L’impiego delle tecnologie dell’acciaio nell’architettura per la residenza ha da sempre rappresentato, specialmente per l’Italia, un ambito di ricerca e sperimentazione circoscritto. Nonostante infatti, anche in Italia, la residenza si pone come tema centrale al dibattito modernista e, successivamente agli eventi bellici, come problema sociale, la sua declinazione rispetto alla tecnologia dell’acciaio resta condizionata dalla particolarità delle vicende storiche nazionali (l’autarchia), e da un retroterra culturale in cui l’abitare mal si coniuga con l’idea di provvisorietà cui spesso è riferito l’impiego di queste tecnologie. Tra i diversi filoni tematici cui è possibile ricondurre, in Italia, le vicende tecnico-progettuali della casa in acciaio, quello della “casa antisismica”, per l’ emergenza e per la sicurezza in caso di terremoto, può essere analizzato come un ambito privilegiato di sperimentazione progettuale e tecnologica, spinta oltre le regole della prassi costruttiva corrente e le prescrizioni della normativa tecnica di settore. In quest’ottica, attraverso l’istituto del concorso d’architettura, declinato in diverse forme, di idee, di progettazione, a partire degli anni’ 30 con l’Anfimi, fino agli anni ’80 con l’Italsider, è possibile delineare gli aspetti significativi di questa sperimentazione, volta dapprima, alla definizione di nuovi sistemi costruttivi e alla innovazione degli elementi figurativi dell’architettura, all’interno del dibattito culturale sui temi del modernismo in Italia; e successivamente, alla individuazione di procedimenti costruttivi in grado di assicurare rapidità di esecuzione, e alla ricerca di modelli tipologici capaci di integrarsi anche rispetto a specifiche condizioni del contesto insediativo, nelle diverse fasi delle ricostruzioni a partire dagli anni ’70.

La costruzione metallica per sistemi edilizi antisimici: l’istituto dei concorsi in Italia

Renato Morganti;Alessandra Tosone
2010-01-01

Abstract

L’impiego delle tecnologie dell’acciaio nell’architettura per la residenza ha da sempre rappresentato, specialmente per l’Italia, un ambito di ricerca e sperimentazione circoscritto. Nonostante infatti, anche in Italia, la residenza si pone come tema centrale al dibattito modernista e, successivamente agli eventi bellici, come problema sociale, la sua declinazione rispetto alla tecnologia dell’acciaio resta condizionata dalla particolarità delle vicende storiche nazionali (l’autarchia), e da un retroterra culturale in cui l’abitare mal si coniuga con l’idea di provvisorietà cui spesso è riferito l’impiego di queste tecnologie. Tra i diversi filoni tematici cui è possibile ricondurre, in Italia, le vicende tecnico-progettuali della casa in acciaio, quello della “casa antisismica”, per l’ emergenza e per la sicurezza in caso di terremoto, può essere analizzato come un ambito privilegiato di sperimentazione progettuale e tecnologica, spinta oltre le regole della prassi costruttiva corrente e le prescrizioni della normativa tecnica di settore. In quest’ottica, attraverso l’istituto del concorso d’architettura, declinato in diverse forme, di idee, di progettazione, a partire degli anni’ 30 con l’Anfimi, fino agli anni ’80 con l’Italsider, è possibile delineare gli aspetti significativi di questa sperimentazione, volta dapprima, alla definizione di nuovi sistemi costruttivi e alla innovazione degli elementi figurativi dell’architettura, all’interno del dibattito culturale sui temi del modernismo in Italia; e successivamente, alla individuazione di procedimenti costruttivi in grado di assicurare rapidità di esecuzione, e alla ricerca di modelli tipologici capaci di integrarsi anche rispetto a specifiche condizioni del contesto insediativo, nelle diverse fasi delle ricostruzioni a partire dagli anni ’70.
978-88-87479-11-9
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