trova: è stata ipotizzata dunque la possibilità di integrare, nel processo progettuale, nuove istanze, finora trascurate. Lo spazio pubblico diventa dunque oggetto di studio e strumento operativo per l’attuazione di nuove politiche di governo, teorizzando e verificando nuovi approcci, integrativi dei tradizionali metodi di pianificazione. Lo stato attuale delle norme italiane in ambito urbanistico ruota attorno al concetto di standard: un parametro quantitativo, sempre misurabile e pertanto verificabile, tuttavia non più sufficiente. Occorre dunque integrare questo metodo fondato sulle dimensioni morfologica, tipologica, funzionale e percettiva, con ulteriori dimensioni: quelle emerse dai cambiamenti socio-culturali maturati negli ultimi decenni, a cominciare dal modello sociale di riferimento. Rischio e sicurezza, accessibilità e multiculturalità, partecipazione ed integrazione, temporaneità e multifunzionalità sono alcuni dei principali paradigmi che i nuovi modelli locali di società stanno esprimendo e che necessitano di essere interpretati al fine di diventare strumenti di piano. La ricerca dell'università dell'Aquila si occupa di questa tematica e l'articolo ne presenta i primi risultati che in particolare riguardano nuove dimensioni in grado di integrare il contributo portato dagli attuali standard.
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