La “Rivista Pedagogica”, fondata da Luigi Credaro (Sondrio, 1860 – Roma, 1939) nel 1907 e da lui diretta per due dei tre decenni nei quali fu pubblicata (gennaio 1908/gennaio-febbraio 1939), rappresentò l’«organo di aggregazione» e lo strumento di espressione di una riflessione pedagogica ricca e complessa, che nei primi decenni del ‘900, dall’età giolittiana al ventennio fascista, costituì l’unica significativa antagonista di quella neoidealistica. L’autore individua i tratti pertinenti di questa esperienza teorica in una gnoseologia realistica e dualistica, ma critica, non dogmatica; nell’irriducibilità di fatti e valori, di scienza e morale, di Ragion pura e Ragion pratica; nell’affermazione del primato di quest’ultima in quanto telos dell’intervento educativo; nel riconoscimento dell’insostituibile apporto della prima, intesa come conoscenza sperimentale, alla progettazione ed efficace esecuzione di ogni azione pedagogica; e ne ravvisa il senso complessivo in un itinerario verso una scienza dell’educazione. Riprendendo le indicazioni emerse dal Convegno del 2007 Luigi Credaro e la “Rivista Pedagogica” (Sondrio, 21-22 settembre 2007) l’autore approfondisce i rapporti fra la filosofia dell’educazione e l’epistemologia pedagogica kantiano-herbartiane che furono al centro della elaborazione e della proposta teorica della “Rivista” e le premesse e gli esiti della odierna “pedagogia critica”.

VERSO UNA SCIENZA DELL'EDUCAZIONE I. LA "RIVISTA PEDAGOGICA" (1908-1939)

D'ARCANGELI, MARCO ANTONIO
2012

Abstract

La “Rivista Pedagogica”, fondata da Luigi Credaro (Sondrio, 1860 – Roma, 1939) nel 1907 e da lui diretta per due dei tre decenni nei quali fu pubblicata (gennaio 1908/gennaio-febbraio 1939), rappresentò l’«organo di aggregazione» e lo strumento di espressione di una riflessione pedagogica ricca e complessa, che nei primi decenni del ‘900, dall’età giolittiana al ventennio fascista, costituì l’unica significativa antagonista di quella neoidealistica. L’autore individua i tratti pertinenti di questa esperienza teorica in una gnoseologia realistica e dualistica, ma critica, non dogmatica; nell’irriducibilità di fatti e valori, di scienza e morale, di Ragion pura e Ragion pratica; nell’affermazione del primato di quest’ultima in quanto telos dell’intervento educativo; nel riconoscimento dell’insostituibile apporto della prima, intesa come conoscenza sperimentale, alla progettazione ed efficace esecuzione di ogni azione pedagogica; e ne ravvisa il senso complessivo in un itinerario verso una scienza dell’educazione. Riprendendo le indicazioni emerse dal Convegno del 2007 Luigi Credaro e la “Rivista Pedagogica” (Sondrio, 21-22 settembre 2007) l’autore approfondisce i rapporti fra la filosofia dell’educazione e l’epistemologia pedagogica kantiano-herbartiane che furono al centro della elaborazione e della proposta teorica della “Rivista” e le premesse e gli esiti della odierna “pedagogia critica”.
978-88-6709-036-5
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