L’articolo analizza le politiche migratorie dell’UE, mettendo in luce il contrasto tra l’accoglienza riservata ai rifugiati ucraini nel 2022 e le misure adottate per migranti provenienti da altre aree. L’applicazione della Direttiva 2001/55/CE sulla protezione temporanea ha garantito agli ucraini diritti immediati, favorendo un’integrazione rapida grazie alla collaborazione tra Stati membri e cittadini. Tuttavia, per altri migranti l’UE continua a esternalizzare la gestione delle frontiere, affidandola a Paesi terzi con standard di tutela inferiori. In Italia, accordi con Turchia, Libia e Albania hanno limitato gli arrivi ma sollevano gravi questioni etiche e giuridiche. Il contrasto è evidente anche nella crisi tra Polonia e Bielorussia, consumatasi nello stesso periodo dell’emergenza ucraina, dove migranti provenienti dalle regioni mediorientali sono stati respinti. Questa disparità riflette non solo scelte politiche, ma anche percezioni culturali: i rifugiati ucraini sono visti come più vicini all’identità europea, mentre altri incontrano maggiori resistenze. L’UE deve superare questa incoerenza e adottare politiche migratorie più giuste e rispettose dei diritti umani
Costruzione dell’alterità e accoglienza selettiva nelle politiche migratorie europee
Laurano Patrizia
;
2025-01-01
Abstract
L’articolo analizza le politiche migratorie dell’UE, mettendo in luce il contrasto tra l’accoglienza riservata ai rifugiati ucraini nel 2022 e le misure adottate per migranti provenienti da altre aree. L’applicazione della Direttiva 2001/55/CE sulla protezione temporanea ha garantito agli ucraini diritti immediati, favorendo un’integrazione rapida grazie alla collaborazione tra Stati membri e cittadini. Tuttavia, per altri migranti l’UE continua a esternalizzare la gestione delle frontiere, affidandola a Paesi terzi con standard di tutela inferiori. In Italia, accordi con Turchia, Libia e Albania hanno limitato gli arrivi ma sollevano gravi questioni etiche e giuridiche. Il contrasto è evidente anche nella crisi tra Polonia e Bielorussia, consumatasi nello stesso periodo dell’emergenza ucraina, dove migranti provenienti dalle regioni mediorientali sono stati respinti. Questa disparità riflette non solo scelte politiche, ma anche percezioni culturali: i rifugiati ucraini sono visti come più vicini all’identità europea, mentre altri incontrano maggiori resistenze. L’UE deve superare questa incoerenza e adottare politiche migratorie più giuste e rispettose dei diritti umaniPubblicazioni consigliate
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