Il presente saggio delinea dapprima un breve schizzo geografico dell’evoluzione storica, assai complessa e ben più articolata, delle confraternite laicali in Abruzzo e nella Marsica. Fino alla metà del Settecento, quando cioè iniziano le vicissitudini che lungo un intero secolo porteranno a sopprimere molti di questi organismi, le confraternite costituiscono il più ampio, massiccio e duraturo fenomeno aggregativo in grado di attraversare la storia socio-economica urbana e quella delle campagne, nel momento stesso in cui permea i territori della sensibilità religiosa. Nelle città, oltre a sollecitare la devozione e l’assistenza, le confraternite hanno anche rinvigorito lo spirito religioso e rafforzato i legami corporativi tra classi e professioni, favorendo l’incontro tra gli abitanti di un medesimo quartiere o tra quelli di quartieri diversi. Nelle campagne, le congregazioni hanno contribuito in modo rilevante allo sviluppo delle istituzioni della cosiddetta sociabilité rurale, cioè l’attitudine dei gruppi umani a vivere collettivamente in particolari strutture organizzative radicate nel territorio, strutture che si adattano ai vari ambienti evolvendo e rinsaldando i legami famigliari o quelli tra i ceti sociali. In questo contesto si situa l’esperienza delle confraternite laicali di Tagliacozzo che, con differenti configurazioni devozionali e articolazioni istituzionali, animano tale realtà territoriale in età moderna unendo la spinta a fortificare lo spirito religioso con un diretto impegno caritativo verso le persone in condizioni di maggiore indigenza. Per poter adempiere a questi compiti le congregazioni locali fanno leva su beni e rendite talvolta anche consistenti, derivanti da eredità e donazioni nonché da forme di “autotassazione” dei confratelli e dei sostenitori esterni. Lasciti che, con lo scorrere del tempo, hanno contribuito alla formazione di notevoli capitali amministrati dalle stesse confraternite: dei fini statutari da esse perseguiti e della gestione patrimoniale, che in differente misura assicura la realizzazione di quei medesimi fini, si occupa la seconda parte del saggio utilizzando fonti d’archivio mai esplorate e fatte oggetto di studio scientifico.

Confraternite, società, territorio a Tagliacozzo in età moderna

GAFFURI, LUIGI
2005-01-01

Abstract

Il presente saggio delinea dapprima un breve schizzo geografico dell’evoluzione storica, assai complessa e ben più articolata, delle confraternite laicali in Abruzzo e nella Marsica. Fino alla metà del Settecento, quando cioè iniziano le vicissitudini che lungo un intero secolo porteranno a sopprimere molti di questi organismi, le confraternite costituiscono il più ampio, massiccio e duraturo fenomeno aggregativo in grado di attraversare la storia socio-economica urbana e quella delle campagne, nel momento stesso in cui permea i territori della sensibilità religiosa. Nelle città, oltre a sollecitare la devozione e l’assistenza, le confraternite hanno anche rinvigorito lo spirito religioso e rafforzato i legami corporativi tra classi e professioni, favorendo l’incontro tra gli abitanti di un medesimo quartiere o tra quelli di quartieri diversi. Nelle campagne, le congregazioni hanno contribuito in modo rilevante allo sviluppo delle istituzioni della cosiddetta sociabilité rurale, cioè l’attitudine dei gruppi umani a vivere collettivamente in particolari strutture organizzative radicate nel territorio, strutture che si adattano ai vari ambienti evolvendo e rinsaldando i legami famigliari o quelli tra i ceti sociali. In questo contesto si situa l’esperienza delle confraternite laicali di Tagliacozzo che, con differenti configurazioni devozionali e articolazioni istituzionali, animano tale realtà territoriale in età moderna unendo la spinta a fortificare lo spirito religioso con un diretto impegno caritativo verso le persone in condizioni di maggiore indigenza. Per poter adempiere a questi compiti le congregazioni locali fanno leva su beni e rendite talvolta anche consistenti, derivanti da eredità e donazioni nonché da forme di “autotassazione” dei confratelli e dei sostenitori esterni. Lasciti che, con lo scorrere del tempo, hanno contribuito alla formazione di notevoli capitali amministrati dalle stesse confraternite: dei fini statutari da esse perseguiti e della gestione patrimoniale, che in differente misura assicura la realizzazione di quei medesimi fini, si occupa la seconda parte del saggio utilizzando fonti d’archivio mai esplorate e fatte oggetto di studio scientifico.
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