Il secondo volume dell’opera "Educazione, scuola e pedagogia in Italia da Gentile a Bottai (1922-1943)", dal titolo "Gli intellettuali, il fascismo, la scuola", illustra i “percorsi di formazione”, fra le due guerre, di alcuni fra i più prestigiosi esponenti della cultura e della politica italiana del secolo scorso. Il venire meno delle riduttive interpretazioni del fascismo come mera “reazione” o “epifenomeno strumentale”, che per decenni gli hanno negato qualsiasi autonomia e consistenza culturale, ha posto in modo nuovo il problema dei rapporti fra gli intellettuali e il movimento e il regime guidati da Mussolini. Paradossalmente, ma non troppo, sono stati gli studi su un protagonista del “ventennio”, pur decisamente “schierato”, quale fu Giovanni Gentile, già dalla metà degli anni Novanta del Novecento, a mettere in luce l’irriducibile complessità di quei rapporti, il loro configurarsi in modo sempre differente e originale, in irripetibili traiettorie individuali, refrattarie a qualsivoglia “generalizzazione”; evidenziando, inoltre, come analogamente a quanto accaduto nella “storia di formazione” del filosofo dell’atto puro, anche in quelle di gran parte degli intellettuali italiani della prima metà del secolo scorso la riflessione e il dibattito sull’educazione, la scuola, la pedagogia abbiano giocato un ruolo di assoluto rilievo nella maturazione delle posizioni, nella definizione delle scelte, nell’assunzione delle decisioni, ai vari livelli, teoretico, etico-morale, politico, ecc. (a partire dall’età giolittiana; poi, ancor più esplicitamente ed accentuatamente, con la riforma gentiliana, nella drammatica fase politica poi conclusasi con l’instaurazione della dittatura; e ancora qualche anno più tardi, di fronte all’accelerazione totalitaria del regime, allorché gli studi sull’educazione, in chiave sia teorica sia storica, avrebbero rivestito, fra l’altro, una importante funzione di mediazione e “comunicazione pedagogica” fra “allievi” e “maestri”, “in carne e ossa” e/o “ideali”).
Educazione, scuola e pedagogia in Italia da Gentile a Bottai (1922-1943). II. Gli intellettuali, il fascismo, la scuola
Marco Antonio D'Arcangeli
2025-01-01
Abstract
Il secondo volume dell’opera "Educazione, scuola e pedagogia in Italia da Gentile a Bottai (1922-1943)", dal titolo "Gli intellettuali, il fascismo, la scuola", illustra i “percorsi di formazione”, fra le due guerre, di alcuni fra i più prestigiosi esponenti della cultura e della politica italiana del secolo scorso. Il venire meno delle riduttive interpretazioni del fascismo come mera “reazione” o “epifenomeno strumentale”, che per decenni gli hanno negato qualsiasi autonomia e consistenza culturale, ha posto in modo nuovo il problema dei rapporti fra gli intellettuali e il movimento e il regime guidati da Mussolini. Paradossalmente, ma non troppo, sono stati gli studi su un protagonista del “ventennio”, pur decisamente “schierato”, quale fu Giovanni Gentile, già dalla metà degli anni Novanta del Novecento, a mettere in luce l’irriducibile complessità di quei rapporti, il loro configurarsi in modo sempre differente e originale, in irripetibili traiettorie individuali, refrattarie a qualsivoglia “generalizzazione”; evidenziando, inoltre, come analogamente a quanto accaduto nella “storia di formazione” del filosofo dell’atto puro, anche in quelle di gran parte degli intellettuali italiani della prima metà del secolo scorso la riflessione e il dibattito sull’educazione, la scuola, la pedagogia abbiano giocato un ruolo di assoluto rilievo nella maturazione delle posizioni, nella definizione delle scelte, nell’assunzione delle decisioni, ai vari livelli, teoretico, etico-morale, politico, ecc. (a partire dall’età giolittiana; poi, ancor più esplicitamente ed accentuatamente, con la riforma gentiliana, nella drammatica fase politica poi conclusasi con l’instaurazione della dittatura; e ancora qualche anno più tardi, di fronte all’accelerazione totalitaria del regime, allorché gli studi sull’educazione, in chiave sia teorica sia storica, avrebbero rivestito, fra l’altro, una importante funzione di mediazione e “comunicazione pedagogica” fra “allievi” e “maestri”, “in carne e ossa” e/o “ideali”).| File | Dimensione | Formato | |
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