La ricerca si dipana in uno sforzo ricostruttivo e interpretativo che si amplia a larga parte dell’attività tipografica ed editoriale abruzzese. Nel I cap. viene presentato un quadro d’insieme che prende in considerazione la regione in un periodo, quello postunitario, in cui l’analfabetismo era ancora esteso e l’economia tendeva a trasformarsi ma restava ancora in prevalenza legata ad un’agricoltura di pura sussistenza. Dati statistici e informazioni documentarie forniscono uno spaccato della situazione dell’industria libraria abruzzese nel periodo in cui l’attività tipografica e quella editoriale spesso sfociavano l’una nell’altra. Nel II cap. si porta a soluzione e si rende esplicito l’enigma De Arcagelis/D’Arcangelo, finalmente sciolto nell’accertamento delle diverse personalità e ragioni sociali che danno vita ad imprese tipografico-editoriali accomunate dal medesimo marchio (De Arcangelis). Al centro di questo quadro editoriale abruzzese, dove si dipana l’intreccio di storie personali e professionali distinte, la specializzazione dell’azienda di Donato D’Arcangelo e del figlio Nicola si colloca in direzione di una produzione d’arte grafica legata in particolar modo alla figura e all'attività di quest’ultimo. Stampatore d’arte conosciuto e apprezzato a livello nazionale e internazionale, Nicola D'Arcangelo operò a Pescara dalla costituzione della provincia,1927, fino al 1975, anno della sua morte. Dall'analisi delle sue opere emerge un percorso imprenditoriale di grande spessore e nella raffinata grafica d'occasione e pubblicitaria da lui prodotta si coglie una inedita chiave di lettura del provincialismo pescarese. Vengono ripercorsi gli sforzi di arricchimento professionale dei protagonisti, la consapevole necessità dell’ammodernamento tecnologico, la ricerca di contenuti e legami col mondo produttivo nazionale, il coinvolgimento sociale e latamente civile con i luoghi di origine e con la nuova realtà burocratico amministrativa di Pescara. Corredano il saggio introduttivo 37 tavole a colori che riproducono alcune immagini della vasta produzione grafica dello stampatore d’arte e gli annali tipografici dei De Arcagelis/D’Arcangelo che rappresentano lo specchio di una storia che non è solo tipografica, ma economica, sociale, civile e culturale di un largo territorio nel suo sforzo di connessione col resto del Paese.

I De Arcangelis tipogtafi editori. Tracce e indizi per una storia d'impresa.

MILLEVOLTE, Giovanna
2005-01-01

Abstract

La ricerca si dipana in uno sforzo ricostruttivo e interpretativo che si amplia a larga parte dell’attività tipografica ed editoriale abruzzese. Nel I cap. viene presentato un quadro d’insieme che prende in considerazione la regione in un periodo, quello postunitario, in cui l’analfabetismo era ancora esteso e l’economia tendeva a trasformarsi ma restava ancora in prevalenza legata ad un’agricoltura di pura sussistenza. Dati statistici e informazioni documentarie forniscono uno spaccato della situazione dell’industria libraria abruzzese nel periodo in cui l’attività tipografica e quella editoriale spesso sfociavano l’una nell’altra. Nel II cap. si porta a soluzione e si rende esplicito l’enigma De Arcagelis/D’Arcangelo, finalmente sciolto nell’accertamento delle diverse personalità e ragioni sociali che danno vita ad imprese tipografico-editoriali accomunate dal medesimo marchio (De Arcangelis). Al centro di questo quadro editoriale abruzzese, dove si dipana l’intreccio di storie personali e professionali distinte, la specializzazione dell’azienda di Donato D’Arcangelo e del figlio Nicola si colloca in direzione di una produzione d’arte grafica legata in particolar modo alla figura e all'attività di quest’ultimo. Stampatore d’arte conosciuto e apprezzato a livello nazionale e internazionale, Nicola D'Arcangelo operò a Pescara dalla costituzione della provincia,1927, fino al 1975, anno della sua morte. Dall'analisi delle sue opere emerge un percorso imprenditoriale di grande spessore e nella raffinata grafica d'occasione e pubblicitaria da lui prodotta si coglie una inedita chiave di lettura del provincialismo pescarese. Vengono ripercorsi gli sforzi di arricchimento professionale dei protagonisti, la consapevole necessità dell’ammodernamento tecnologico, la ricerca di contenuti e legami col mondo produttivo nazionale, il coinvolgimento sociale e latamente civile con i luoghi di origine e con la nuova realtà burocratico amministrativa di Pescara. Corredano il saggio introduttivo 37 tavole a colori che riproducono alcune immagini della vasta produzione grafica dello stampatore d’arte e gli annali tipografici dei De Arcagelis/D’Arcangelo che rappresentano lo specchio di una storia che non è solo tipografica, ma economica, sociale, civile e culturale di un largo territorio nel suo sforzo di connessione col resto del Paese.
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