La necessità di riparare gli elementi danneggiati e nel contempo incrementare la resistenza sismica delle costruzioni all’indomani di eventi tellurici distruttivi, è stato un presupposto che ha costantemente caratterizzato la storia degli edifici dell’Abruzzo aquilano. Si registra infatti una continua attività edilizia connessa al rinnovo e all’integrazione degli elementi costruttivi resistenti con sistemi di rinforzo necessari per contrastare gli effetti di future azioni sismiche. Il presente contributo, per mezzo dell’analisi di casi studio eseguiti sul territorio aquilano dopo il sisma del 2009 vuole, se pur in maniera sintetica, esaminare come si sia aggiornato nel tempo il processo di inserimento dei presìdi antisismici negli edifici pre-moderni. Ne emerge una prassi operativa influenzata sia dai modi di costruire tipici del luogo, sia dalle normative tecniche in materia di sicurezza sismica, operanti sul territorio nazionale che, dai primi anni del Novecento a oggi, hanno subito profondi aggiornamenti e riformulazioni. Dallo studio delle modalità realizzative finalizzate alla conoscenza dei presìdi antisismici utilizzati negli edifici dell’Abruzzo aquilano per l’aggiornamento dell’ossatura portante dell’organismo edilizio, si rileva che tale attività, eseguita prima nel rispetto delle “regole d’arte” della tradizione costruttiva locale, poi in accordo con le normative tecniche in vigore, è avvenuta secondo processi di sovrapposizione o di integrazione di elementi rispetto la fabbrica originaria per mezzo dell’impiego di materiali e soluzioni operative che si sono verificate a volte efficaci e congruenti con l’organismo edilizio, altre volte meno. Dalle analisi tecnico-costruttive eseguite su tali sistemi di protezione emergono processi e procedimenti realizzativi attraverso i quali è possibile misurare il valore storico-architettonico nonché l’attuale ruolo che essi possono ancora ricoprire in termini di contributo rispetto all’attuale sicurezza sismica richiesta all’edificio da rinforzare, al fine di inquadrare scelte progettuali e metodiche operative congruenti e compatibili con la fabbrica antica.

Mutamenti e aggiornamenti dei presidi antisismici dell'architettura premoderna dell'Abruzzo aquilano tra modi di costruire e normative tecniche.

Di Giovanni Gianni
2021

Abstract

La necessità di riparare gli elementi danneggiati e nel contempo incrementare la resistenza sismica delle costruzioni all’indomani di eventi tellurici distruttivi, è stato un presupposto che ha costantemente caratterizzato la storia degli edifici dell’Abruzzo aquilano. Si registra infatti una continua attività edilizia connessa al rinnovo e all’integrazione degli elementi costruttivi resistenti con sistemi di rinforzo necessari per contrastare gli effetti di future azioni sismiche. Il presente contributo, per mezzo dell’analisi di casi studio eseguiti sul territorio aquilano dopo il sisma del 2009 vuole, se pur in maniera sintetica, esaminare come si sia aggiornato nel tempo il processo di inserimento dei presìdi antisismici negli edifici pre-moderni. Ne emerge una prassi operativa influenzata sia dai modi di costruire tipici del luogo, sia dalle normative tecniche in materia di sicurezza sismica, operanti sul territorio nazionale che, dai primi anni del Novecento a oggi, hanno subito profondi aggiornamenti e riformulazioni. Dallo studio delle modalità realizzative finalizzate alla conoscenza dei presìdi antisismici utilizzati negli edifici dell’Abruzzo aquilano per l’aggiornamento dell’ossatura portante dell’organismo edilizio, si rileva che tale attività, eseguita prima nel rispetto delle “regole d’arte” della tradizione costruttiva locale, poi in accordo con le normative tecniche in vigore, è avvenuta secondo processi di sovrapposizione o di integrazione di elementi rispetto la fabbrica originaria per mezzo dell’impiego di materiali e soluzioni operative che si sono verificate a volte efficaci e congruenti con l’organismo edilizio, altre volte meno. Dalle analisi tecnico-costruttive eseguite su tali sistemi di protezione emergono processi e procedimenti realizzativi attraverso i quali è possibile misurare il valore storico-architettonico nonché l’attuale ruolo che essi possono ancora ricoprire in termini di contributo rispetto all’attuale sicurezza sismica richiesta all’edificio da rinforzare, al fine di inquadrare scelte progettuali e metodiche operative congruenti e compatibili con la fabbrica antica.
978-88-96386-62-0
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