Il contributo esamina il tema della coabitazione intergenerazionale alla luce del "Piano Casa" 2026 (d.l. 66/2026), che ha inserito i modelli di coabitazione solidale fra le proprie finalità, in continuità con le Linee guida ministeriali del 2024 previste dalla riforma sulla non autosufficienza. A fronte di un principio ormai condiviso a livello normativo, resta però aperta la questione propriamente progettuale: quali forme costruite e quali dispositivi spaziali possano tradurlo in concreta possibilità architettonica. Il saggio individua nella città di Vienna un riferimento privilegiato, per la lunga tradizione di edilizia pubblica di qualità e per il dispositivo istituzionale che rende strutturale la sperimentazione tipologica. Attraverso la lettura di cinque interventi viennesi realizzati nell'arco di un trentennio (Sargfabrik, Miss Sargfabrik, Wohnprojekt Wien, STA|zwei+plus, Gleis 21, fino al più recente Quartier Bienvenue), l'articolo ricostruisce un repertorio ricorrente di strategie progettuali quale esito di una sperimentazione continua sostenuta dal quadro normativo. Il contributo si chiude interrogando la trasferibilità di tale metodo, più che di un repertorio formale, al contesto italiano, dove permane ancora da costruire il nesso fra qualità sociale del progetto e accesso ai finanziamenti pubblici.
Housing intergenerazionale a Vienna
m. Abita
2026-01-01
Abstract
Il contributo esamina il tema della coabitazione intergenerazionale alla luce del "Piano Casa" 2026 (d.l. 66/2026), che ha inserito i modelli di coabitazione solidale fra le proprie finalità, in continuità con le Linee guida ministeriali del 2024 previste dalla riforma sulla non autosufficienza. A fronte di un principio ormai condiviso a livello normativo, resta però aperta la questione propriamente progettuale: quali forme costruite e quali dispositivi spaziali possano tradurlo in concreta possibilità architettonica. Il saggio individua nella città di Vienna un riferimento privilegiato, per la lunga tradizione di edilizia pubblica di qualità e per il dispositivo istituzionale che rende strutturale la sperimentazione tipologica. Attraverso la lettura di cinque interventi viennesi realizzati nell'arco di un trentennio (Sargfabrik, Miss Sargfabrik, Wohnprojekt Wien, STA|zwei+plus, Gleis 21, fino al più recente Quartier Bienvenue), l'articolo ricostruisce un repertorio ricorrente di strategie progettuali quale esito di una sperimentazione continua sostenuta dal quadro normativo. Il contributo si chiude interrogando la trasferibilità di tale metodo, più che di un repertorio formale, al contesto italiano, dove permane ancora da costruire il nesso fra qualità sociale del progetto e accesso ai finanziamenti pubblici.Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


