L'Aquila, in 10 anni di ricostruzione ha rafforzato enormemente il suo ruolo di città della conoscenza, ruolo che già sintetizzava prima del sisma 2009 attraverso la presenza dell’università. Oltre ad essere il più grande cantiere edile d’Europa è diventata infatti territorio fertile di sperimentazioni tecniche e tecnologiche per le quali la ricostruzione può mettere a disposizione una quantità enorme di dati, complessi e approfonditi derivati proprio dal processo della ricostruzione stessa. Si tratta di dati che riguardano i suoli (con una caratterizzazione sismica di sito), gli edifici (studi sui caratteri storici, rilievo 3D con laser scanner, indagini, prove sui materiali, vulnerabilità strutturale, etc.), gli ambiti urbani (infrastrutturazioni e urbanizzazioni). La sfida portata avanti, soprattutto dall’università e dai vari centri di ricerca, si basa sull’idea di fare del terremoto una occasione per ripensare la città. Oggi L’Aquila è forse una delle poche città europee ad avere un bagaglio straordinario di conoscenze ed essere, al tempo stesso, un live laboratory aperto alle innovazioni che si sta sviluppando senza un governo dei fatti urbani e senza una visione dell’Aquila al futuro.

L’Aquila città della conoscenza e dell’innovazione: le sperimentazioni in atto.

Donato Di Ludovico
2019

Abstract

L'Aquila, in 10 anni di ricostruzione ha rafforzato enormemente il suo ruolo di città della conoscenza, ruolo che già sintetizzava prima del sisma 2009 attraverso la presenza dell’università. Oltre ad essere il più grande cantiere edile d’Europa è diventata infatti territorio fertile di sperimentazioni tecniche e tecnologiche per le quali la ricostruzione può mettere a disposizione una quantità enorme di dati, complessi e approfonditi derivati proprio dal processo della ricostruzione stessa. Si tratta di dati che riguardano i suoli (con una caratterizzazione sismica di sito), gli edifici (studi sui caratteri storici, rilievo 3D con laser scanner, indagini, prove sui materiali, vulnerabilità strutturale, etc.), gli ambiti urbani (infrastrutturazioni e urbanizzazioni). La sfida portata avanti, soprattutto dall’università e dai vari centri di ricerca, si basa sull’idea di fare del terremoto una occasione per ripensare la città. Oggi L’Aquila è forse una delle poche città europee ad avere un bagaglio straordinario di conoscenze ed essere, al tempo stesso, un live laboratory aperto alle innovazioni che si sta sviluppando senza un governo dei fatti urbani e senza una visione dell’Aquila al futuro.
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