Nei Ragguagli di Parnaso, Traiano Boccalini trasferisce nel mondo mitologico del dio della poesia la realtà contemporanea, deformandola attraverso un gioco grottesco e dissacratorio di intento parodico, volto a costruire una acuta satira della violenza e ipocrisia della società barocca. Interrogandosi sul rapporto tra letteratura, etica e politica, Boccalini recupera il mondo del Rinascimento con l’inquieto spirito del suo tempo tentando di accettare una realtà inconciliabile con il suo animo. Il nostro crea, tra verità e menzogna, un gioco carnascialesco che garantisce la libertà di discussione, un Parnaso che diventa una trincea da cui aggredire il mondo concreto, senza mettere a repentaglio la propria incolumità. Del resto, l’unico modo per vivere e sopravvivere nelle corti del tempo è usare con moderazione le tattiche simulatorie e il potente strumento della menzogna, l’arte autentica necessaria per essere attori sul palcoscenico del mondo. Anzi, questa, insieme alla dissimulazione, rappresenta uno strumento fondamentale della gestione del potere. Il contributo propone di viaggiare nel mondo costruito da Boccalini per descriverne il doppio livello di dissimulazione che il lettore acuto può cogliere tra i Ragguagli: quella di Apollo e dei suoi ministri che mentono sulla realtà e volutamente descrivono in modo ambiguo le strategie di comportamento; e quella dello stesso Boccalini che, dissimulando abilmente la realtà concreta come solo gli uomini barocchi sanno fare, presenta come resoconti del regno di Apollo il suo instancabile ragionare su uomini e cose.

L’elogio paradossale della menzogna: la dissimulazione del reale nei Ragguagli di Parnaso di Traiano Boccalini

Di Maro, Maria
2019

Abstract

Nei Ragguagli di Parnaso, Traiano Boccalini trasferisce nel mondo mitologico del dio della poesia la realtà contemporanea, deformandola attraverso un gioco grottesco e dissacratorio di intento parodico, volto a costruire una acuta satira della violenza e ipocrisia della società barocca. Interrogandosi sul rapporto tra letteratura, etica e politica, Boccalini recupera il mondo del Rinascimento con l’inquieto spirito del suo tempo tentando di accettare una realtà inconciliabile con il suo animo. Il nostro crea, tra verità e menzogna, un gioco carnascialesco che garantisce la libertà di discussione, un Parnaso che diventa una trincea da cui aggredire il mondo concreto, senza mettere a repentaglio la propria incolumità. Del resto, l’unico modo per vivere e sopravvivere nelle corti del tempo è usare con moderazione le tattiche simulatorie e il potente strumento della menzogna, l’arte autentica necessaria per essere attori sul palcoscenico del mondo. Anzi, questa, insieme alla dissimulazione, rappresenta uno strumento fondamentale della gestione del potere. Il contributo propone di viaggiare nel mondo costruito da Boccalini per descriverne il doppio livello di dissimulazione che il lettore acuto può cogliere tra i Ragguagli: quella di Apollo e dei suoi ministri che mentono sulla realtà e volutamente descrivono in modo ambiguo le strategie di comportamento; e quella dello stesso Boccalini che, dissimulando abilmente la realtà concreta come solo gli uomini barocchi sanno fare, presenta come resoconti del regno di Apollo il suo instancabile ragionare su uomini e cose.
978-88-6719-187-1
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