Il saggio indaga il complesso rapporto intellettuale e artistico tra Alberto Moravia e Luigi Pirandello, evidenziando come l’opera pirandelliana costituisca un riferimento imprescindibile nella formazione della poetica teatrale e narrativa moraviana. Attraverso l’analisi di testi critici, interviste, recensioni cinematografiche e opere teatrali, si osserva come Moravia riconosca in Pirandello il principale interprete della crisi del realismo borghese e il fondatore del teatro moderno novecentesco. Centrale risulta la riflessione sul metateatro, inteso come dispositivo capace di rappresentare la dissoluzione dell’identità e l’impossibilità di una rappresentazione oggettiva del reale. L’analisi evidenzia inoltre come Moravia assimili e rielabori motivi tipicamente pirandelliani — quali la maschera, il relativismo dell’io, la crisi della tragedia e il grottesco — sia nella narrativa, in particolare ne Gli indifferenti, sia nella produzione teatrale successiva, fino a opere come Il dio Kurt. Ne emerge l’immagine di un dialogo continuo con Pirandello, assunto da Moravia come modello imprescindibile per la ridefinizione della funzione del teatro e della rappresentazione tragica nel Novecento.
«Una specie di immobile e dubitativa deità»: il Pirandello di Alberto Moravia
V. Merola
2026-01-01
Abstract
Il saggio indaga il complesso rapporto intellettuale e artistico tra Alberto Moravia e Luigi Pirandello, evidenziando come l’opera pirandelliana costituisca un riferimento imprescindibile nella formazione della poetica teatrale e narrativa moraviana. Attraverso l’analisi di testi critici, interviste, recensioni cinematografiche e opere teatrali, si osserva come Moravia riconosca in Pirandello il principale interprete della crisi del realismo borghese e il fondatore del teatro moderno novecentesco. Centrale risulta la riflessione sul metateatro, inteso come dispositivo capace di rappresentare la dissoluzione dell’identità e l’impossibilità di una rappresentazione oggettiva del reale. L’analisi evidenzia inoltre come Moravia assimili e rielabori motivi tipicamente pirandelliani — quali la maschera, il relativismo dell’io, la crisi della tragedia e il grottesco — sia nella narrativa, in particolare ne Gli indifferenti, sia nella produzione teatrale successiva, fino a opere come Il dio Kurt. Ne emerge l’immagine di un dialogo continuo con Pirandello, assunto da Moravia come modello imprescindibile per la ridefinizione della funzione del teatro e della rappresentazione tragica nel Novecento.Pubblicazioni consigliate
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