Il progetto “La ricostruzione post-sisma: rischi per la salute dei lavoratori e della popolazione da esposizione a sostanze chimiche”, che vede la cooperazione di Università degli Studi dell’Aquila (Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità pubblica, Scienze della vita e dell’ambiente), Comitato Paritetico Territoriale per l’edilizia (CPT), Direzione Regionale INAIL Abruzzo e Dipartimento di Prevenzione della ASL 1 Avezzano – Sulmona-L’Aquila (Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro), nasce con lo scopo di valutare l’esposizione dei lavoratori e della popolazione a sostanze chimiche durante i lavori di ricostruzione nel territorio aquilano a seguito del sisma che lo ha colpito nell’Aprile del 2009. I soggetti partecipanti, con la realizzazione del progetto, hanno inteso contribuire a ridurre il rischio emergente per la salute e sicurezza e le eventuali malattie professionali, derivanti dalle attività di demolizione e dall’utilizzo dei prodotti chimici legati alle tecnologie innovative impiegate per ristrutturazioni ed edificazioni ex novo procedendo ad effettuare campionamenti ambientali e personali nelle varie fasi di lavoro al fine di determinare le esposizioni. L’obiettivo principale del progetto, come da convenzione stipulata tra i predetti enti, è stato quello di produrre conoscenze in merito al rischio chimico in edilizia e valutare eventuali esposizioni pericolose. La sezione di Medicina del Lavoro e Igiene del Dipartimento MESVA dell’Università dell’Aquila ha svolto un monitoraggio del rischio allergologico tramite patch test in un gruppo di lavoratori del settore edile impegnati nella ricostruzione post-sisma della città. I patch test sono stati eseguiti ricorrendo a dei dischetti contenenti una o più sostanze potenzialmente allergeniche (i cosiddetti apteni; si tratta di molecole a basso peso molecolare che di per sé non indurrebbero una risposta anticorpale, ma se legate a un “carrier” sono invece in grado di stimolare la formazione di anticorpi specifici) che mediante dei cerotti ipoallergenici sono stati applicati sulla cute del dorso dei lavoratori esaminati per almeno 48-72 ore. Trascorso questo periodo i cerotti sono stati rimossi ed è stata effettuata la lettura. I risultati relativi alla frequenza di sensibilizzazione degli addetti esposti hanno consentito di individuare un numero insolitamente alto di soggetti sensibilizzati verso varie sostanze chimiche, pari al 36% del piccolo campione studiato. Tali risultati preliminari saranno rivalutati in un campione più ampio per quanto riguarda i molti possibili fattori confondenti e la variabilità casuale particolarmente rilevante per l’esiguità del numero dei soggetti studiati.

La ricostruzione post sisma: rischi per la salute dei lavoratori e della popolazione da esposizione a sostanze chimiche. Dati preliminari sulla sensibilizzazione cutanea degli edili esposti.

Innocenzi L.
;
Tomassi T
Data Curation
;
Siciliano E.
Membro del Collaboration Group
;
Pompei D.
Membro del Collaboration Group
;
Tobia L.
Writing – Review & Editing
;
Mastrantonio R.
Membro del Collaboration Group
;
Pettinaro m.
;
Di Martino N.
;
Fabiani L
Supervision
2018

Abstract

Il progetto “La ricostruzione post-sisma: rischi per la salute dei lavoratori e della popolazione da esposizione a sostanze chimiche”, che vede la cooperazione di Università degli Studi dell’Aquila (Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità pubblica, Scienze della vita e dell’ambiente), Comitato Paritetico Territoriale per l’edilizia (CPT), Direzione Regionale INAIL Abruzzo e Dipartimento di Prevenzione della ASL 1 Avezzano – Sulmona-L’Aquila (Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro), nasce con lo scopo di valutare l’esposizione dei lavoratori e della popolazione a sostanze chimiche durante i lavori di ricostruzione nel territorio aquilano a seguito del sisma che lo ha colpito nell’Aprile del 2009. I soggetti partecipanti, con la realizzazione del progetto, hanno inteso contribuire a ridurre il rischio emergente per la salute e sicurezza e le eventuali malattie professionali, derivanti dalle attività di demolizione e dall’utilizzo dei prodotti chimici legati alle tecnologie innovative impiegate per ristrutturazioni ed edificazioni ex novo procedendo ad effettuare campionamenti ambientali e personali nelle varie fasi di lavoro al fine di determinare le esposizioni. L’obiettivo principale del progetto, come da convenzione stipulata tra i predetti enti, è stato quello di produrre conoscenze in merito al rischio chimico in edilizia e valutare eventuali esposizioni pericolose. La sezione di Medicina del Lavoro e Igiene del Dipartimento MESVA dell’Università dell’Aquila ha svolto un monitoraggio del rischio allergologico tramite patch test in un gruppo di lavoratori del settore edile impegnati nella ricostruzione post-sisma della città. I patch test sono stati eseguiti ricorrendo a dei dischetti contenenti una o più sostanze potenzialmente allergeniche (i cosiddetti apteni; si tratta di molecole a basso peso molecolare che di per sé non indurrebbero una risposta anticorpale, ma se legate a un “carrier” sono invece in grado di stimolare la formazione di anticorpi specifici) che mediante dei cerotti ipoallergenici sono stati applicati sulla cute del dorso dei lavoratori esaminati per almeno 48-72 ore. Trascorso questo periodo i cerotti sono stati rimossi ed è stata effettuata la lettura. I risultati relativi alla frequenza di sensibilizzazione degli addetti esposti hanno consentito di individuare un numero insolitamente alto di soggetti sensibilizzati verso varie sostanze chimiche, pari al 36% del piccolo campione studiato. Tali risultati preliminari saranno rivalutati in un campione più ampio per quanto riguarda i molti possibili fattori confondenti e la variabilità casuale particolarmente rilevante per l’esiguità del numero dei soggetti studiati.
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