Il nome del musicista olandese e cantore papale Ghiselino Danckerts (Tholen, ca. 1510 – Roma, 1567) è entrato fin dagli albori nella storiografia musicale grazie al trattato "Sopra una differentia musicale sententiata" che, pur rimasto manoscritto, dal primo Seicento a oggi ha mantenuto una discreta notorietà nei dibattiti e negli studi sulla teoria musicale. Tuttavia la sua produzione musicale era finora piuttosto esigua, riducendosi a tre mottetti, un madrigale e due canoni. Lo scarno catalogo delle opere di Danckerts sembra ora destinato ad ampliarsi grazie alla scoperta di una sconosciuta fonte manoscritta di musica polifonica sacra scoperta e riconosciuta autografa del musicista olandese dallo scrivente, grazie al confronto con il suo trattato e altri manoscritti dell’archivio della cappella pontificia. L’assenza di concordanze dei brani presenti nel manoscritto nella produzione sacra, stampata e manoscritta, di colleghi e contemporanei, e la presenza di cancellazioni e riscritture non sempre interpretabili come correzioni ad eventuali errori, quanto piuttosto come veri e propri ripensamenti compositivi, portano a credere che i brani – tutti adespoti, tranne che un Magnificat firmato da Danckerts – siano da attribuire, almeno in parte, a questo compositore. L’articolo è inoltre corredato da nuovi elementi biografici di prima mano su Danckerts, fra cui il testamento e l’inventario dei suoi beni. La conoscenza di questo eccezionale manoscritto contribuisce a gettare nuova luce su diversi aspetti della polifonia rinascimentale, come il contrappunto su canto fermo o i processi compositivi, ma anche sulla prassi liturgica della cappella papale al di fuori del cerimoniale ufficiale, e su quel repertorio composto da alcuni dei suoi membri più eminenti, che, per ragioni ancor oggi da indagare, non venne trascritto e tramandato nei codici sistini

Una nuova fonte per la musica di Ghiselino Danckerts «musico e cantore cappellano della cappella del papa»

MORELLI, ARNALDO
2009-01-01

Abstract

Il nome del musicista olandese e cantore papale Ghiselino Danckerts (Tholen, ca. 1510 – Roma, 1567) è entrato fin dagli albori nella storiografia musicale grazie al trattato "Sopra una differentia musicale sententiata" che, pur rimasto manoscritto, dal primo Seicento a oggi ha mantenuto una discreta notorietà nei dibattiti e negli studi sulla teoria musicale. Tuttavia la sua produzione musicale era finora piuttosto esigua, riducendosi a tre mottetti, un madrigale e due canoni. Lo scarno catalogo delle opere di Danckerts sembra ora destinato ad ampliarsi grazie alla scoperta di una sconosciuta fonte manoscritta di musica polifonica sacra scoperta e riconosciuta autografa del musicista olandese dallo scrivente, grazie al confronto con il suo trattato e altri manoscritti dell’archivio della cappella pontificia. L’assenza di concordanze dei brani presenti nel manoscritto nella produzione sacra, stampata e manoscritta, di colleghi e contemporanei, e la presenza di cancellazioni e riscritture non sempre interpretabili come correzioni ad eventuali errori, quanto piuttosto come veri e propri ripensamenti compositivi, portano a credere che i brani – tutti adespoti, tranne che un Magnificat firmato da Danckerts – siano da attribuire, almeno in parte, a questo compositore. L’articolo è inoltre corredato da nuovi elementi biografici di prima mano su Danckerts, fra cui il testamento e l’inventario dei suoi beni. La conoscenza di questo eccezionale manoscritto contribuisce a gettare nuova luce su diversi aspetti della polifonia rinascimentale, come il contrappunto su canto fermo o i processi compositivi, ma anche sulla prassi liturgica della cappella papale al di fuori del cerimoniale ufficiale, e su quel repertorio composto da alcuni dei suoi membri più eminenti, che, per ragioni ancor oggi da indagare, non venne trascritto e tramandato nei codici sistini
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