Nella sua raccolta di novelle, Giovambattista Giraldi Cinzio affronta il tema della malattia prevalentemente come segno di corruzione morale o conseguenza di una condotta non guidata dalla virtù. Se nelle novelle la malattia è però generalmente un evento privato, nella cornice il narratore descrive il dramma pubblico dell’epidemia di peste del 1528. Pretesto per l’avvio del racconto, il contagio assume una dimensione collettiva, come conseguenza del Sacco di Roma. L’analisi di alcuni passi degli Ecatommiti evidenzia la funzione edificante del racconto e il modo in cui la brigata trovi nel «favellare» il sollievo dalla paura della peste.

Contagio reale e contagio morale: la peste negli Ecatommiti di Giraldi Cinzio

V. Merola
2025-01-01

Abstract

Nella sua raccolta di novelle, Giovambattista Giraldi Cinzio affronta il tema della malattia prevalentemente come segno di corruzione morale o conseguenza di una condotta non guidata dalla virtù. Se nelle novelle la malattia è però generalmente un evento privato, nella cornice il narratore descrive il dramma pubblico dell’epidemia di peste del 1528. Pretesto per l’avvio del racconto, il contagio assume una dimensione collettiva, come conseguenza del Sacco di Roma. L’analisi di alcuni passi degli Ecatommiti evidenzia la funzione edificante del racconto e il modo in cui la brigata trovi nel «favellare» il sollievo dalla paura della peste.
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