Il libro si pone a conclusione di una ricerca avviata già presso la Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti (Sapienza Università di Roma) e approfondita dopo il terremoto del 2009 in occasione del progetto di restauro sull’edificio danneggiato dal sisma. Attuando il “percorso di conoscenza” indicato dalle Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del Patrimonio Culturale, lo studio preliminare si unisce qui con l’osservazione del danno sismico (compiuta subito dopo il drammatico evento, prima delle operazioni di messa in sicurezza e della conseguente alterazione dello stato dei luoghi) e con le indagini svolte prima del progetto e durante il cantiere. In particolare, gli approfondimenti conoscitivi che sono derivati dalle osservazioni in cantiere (durante i lavori di restauro) hanno portato a nuove riflessioni e interpretazioni; tutto è stato rielaborato e documentato allo scopo di offrire un contributo di conoscenza da trasmettere al futuro, insieme alla ‘restituzione’ dell’edificio alla sua funzionalità e al pubblico godimento. La Prima Parte del lavoro è dedicata allo studio storico e all’analisi materiale della costruzione: viene ripercorsa qui la bibliografia esistente sul palazzo (considerato finora solo per il suo cortile quattrocentesco), verificando le informazioni storiche sulla base del confronto con i documenti d’archivio e con l’osservazione attenta del manufatto edilizio. La storia della famiglia committente, nonché dei successivi proprietari, viene affiancata alla ricostruzione delle fasi costruttive dell’edificio che coincidono con la storia sismica della città e con le vicende legate ai cambiamenti di proprietà del palazzo. Ne derivano l’individuazione delle diverse fasi edilizie e le ipotesi sulle configurazioni precedenti, a partire dalle preesistenze sulle quali è sorto il palazzo quattrocentesco (sec. XIV), fino alle trasformazioni compiute dopo i principali eventi sismici (1461, 1703, 1915), al restauro novecentesco e all’attuale restauro dopo il sisma del 2009 (lavori iniziati nel 2013 e terminati nel 2016). Nella Seconda Parte del lavoro viene illustrato il progetto di restauro, le analisi e i ragionamenti compiuti sulla situazione ante e post sisma, la descrizione dei danni e delle cause che li hanno determinati, nonché delle criticità affrontate nel progetto di restauro. Oltre alle scelte per il consolidamento dell’edificio e il miglioramento del comportamento sismico, una particolare riflessione ha riguardato il restauro del cortile (particolarmente danneggiato dal sisma). Ne è derivata la proposta di non ricostruire la parte crollata “com’era e dov’era” ma di interpretare criticamente la ricostruzione in modo attuale e riconoscibile, pur compatibile con le diverse immagini del cortile tramandate attraverso le fotografie storiche. Queste hanno rivelato che il noto cortile quattrocentesco aveva subito importanti modifiche nel corso dei secoli; il restauro compiuto nel XX secolo (1947) aveva tentato di cancellarne le tracce, allo scopo di restituire il cortile ad una configurazione il più possibile coerente con la fase quattrocentesca, testimoniando la scarsa consapevolezza dell’epoca per i valori delle stratificazioni storiche successive e, in particolare, della ristrutturazione settecentesca. Nella Terza Parte vengono descritti e documentati i diversi importanti rinvenimenti in fase di cantiere e gli approfondimenti conoscitivi che ne sono derivati; in particolare, l’osservazione durante i lavori ha consentito di evidenziare le precedenti configurazioni dell’edificio, di riconoscere gli apparati decorativi nascosti da ristrutturazioni successive, di salvaguardare testimonianze materiali talvolta perdute per disattenzione e scarso interesse (accorgimenti antisismici storici, tecniche costruttive, apparecchi murari e malte non compromesse da interventi successivi, tracce di finiture storiche). Durante i lavori sono state compiute indagini specifiche sulle malte storiche (allettamento e finitura), sugli elementi laterizi, sui campioni lapidei derivanti dalle perforazioni murarie. Oltre alle diverse tracce di trasformazioni materiali dell’edificio, sono stati descritti gli apparati decorativi rinvenuti (dipinti murali, soffitti dipinti, solai lignei) che erano stati nascosti da interventi successivi. Conclude il volume un contributo specifico sui dipinti ‘musicali’ rinvenuti durante i lavori, attribuibili al termine della prima fase costruttiva del palazzo (primi anni del XVI secolo). Data la particolare natura dei dipinti, che illustrano spartiti e strumenti musicali del tempo, viene qui affiancata alla documentazione fotografica lo studio di un musicologo interpellato in occasione del rinvenimento. La chiusura del libro propone alcune riflessioni generali sulla ricostruzione in corso e, in particolare, auspica futuri confronti e approfondimenti con diverse ricostruzioni post sismiche del passato. Una particolare riflessione riguarda il ruolo del restauro nella situazione postsismica; esso si distingue per il fatto di intervenire sugli edifici storici contrapponendo al semplice riutilizzo dell’architettura un approccio culturale basato sul riconoscimento dei valori che questa trasmette.

Terremoti e resilienza nell'architettura aquilana. Persistenze, trasformazioni e restauro del palazzo Carli Benedetti

Bartolomucci C
2018-01-01

Abstract

Il libro si pone a conclusione di una ricerca avviata già presso la Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti (Sapienza Università di Roma) e approfondita dopo il terremoto del 2009 in occasione del progetto di restauro sull’edificio danneggiato dal sisma. Attuando il “percorso di conoscenza” indicato dalle Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del Patrimonio Culturale, lo studio preliminare si unisce qui con l’osservazione del danno sismico (compiuta subito dopo il drammatico evento, prima delle operazioni di messa in sicurezza e della conseguente alterazione dello stato dei luoghi) e con le indagini svolte prima del progetto e durante il cantiere. In particolare, gli approfondimenti conoscitivi che sono derivati dalle osservazioni in cantiere (durante i lavori di restauro) hanno portato a nuove riflessioni e interpretazioni; tutto è stato rielaborato e documentato allo scopo di offrire un contributo di conoscenza da trasmettere al futuro, insieme alla ‘restituzione’ dell’edificio alla sua funzionalità e al pubblico godimento. La Prima Parte del lavoro è dedicata allo studio storico e all’analisi materiale della costruzione: viene ripercorsa qui la bibliografia esistente sul palazzo (considerato finora solo per il suo cortile quattrocentesco), verificando le informazioni storiche sulla base del confronto con i documenti d’archivio e con l’osservazione attenta del manufatto edilizio. La storia della famiglia committente, nonché dei successivi proprietari, viene affiancata alla ricostruzione delle fasi costruttive dell’edificio che coincidono con la storia sismica della città e con le vicende legate ai cambiamenti di proprietà del palazzo. Ne derivano l’individuazione delle diverse fasi edilizie e le ipotesi sulle configurazioni precedenti, a partire dalle preesistenze sulle quali è sorto il palazzo quattrocentesco (sec. XIV), fino alle trasformazioni compiute dopo i principali eventi sismici (1461, 1703, 1915), al restauro novecentesco e all’attuale restauro dopo il sisma del 2009 (lavori iniziati nel 2013 e terminati nel 2016). Nella Seconda Parte del lavoro viene illustrato il progetto di restauro, le analisi e i ragionamenti compiuti sulla situazione ante e post sisma, la descrizione dei danni e delle cause che li hanno determinati, nonché delle criticità affrontate nel progetto di restauro. Oltre alle scelte per il consolidamento dell’edificio e il miglioramento del comportamento sismico, una particolare riflessione ha riguardato il restauro del cortile (particolarmente danneggiato dal sisma). Ne è derivata la proposta di non ricostruire la parte crollata “com’era e dov’era” ma di interpretare criticamente la ricostruzione in modo attuale e riconoscibile, pur compatibile con le diverse immagini del cortile tramandate attraverso le fotografie storiche. Queste hanno rivelato che il noto cortile quattrocentesco aveva subito importanti modifiche nel corso dei secoli; il restauro compiuto nel XX secolo (1947) aveva tentato di cancellarne le tracce, allo scopo di restituire il cortile ad una configurazione il più possibile coerente con la fase quattrocentesca, testimoniando la scarsa consapevolezza dell’epoca per i valori delle stratificazioni storiche successive e, in particolare, della ristrutturazione settecentesca. Nella Terza Parte vengono descritti e documentati i diversi importanti rinvenimenti in fase di cantiere e gli approfondimenti conoscitivi che ne sono derivati; in particolare, l’osservazione durante i lavori ha consentito di evidenziare le precedenti configurazioni dell’edificio, di riconoscere gli apparati decorativi nascosti da ristrutturazioni successive, di salvaguardare testimonianze materiali talvolta perdute per disattenzione e scarso interesse (accorgimenti antisismici storici, tecniche costruttive, apparecchi murari e malte non compromesse da interventi successivi, tracce di finiture storiche). Durante i lavori sono state compiute indagini specifiche sulle malte storiche (allettamento e finitura), sugli elementi laterizi, sui campioni lapidei derivanti dalle perforazioni murarie. Oltre alle diverse tracce di trasformazioni materiali dell’edificio, sono stati descritti gli apparati decorativi rinvenuti (dipinti murali, soffitti dipinti, solai lignei) che erano stati nascosti da interventi successivi. Conclude il volume un contributo specifico sui dipinti ‘musicali’ rinvenuti durante i lavori, attribuibili al termine della prima fase costruttiva del palazzo (primi anni del XVI secolo). Data la particolare natura dei dipinti, che illustrano spartiti e strumenti musicali del tempo, viene qui affiancata alla documentazione fotografica lo studio di un musicologo interpellato in occasione del rinvenimento. La chiusura del libro propone alcune riflessioni generali sulla ricostruzione in corso e, in particolare, auspica futuri confronti e approfondimenti con diverse ricostruzioni post sismiche del passato. Una particolare riflessione riguarda il ruolo del restauro nella situazione postsismica; esso si distingue per il fatto di intervenire sugli edifici storici contrapponendo al semplice riutilizzo dell’architettura un approccio culturale basato sul riconoscimento dei valori che questa trasmette.
2018
978-88-7140-862-0
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