L’attenzione per la conservazione del patrimonio in terra cruda inizia verso la fine degli anni Sessanta, in seguito ad alcune campagne archeologiche in medio Oriente (Iraq), coordinate da gruppi di ricerca italiani (Gullini, Torraca, Chiari); ma fu a partire dal 1972 che l’argomento divenne oggetto di convegni internazionali di studio per iniziativa di Piero Gazzola, allora presidente dell’ICOMOS (International Council on Monuments and Sites). A distanza di oltre trenta anni, attraverso la rilettura critica dei documenti e delle raccomandazioni scaturite da più di dieci incontri internazionali di studio sull’argomento, è essenziale fare il punto della situazione e confrontare le premesse con gli esiti attuali. Dagli atti delle varie conferenze internazionali, oltre che dalla ricca bibliografia che ne è seguita, emerge, infatti, un notevole approfondimento conoscitivo sul patrimonio in terra cruda, a cui, tuttavia, non sembra corrispondere una vera e propria evoluzione della riflessione teorica sull’argomento.

Da Yazd 1972 a Yazd 2003: percorsi della conservazione dell’architettura in terra

BARTOLOMUCCI C
2006

Abstract

L’attenzione per la conservazione del patrimonio in terra cruda inizia verso la fine degli anni Sessanta, in seguito ad alcune campagne archeologiche in medio Oriente (Iraq), coordinate da gruppi di ricerca italiani (Gullini, Torraca, Chiari); ma fu a partire dal 1972 che l’argomento divenne oggetto di convegni internazionali di studio per iniziativa di Piero Gazzola, allora presidente dell’ICOMOS (International Council on Monuments and Sites). A distanza di oltre trenta anni, attraverso la rilettura critica dei documenti e delle raccomandazioni scaturite da più di dieci incontri internazionali di studio sull’argomento, è essenziale fare il punto della situazione e confrontare le premesse con gli esiti attuali. Dagli atti delle varie conferenze internazionali, oltre che dalla ricca bibliografia che ne è seguita, emerge, infatti, un notevole approfondimento conoscitivo sul patrimonio in terra cruda, a cui, tuttavia, non sembra corrispondere una vera e propria evoluzione della riflessione teorica sull’argomento.
88-404-4150-6
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