The chronology and the means of introduction of iron metallurgy into Sardinia remain unclear. The current archaeological record, nonetheless, offers enough evidence to overcome the widespread prejudice of an introduction during an advanced phase of the Early Iron Age by Phoenicians or even Carthaginians. There are, moreover, attestations of iron objects in Late Bronze Age contexts that evidence an early adoption of iron working in Sardinia, an island possessing a number of iron ores. The introduction of this innovation into Sardinia, in fact, appears to have taken place under Cypriot influence, which is particularly clear in bronze metallurgy, as evidenced by the adoption of a new set of bronze tools and implements (such as double axes) and the lost-wax technique. Although iron working is present in the Nuragic period, it was not practiced extensively and only gained relevance on the island after the establishment of the first Phoenician settlements. This study therefore explores Sardinia’s role as a mediator in the early stages of the spread of iron metallurgy after its appearance on the Island of Elba followed by the mining districts of Northern Etruria, as a result of the close connections between the metallurgical traditions of these areas. This took place in the initial centuries of the first millennium BC in the framework of a continuous exchange of technological know-how evidenced by the distribution of bronze productions.

La cronologia e le modalità dell’adozione dell’uso del ferro in Sardegna sono ancora in discussione. Ciononostante, la documentazione archeologica, anche se non abbondante, è sufficiente a superare il pregiudizio, molto diffuso in passato, che l’introduzione di questa nuova tecnologia fosse dovuta ai Fenici o addirittura ai Cartaginesi durante l’Età del Ferro avanzata. In realtà vi sono interessanti manufatti di ferro lavorato in contesti databili alla Tarda Età del Bronzo, indizio di una precoce conoscenza di questa tecnica in Sardegna, dove diversi tipi di mineralizzazioni di ferro compaiono in varie zone. È invece probabile che questa innovazione sia attribuibile all’influenza cipriota, particolarmente evidente nella metallurgia del bronzo, attestata dall’introduzione di nuove forme di strumenti per la lavorazione del metallo e di nuovi modelli di attrezzi come le doppie asce e, insieme, della nuova tecnologia della “cera persa”. Indubbiamente, anche se conosciuta nel periodo nuragico, la lavorazione del ferro viene applicata su larga scala e diviene rilevante solo dopo le prime fondazioni fenicie nell’isola. Occorre dunque indagare sul ruolo di mediatore svolto dalla Sardegna nell’inizio della metallurgia del ferro, prima all’Elba e poi nei distretti minerari dell’Etruria settentrionale, come risultato degli stretti contatti fra le tradizioni metallurgiche di queste aree nei primi secoli del I millennio BC, basati su continui mutui scambi di know-how tecnologico, già evidente nella produzione e nella distribuzione dei manufatti bronzei.

The Earliest Iron Metallurgy In Sardinia

Milletti M
2020-01-01

Abstract

La cronologia e le modalità dell’adozione dell’uso del ferro in Sardegna sono ancora in discussione. Ciononostante, la documentazione archeologica, anche se non abbondante, è sufficiente a superare il pregiudizio, molto diffuso in passato, che l’introduzione di questa nuova tecnologia fosse dovuta ai Fenici o addirittura ai Cartaginesi durante l’Età del Ferro avanzata. In realtà vi sono interessanti manufatti di ferro lavorato in contesti databili alla Tarda Età del Bronzo, indizio di una precoce conoscenza di questa tecnica in Sardegna, dove diversi tipi di mineralizzazioni di ferro compaiono in varie zone. È invece probabile che questa innovazione sia attribuibile all’influenza cipriota, particolarmente evidente nella metallurgia del bronzo, attestata dall’introduzione di nuove forme di strumenti per la lavorazione del metallo e di nuovi modelli di attrezzi come le doppie asce e, insieme, della nuova tecnologia della “cera persa”. Indubbiamente, anche se conosciuta nel periodo nuragico, la lavorazione del ferro viene applicata su larga scala e diviene rilevante solo dopo le prime fondazioni fenicie nell’isola. Occorre dunque indagare sul ruolo di mediatore svolto dalla Sardegna nell’inizio della metallurgia del ferro, prima all’Elba e poi nei distretti minerari dell’Etruria settentrionale, come risultato degli stretti contatti fra le tradizioni metallurgiche di queste aree nei primi secoli del I millennio BC, basati su continui mutui scambi di know-how tecnologico, già evidente nella produzione e nella distribuzione dei manufatti bronzei.
978-84-936769-5-7
The chronology and the means of introduction of iron metallurgy into Sardinia remain unclear. The current archaeological record, nonetheless, offers enough evidence to overcome the widespread prejudice of an introduction during an advanced phase of the Early Iron Age by Phoenicians or even Carthaginians. There are, moreover, attestations of iron objects in Late Bronze Age contexts that evidence an early adoption of iron working in Sardinia, an island possessing a number of iron ores. The introduction of this innovation into Sardinia, in fact, appears to have taken place under Cypriot influence, which is particularly clear in bronze metallurgy, as evidenced by the adoption of a new set of bronze tools and implements (such as double axes) and the lost-wax technique. Although iron working is present in the Nuragic period, it was not practiced extensively and only gained relevance on the island after the establishment of the first Phoenician settlements. This study therefore explores Sardinia’s role as a mediator in the early stages of the spread of iron metallurgy after its appearance on the Island of Elba followed by the mining districts of Northern Etruria, as a result of the close connections between the metallurgical traditions of these areas. This took place in the initial centuries of the first millennium BC in the framework of a continuous exchange of technological know-how evidenced by the distribution of bronze productions.
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