B6 = ARTEMISIA UMBELLIFORMIS SUBSP. ERIANTHA DA SPECIE PROTETTA A RISORSA PER L’ECONOMIA LOCALE LORETTA PACE, GIORDANA MARCOZZI, PAOLO FASCIANI Università degli Studi dell’Aquila, Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente via Vetoio Loc. Coppito, 67100 L’Aquila Artemisia umbelliformis subsp. eriantha (Artemisia petrosa (Baung.) Jan ex D.C. ssp eriantha (Ten) Giacomini & Pignatti) o genepì appenninico, è un endemismo dell’Appennino Centrale che cresce nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Majella, Monti Sibillini e Alpi Marittime (1). Tale entità vegetale, per le sue peculiari qualità aromatiche, viene impiegata per la produzione del liquore artigianale che, stimolando la secrezione dei succhi gastrici, attiva le funzioni digestive; in passato era già noto agli alpinisti abruzzesi come rimedio per il “mal di montagna”. Le sommità fiorite sono ricche di oli essenziali e vengono raccolte da luglio a settembre; il principio attivo è il tujone, un monoterpene biciclico tossico a dosi elevate. Tale entità vegetale è protetta dal 1979 dalla Legge Regionale n° 45 ed è inserita nella categoria vulnerabile (2). Artemisia petrosa subsp. eriantha è stata micropropagata in vitro utilizzando un terreno di coltura agarizzato, arricchito di fitormoni e di CaCO3, (3,4). I germogli sono stati moltiplicati e radicati; ottenendo in poco tempo elevate quantità di piantine da trapiantare. La rigenerazione in vitro ha permesso di ottenere un altissimo numero di cloni e di ricavare migliaia di piantine per essere trasferite in coltivazioni sperimentali per gli utilizzi in campo liquoristico. Anche in apposite aiuole, allestite presso il Giardino Alpino di Campo Imperatore, situato ad una quota di 2117 m s.l.m., le piantine in studio sono state saggiate al fine di verificarne la resa e la qualità; tale ricerca è tuttora in corso (5,6). Gli oli essenziali estratti dalle piante spontanee e da quelle micropropagate sono stati analizzati, entrambi hanno evidenziando elevate quantità di tujoni con una predominanza del cis-tujone rispetto al trans. Nelle piante ottenute da micropropagazione, il contenuto di questi composti incrementa nel tempo passando dal 43% delle plantule al 59% delle piante in fioritura. Tali valori sono inferiori a quelli rilevati nelle piante spontanee (72-87%), anche le rese degli oli sono più basse nelle piante micropropagate rispetto a quelle spontanee (7). Profili volatili di foglie e fiori freschi ottenuti da piante spontanee e rigenerate in vitro, sono stati valutati mediante HS-SPME-GC-MS (Head Space - Solid Phase MicroExtraction) allo scopo di mettere a punto un metodo analitico rapido e non distruttivo poiché richiede solo piccole quantità di materiale fresco. Tale metodo si è dimostrato molto efficace per l’analisi qualitativa di genepì appenninico (8). Le conoscenze derivate dallo studio di Artemisia umbelliformis subsp. eriantha sono utilizzate per promuovere presso imprese locali la coltivazione di genepì dando l’opportunità agli agricoltori di ottenere un prodotto tipico, valorizzando l’economia locale e salvaguardando il patrimonio naturale gravemente minacciato dalla raccolta indiscriminata ed illegale della pianta. 1)Conti F., Abbate G., Alessandrini A. (2005) Blasi C. An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora. Palombi Editori, p.325. 2)Conti, F., Manzi, A., Pedrotti, F. (1992) Libro Rosso delle piante d’Italia, Tipar Poligrafica Editrice, Roma, WWF, Italia, pp. 15-22. 3)Pace, L., Pacioni, G:, Spanò, L. (2004) In vitro propagation of Artemisia petrosa subsp. eriantha: potential for the preservation of an endangered species. Plant Biosystems 138 (3): 291-294. 4)Pace L., Spanò L. (2009) Esperienze di micropropagazione di piante di notevole interesse medicinale ed ecologico. Italus Hortus, 16 (2): 74-77. 5) Fasciani P., Pirone G., Pace L. (2010) - 2007-2010: Coltivazione sperimentale di Artemisia umbelliformis subsp. eriantha (genepì appenninico) ottenuta da micropropagazione, nelle aiuole del Giardino Alpino di Campo Imperatore. Acta Italus Hortus 2: 102-104. 6)Fasciani P., Pirone G., Pace L.(2011). Plant biodiversity at high altitude: in vitro preservation, 2011. Biotechnological advances in vitro horticultural breeding, September 16-22, 2011 Ghent, Belgium. 7)Pace L., Grandi S., Marotti M., Piccaglia R., Pacioni G.,Spanò L.(2010) Terpenoids profiles of in vitro regenerated Artemisia petrosa subsp. eriantha (Apennines’ genepì). Annals of Applied Biology 157: 309-316. 8)Reale S., Pace L., D’Archivio A., De Angelis F., Marcozzi G. (2013)Volatiles fingerprint of Artemisia umbelliformis subsp. eriantha by Head Space - Solid Phase MicroExtraction GC-MS. Natural Product Research (in press). La presente ricerca è supportata dalla Misura 1.2.4 e dalla L. R. 9 Aprile 1997, n°35 “Tutela della Biodiversità vegetale e la gestione dei giardini ed orti botanici” Regione Abruzzo

ARTEMISIA UMBELLIFORMIS SUBSP. ERIANTHA DA SPECIE PROTETTA A RISORSA PER L’ECONOMIA LOCALE. 108° Congresso Nazionale della Soc. Italiana di Botanica Onlus, Baselga di Pinè (Trento), Settembre, 2013.

PACE, Loretta Giuseppina;MARCOZZI, Giordana;
2013-01-01

Abstract

B6 = ARTEMISIA UMBELLIFORMIS SUBSP. ERIANTHA DA SPECIE PROTETTA A RISORSA PER L’ECONOMIA LOCALE LORETTA PACE, GIORDANA MARCOZZI, PAOLO FASCIANI Università degli Studi dell’Aquila, Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente via Vetoio Loc. Coppito, 67100 L’Aquila Artemisia umbelliformis subsp. eriantha (Artemisia petrosa (Baung.) Jan ex D.C. ssp eriantha (Ten) Giacomini & Pignatti) o genepì appenninico, è un endemismo dell’Appennino Centrale che cresce nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Majella, Monti Sibillini e Alpi Marittime (1). Tale entità vegetale, per le sue peculiari qualità aromatiche, viene impiegata per la produzione del liquore artigianale che, stimolando la secrezione dei succhi gastrici, attiva le funzioni digestive; in passato era già noto agli alpinisti abruzzesi come rimedio per il “mal di montagna”. Le sommità fiorite sono ricche di oli essenziali e vengono raccolte da luglio a settembre; il principio attivo è il tujone, un monoterpene biciclico tossico a dosi elevate. Tale entità vegetale è protetta dal 1979 dalla Legge Regionale n° 45 ed è inserita nella categoria vulnerabile (2). Artemisia petrosa subsp. eriantha è stata micropropagata in vitro utilizzando un terreno di coltura agarizzato, arricchito di fitormoni e di CaCO3, (3,4). I germogli sono stati moltiplicati e radicati; ottenendo in poco tempo elevate quantità di piantine da trapiantare. La rigenerazione in vitro ha permesso di ottenere un altissimo numero di cloni e di ricavare migliaia di piantine per essere trasferite in coltivazioni sperimentali per gli utilizzi in campo liquoristico. Anche in apposite aiuole, allestite presso il Giardino Alpino di Campo Imperatore, situato ad una quota di 2117 m s.l.m., le piantine in studio sono state saggiate al fine di verificarne la resa e la qualità; tale ricerca è tuttora in corso (5,6). Gli oli essenziali estratti dalle piante spontanee e da quelle micropropagate sono stati analizzati, entrambi hanno evidenziando elevate quantità di tujoni con una predominanza del cis-tujone rispetto al trans. Nelle piante ottenute da micropropagazione, il contenuto di questi composti incrementa nel tempo passando dal 43% delle plantule al 59% delle piante in fioritura. Tali valori sono inferiori a quelli rilevati nelle piante spontanee (72-87%), anche le rese degli oli sono più basse nelle piante micropropagate rispetto a quelle spontanee (7). Profili volatili di foglie e fiori freschi ottenuti da piante spontanee e rigenerate in vitro, sono stati valutati mediante HS-SPME-GC-MS (Head Space - Solid Phase MicroExtraction) allo scopo di mettere a punto un metodo analitico rapido e non distruttivo poiché richiede solo piccole quantità di materiale fresco. Tale metodo si è dimostrato molto efficace per l’analisi qualitativa di genepì appenninico (8). Le conoscenze derivate dallo studio di Artemisia umbelliformis subsp. eriantha sono utilizzate per promuovere presso imprese locali la coltivazione di genepì dando l’opportunità agli agricoltori di ottenere un prodotto tipico, valorizzando l’economia locale e salvaguardando il patrimonio naturale gravemente minacciato dalla raccolta indiscriminata ed illegale della pianta. 1)Conti F., Abbate G., Alessandrini A. (2005) Blasi C. An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora. Palombi Editori, p.325. 2)Conti, F., Manzi, A., Pedrotti, F. (1992) Libro Rosso delle piante d’Italia, Tipar Poligrafica Editrice, Roma, WWF, Italia, pp. 15-22. 3)Pace, L., Pacioni, G:, Spanò, L. (2004) In vitro propagation of Artemisia petrosa subsp. eriantha: potential for the preservation of an endangered species. Plant Biosystems 138 (3): 291-294. 4)Pace L., Spanò L. (2009) Esperienze di micropropagazione di piante di notevole interesse medicinale ed ecologico. Italus Hortus, 16 (2): 74-77. 5) Fasciani P., Pirone G., Pace L. (2010) - 2007-2010: Coltivazione sperimentale di Artemisia umbelliformis subsp. eriantha (genepì appenninico) ottenuta da micropropagazione, nelle aiuole del Giardino Alpino di Campo Imperatore. Acta Italus Hortus 2: 102-104. 6)Fasciani P., Pirone G., Pace L.(2011). Plant biodiversity at high altitude: in vitro preservation, 2011. Biotechnological advances in vitro horticultural breeding, September 16-22, 2011 Ghent, Belgium. 7)Pace L., Grandi S., Marotti M., Piccaglia R., Pacioni G.,Spanò L.(2010) Terpenoids profiles of in vitro regenerated Artemisia petrosa subsp. eriantha (Apennines’ genepì). Annals of Applied Biology 157: 309-316. 8)Reale S., Pace L., D’Archivio A., De Angelis F., Marcozzi G. (2013)Volatiles fingerprint of Artemisia umbelliformis subsp. eriantha by Head Space - Solid Phase MicroExtraction GC-MS. Natural Product Research (in press). La presente ricerca è supportata dalla Misura 1.2.4 e dalla L. R. 9 Aprile 1997, n°35 “Tutela della Biodiversità vegetale e la gestione dei giardini ed orti botanici” Regione Abruzzo
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