I Social media sono diventati oramai una parte integrante della società moderna e ci sono addirittura dei social network che hanno una base di utenti maggiore della popolazione di moltissimi paesi e ciò evidenzia un cambiamento critico implicato dal loro diffondersi.Essi sono strumenti che danno l'impressione di uno spazio personale o di piccola comunità;si tratta però di un falso senso di intimità che può spingere gli utenti a esporre troppo la propria vita privata ed a rivelare informazioni strettamente personali, provocando "effetti collaterali" anche a distanza di anni,che non devono essere sottovalutati. È ben in evidenza la chiara relazione che c'è tra lo spazio psichico (modalità e luogo di espressione dell'essenza psichica, è il mezzo attraverso il quale l'individuo arriva a scoprire l'immagine di Sé ed avvicina il proprio pensare al processo di realtà) e lo spazio virtuale (spazio tutto da inventare, da sperimentare, per trovare nuove "visioni" che vadano oltre i limiti dei nostri sensi; è uno spazio non toccabile fisicamente, visibile nella nostra mente mediante i prolungamenti del nostro corpo,costituiti dagli strumenti tecnologici quali mouse, tastiera, penna/tavoletta grafica, monitor). L'aspetto fondamentale del confronto tra spazio psichico e spazio virtuale è comunque quello relativo alle nuove modalità di creazione dell'identità, che rende il singolo membro di un gruppo. Sono pertanto evidenti alcune tendenze e contro-tendenze che caratterizzano gli aspetti emotivi e sociali che agiscono sull'individuo nella società contemporanea, iniziando dal sottolineare il grande iato esistente tra la necessità ineludibile di solitudine ed individualismo e la necessità esistenziale di riconoscimento, di incontro e di relazioni con gli altri che nello spazio virtuale offerto dai social network viene evidenziata. La realtà virtuale diventa allora, trasversalmente alle differenze culturali, il "luogo" per la manifestazione dello stato emotivo e per condividere sentimenti e solidarietà, senza la paura di una indesiderata etichetta sociale; in questi casi, "guardare dentro sé stessi", fare i conti con la propria coscienza e condividere le proprie emozioni con gli altri,sembra molto più facile rispetto alle interazioni faccia a faccia. Tenendo conto che la rete e la realtà virtuale sono una specie di mondo parallelo che comunica con noi attraverso le tecnologie ma anche e soprattutto la mente, le emozioni, i rapporti con le persone, il virtuale può anche essere considerato un tentativo onnipotente di annullare i limiti del reale e di vivere oltre il nostro corpo ma può essere anche una sorta di adolescenza della vita, un luogo del gioco in cui si sogna e si provano azioni ed esperienze senza portarne le conseguenze. Il virtuale può certamente essere utile per ampliare le nostre esperienze e le nostre sensazioni ma può essere spesso pericoloso e portare a patologie attraverso la perdita del senso della realtà, dell'azione. L'importante è ovviamente preservare la nostra facoltà di discernimento fra reale e immaginario,concreto e astratto, dobbiamo infatti tenere presente che la conoscenza comunque non è indipendente, ma relativa all'attività psichica del soggetto. La tecnologia non è nemica delle vere relazioni ma può essere la loro migliore alleata, occorre però imparare a integrarla nel contesto della propria vita. Una comprensione più profonda della natura del ciberspazio è necessaria e se sviluppata al meglio potrebbe portare allo sviluppo di forme più costruttive di incontro e di comunicazione,senza dimenticare che l'unicità dell'essere umano si manifesta e si esplica soprattutto nell'incontro di due cuori e di due menti nell'ambiente naturale di vita.

Il tempo dei social network

PERILLI, ENRICO;
2014

Abstract

I Social media sono diventati oramai una parte integrante della società moderna e ci sono addirittura dei social network che hanno una base di utenti maggiore della popolazione di moltissimi paesi e ciò evidenzia un cambiamento critico implicato dal loro diffondersi.Essi sono strumenti che danno l'impressione di uno spazio personale o di piccola comunità;si tratta però di un falso senso di intimità che può spingere gli utenti a esporre troppo la propria vita privata ed a rivelare informazioni strettamente personali, provocando "effetti collaterali" anche a distanza di anni,che non devono essere sottovalutati. È ben in evidenza la chiara relazione che c'è tra lo spazio psichico (modalità e luogo di espressione dell'essenza psichica, è il mezzo attraverso il quale l'individuo arriva a scoprire l'immagine di Sé ed avvicina il proprio pensare al processo di realtà) e lo spazio virtuale (spazio tutto da inventare, da sperimentare, per trovare nuove "visioni" che vadano oltre i limiti dei nostri sensi; è uno spazio non toccabile fisicamente, visibile nella nostra mente mediante i prolungamenti del nostro corpo,costituiti dagli strumenti tecnologici quali mouse, tastiera, penna/tavoletta grafica, monitor). L'aspetto fondamentale del confronto tra spazio psichico e spazio virtuale è comunque quello relativo alle nuove modalità di creazione dell'identità, che rende il singolo membro di un gruppo. Sono pertanto evidenti alcune tendenze e contro-tendenze che caratterizzano gli aspetti emotivi e sociali che agiscono sull'individuo nella società contemporanea, iniziando dal sottolineare il grande iato esistente tra la necessità ineludibile di solitudine ed individualismo e la necessità esistenziale di riconoscimento, di incontro e di relazioni con gli altri che nello spazio virtuale offerto dai social network viene evidenziata. La realtà virtuale diventa allora, trasversalmente alle differenze culturali, il "luogo" per la manifestazione dello stato emotivo e per condividere sentimenti e solidarietà, senza la paura di una indesiderata etichetta sociale; in questi casi, "guardare dentro sé stessi", fare i conti con la propria coscienza e condividere le proprie emozioni con gli altri,sembra molto più facile rispetto alle interazioni faccia a faccia. Tenendo conto che la rete e la realtà virtuale sono una specie di mondo parallelo che comunica con noi attraverso le tecnologie ma anche e soprattutto la mente, le emozioni, i rapporti con le persone, il virtuale può anche essere considerato un tentativo onnipotente di annullare i limiti del reale e di vivere oltre il nostro corpo ma può essere anche una sorta di adolescenza della vita, un luogo del gioco in cui si sogna e si provano azioni ed esperienze senza portarne le conseguenze. Il virtuale può certamente essere utile per ampliare le nostre esperienze e le nostre sensazioni ma può essere spesso pericoloso e portare a patologie attraverso la perdita del senso della realtà, dell'azione. L'importante è ovviamente preservare la nostra facoltà di discernimento fra reale e immaginario,concreto e astratto, dobbiamo infatti tenere presente che la conoscenza comunque non è indipendente, ma relativa all'attività psichica del soggetto. La tecnologia non è nemica delle vere relazioni ma può essere la loro migliore alleata, occorre però imparare a integrarla nel contesto della propria vita. Una comprensione più profonda della natura del ciberspazio è necessaria e se sviluppata al meglio potrebbe portare allo sviluppo di forme più costruttive di incontro e di comunicazione,senza dimenticare che l'unicità dell'essere umano si manifesta e si esplica soprattutto nell'incontro di due cuori e di due menti nell'ambiente naturale di vita.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11697/14143
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact