L’ingerenza del tempo e la casualità della fortuna spesso agiscono sulla tradizione letteraria, relegando tra gli scaffali impolverati delle biblioteche testi di alto valore. Una tale sorte è toccata all’intera produzione di Giambattista Valentino, che, muovendosi nella Napoli barocca e tra le file dei neonati poeti dialettali, polemizza, in chiave satirica e giocosa, contro la società del suo tempo. I suoi tre poemetti – La Mezacanna co lo vasciello dell’Arbascia (1660), Napole scontraffatto dapò la peste (1665) e La Cecala Napoletana (1674) – pur godendo di una certa fortuna a ridosso della pubblicazione, vennero considerati mediocri da Ferdinando Galiani, responsabile della cattiva sorte del poeta. Il contributo, partendo dalla confutazione della sentenza dell’abate, cercherà di delineare la figura poetica di Valentino, le tematiche trattate nei suoi poemetti, le caratteristiche peculiari della sua lingua e delle sue ottave per recuperare il patrimonio letterario dialettale napoletano nascosto all’ombra dei tre più famosi autori del XVII secolo.ITALIANO

«S’io non parlo e spapuro, crepo e schiatto»: l’irruente voce di un poeta dialettale escluso dal canone

DI MARO, MARIA
2020

Abstract

L’ingerenza del tempo e la casualità della fortuna spesso agiscono sulla tradizione letteraria, relegando tra gli scaffali impolverati delle biblioteche testi di alto valore. Una tale sorte è toccata all’intera produzione di Giambattista Valentino, che, muovendosi nella Napoli barocca e tra le file dei neonati poeti dialettali, polemizza, in chiave satirica e giocosa, contro la società del suo tempo. I suoi tre poemetti – La Mezacanna co lo vasciello dell’Arbascia (1660), Napole scontraffatto dapò la peste (1665) e La Cecala Napoletana (1674) – pur godendo di una certa fortuna a ridosso della pubblicazione, vennero considerati mediocri da Ferdinando Galiani, responsabile della cattiva sorte del poeta. Il contributo, partendo dalla confutazione della sentenza dell’abate, cercherà di delineare la figura poetica di Valentino, le tematiche trattate nei suoi poemetti, le caratteristiche peculiari della sua lingua e delle sue ottave per recuperare il patrimonio letterario dialettale napoletano nascosto all’ombra dei tre più famosi autori del XVII secolo.ITALIANO
978-88-9295-014-6
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