Questo testo è un agile strumento a disposizione tanto di studenti – universitari e di corsi professionali – quanto di coloro che operano nella ricerca sociale e che si trovano, per vari motivi, a realizzare dei focus group. Nel corso del tempo questo strumento ha subito numerose trasformazioni, non solamente terminologiche, a seconda dei diversi settori e delle finalità delle ricerche in cui è stato impiegato. Pur risalendo i primi scritti agli anni Quaranta, non sono molte le pubblicazioni che se ne occupano, soprattutto riguardo alla sua applicazione nella ricerca sociale. Sono invece molteplici gli ambiti nei quali si è soliti ricorrere al focus group: dal marketing e alla ricerca sociale, dalla comunicazione alla politica, dalla valutazione alla selezione del personale nelle organizzazioni fino alle politiche sanitarie. Esistono oggi differenti tipologie di focus group ed esso viene ampiamente utilizzato anche nella ricerca sociale, in ambito accademico e non. Una tecnica che non viene usata per raccogliere dati sulle persone, ma per farle dialogare tra loro: al centro vi è l’interazione e il confronto con gli altri, contribuendo così a “sollevare i veli” che celano la realtà sociale e i significati che qualsiasi valutazione del gruppo racchiude in sé. Il focus group è in grado di originare dati sulle ambiguità, sulle incertezze e sui processi gruppali che costituiscono la base del giudizi del gruppo stesso, poiché esso può rappresentare per i partecipanti una circostanza sociale utile alla “introspezione retrospettiva” con l’obiettivo di portare alla luce quell’apparato normativo che tendiamo solitamente a dare per scontato.

Focus group. Ricerca sociale e strategie applicative

colella, f
2011

Abstract

Questo testo è un agile strumento a disposizione tanto di studenti – universitari e di corsi professionali – quanto di coloro che operano nella ricerca sociale e che si trovano, per vari motivi, a realizzare dei focus group. Nel corso del tempo questo strumento ha subito numerose trasformazioni, non solamente terminologiche, a seconda dei diversi settori e delle finalità delle ricerche in cui è stato impiegato. Pur risalendo i primi scritti agli anni Quaranta, non sono molte le pubblicazioni che se ne occupano, soprattutto riguardo alla sua applicazione nella ricerca sociale. Sono invece molteplici gli ambiti nei quali si è soliti ricorrere al focus group: dal marketing e alla ricerca sociale, dalla comunicazione alla politica, dalla valutazione alla selezione del personale nelle organizzazioni fino alle politiche sanitarie. Esistono oggi differenti tipologie di focus group ed esso viene ampiamente utilizzato anche nella ricerca sociale, in ambito accademico e non. Una tecnica che non viene usata per raccogliere dati sulle persone, ma per farle dialogare tra loro: al centro vi è l’interazione e il confronto con gli altri, contribuendo così a “sollevare i veli” che celano la realtà sociale e i significati che qualsiasi valutazione del gruppo racchiude in sé. Il focus group è in grado di originare dati sulle ambiguità, sulle incertezze e sui processi gruppali che costituiscono la base del giudizi del gruppo stesso, poiché esso può rappresentare per i partecipanti una circostanza sociale utile alla “introspezione retrospettiva” con l’obiettivo di portare alla luce quell’apparato normativo che tendiamo solitamente a dare per scontato.
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