Introduzione. Gli indicatori epidemiologici correntemente utilizzati nella sorveglianza vaccinale, riguardano la proporzione di soggetti immunizzati per specifiche patologie infettive nelle coorti di interesse (i.e. coperture vaccinali), mentre poco è noto rispetto alla tempistica di vaccinazione. L’immunizzazione effettuata in età più appropriata (timeliness o ‘tempestività’) è un importante obiettivo di Sanità Pubblica specialmente per quei Paesi in cui la copertura vaccinale per periodi di età di riferimento (es. 24 mesi) è stata già raggiunta. Di recente, in letteratura la timeliness è stata oggetto di surveys descrittive e studi analitici su popolazioni infantili di Paesi sviluppati e in via di sviluppo, anche rispetto alle conseguenze cliniche post-vaccinali. Metodi. È stato utilizzato il database estratto dall’anagrafe del Servizio Vaccinazioni della ASL04 dell’Aquila archiviato mediante il software ARVA 5 “Automazione Registri Vaccinali” predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità. I dati si riferiscono a venti anni di osservazione (coorti di nascita dal 1990 al 2009) e qui vengono considerati quelli relativi all’Anti-Difterica-Tetanica (Anti-DT) e all’Anti-Morbillo (Anti-M), quali esempi di vaccinazioni obbligatoria e raccomandata da mettere a confronto. Poiché i dati presentavano errori consistenti e carenze di informazione, non è stato possibile calcolare le coperture vaccinali nella popolazione servita dalla ASL, e l’elaborazione è stata finalizzata a studiare indicatori di tipo qualitativo, in particolare il timing (età cronologica espressa in giorni all’epoca delle singole dosi) e il completamento dei cicli primari entro i 24 mesi di età. L’elaborazione, condotta con il software STATA12, è stata di tipo descrittivo. Risultati. I records esaminati sono 16,877 (51.0 % maschi), e si riferiscono a soggetti residenti nel Comune dell’Aquila (71.2 %) o in altri comuni ricadenti nel territorio della ASL04 (28.3 %) e in minima parte fuori ASL (0.5 %). Di questi l’89.8 % risulta nato nella Regione Abruzzo, il 7.4 % in altre Regioni italiane e il 2.8 % in Stati Esteri. Fino alla coorte 2007, le proporzioni di soggetti registrati all’anagrafe vaccinale per i quali non risulta compiuto il ciclo primario, sono basse (< 1.5%) e omogenee per l’anti-DT, mentre per l’Anti-M si evidenzia un chiaro trend decrescente (da 10.9 % a 1.8 %). Tali andamenti, tuttavia, non sono confermati per alcune coorti, con picchi che si discostano in maniera evidente. Inoltre, per le coorti 2008 e 2009 le alte proporzioni sono riconducibili all’evento sismico che ha comportato ritardi nella vaccinazione e/o il ricorso a Servizi extra-ASL come pure una registrazione dei dati meno accurata (Tabella 1). In tutto il periodo di osservazione fino alla coorte 2007, la proporzione di soggetti vaccinati entro i 24 mesi risulta superiore al 97.0 % per l’Anti-DT, mentre per l’Anti-M essa aumenta progressivamente dal 47.8 % al 97.5 %, rispecchiando l’evoluzione normativa (Piano Sanitario Vaccini 1999, Piano Nazionale Morbillo e Rosolia congenita 2003-2007). Anche in questo caso, nelle coorti 2008 e 2009, la diminuzione delle proporzioni riflette le difficoltà post-sisma (Figura 1). L’analisi del timing relativo all’Anti-DT, evidenzia due fenomeni distinti: 1) l’età alla prima dose si ‘regolarizza’ abbassandosi progressivamente fino al limite superiore del range previsto dall’attuale Piano Vaccini (3° mese, 61–90 gg); 2) l’età alla terza dose, ottimale fino alla coorte 2003, successivamente si innalza determinando un ritardo medio nella somministrazione di circa 2-3 settimane. Riguardo all’Anti-M, l’andamento dell’età di vaccinazione risulta in progressivo abbassamento fino a raggiungere e mantenere dalla coorte 2002 e per il restante periodo il range di valori raccomandati (13°-15° mese, 396-455 gg). Conclusioni. Il nostro lavoro conferma la rilevanza del timing vaccinale per la sorveglianza dei livelli di immunizzazione della popolazione sana e, allo stesso tempo, evidenzia le difficoltà nella gestione e utilizzazione degli archivi territoriali mediante gli attuali sistemi di registrazione delle prestazioni. In effetti, lo studio della tempistica di vaccinazione ha rilevato da un lato gli effetti positivi dell’introduzione dei Piani Vaccinali ordinari e straordinari sull’aderenza ai calendari delle vaccinazioni raccomandate e, dall’altro lato, l’emergere di situazioni problematiche, finora misconosciute, a carico delle vaccinazioni obbligatorie. Ciò acquista maggiore importanza alla luce dell’ipotesi di convertire tutte le vaccinazioni in modalità ‘raccomandata’ e, anche, del dilagare di pregiudizi anti-vaccinali nell’opinione pubblica. Sarebbe opportuno, oltre a rafforzare le evidenze scientifiche su questo aspetto specifico della pratica immunitaria, anche formare il personale alla corretta archiviazione, fornire sistemi informatici efficienti, mettere in rete le informazioni di ASL e/o altri soggetti coinvolti (i.e. pediatri).

L’importanza del timing nelle vaccinazioni per l’infanzia: studio descrittivo su un ventennio di osservazione nella ASL04 dell’Aquila.

SCATIGNA, MARIA;GIULIANI, Anna Rita;FABIANI, Leila
2014-01-01

Abstract

Introduzione. Gli indicatori epidemiologici correntemente utilizzati nella sorveglianza vaccinale, riguardano la proporzione di soggetti immunizzati per specifiche patologie infettive nelle coorti di interesse (i.e. coperture vaccinali), mentre poco è noto rispetto alla tempistica di vaccinazione. L’immunizzazione effettuata in età più appropriata (timeliness o ‘tempestività’) è un importante obiettivo di Sanità Pubblica specialmente per quei Paesi in cui la copertura vaccinale per periodi di età di riferimento (es. 24 mesi) è stata già raggiunta. Di recente, in letteratura la timeliness è stata oggetto di surveys descrittive e studi analitici su popolazioni infantili di Paesi sviluppati e in via di sviluppo, anche rispetto alle conseguenze cliniche post-vaccinali. Metodi. È stato utilizzato il database estratto dall’anagrafe del Servizio Vaccinazioni della ASL04 dell’Aquila archiviato mediante il software ARVA 5 “Automazione Registri Vaccinali” predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità. I dati si riferiscono a venti anni di osservazione (coorti di nascita dal 1990 al 2009) e qui vengono considerati quelli relativi all’Anti-Difterica-Tetanica (Anti-DT) e all’Anti-Morbillo (Anti-M), quali esempi di vaccinazioni obbligatoria e raccomandata da mettere a confronto. Poiché i dati presentavano errori consistenti e carenze di informazione, non è stato possibile calcolare le coperture vaccinali nella popolazione servita dalla ASL, e l’elaborazione è stata finalizzata a studiare indicatori di tipo qualitativo, in particolare il timing (età cronologica espressa in giorni all’epoca delle singole dosi) e il completamento dei cicli primari entro i 24 mesi di età. L’elaborazione, condotta con il software STATA12, è stata di tipo descrittivo. Risultati. I records esaminati sono 16,877 (51.0 % maschi), e si riferiscono a soggetti residenti nel Comune dell’Aquila (71.2 %) o in altri comuni ricadenti nel territorio della ASL04 (28.3 %) e in minima parte fuori ASL (0.5 %). Di questi l’89.8 % risulta nato nella Regione Abruzzo, il 7.4 % in altre Regioni italiane e il 2.8 % in Stati Esteri. Fino alla coorte 2007, le proporzioni di soggetti registrati all’anagrafe vaccinale per i quali non risulta compiuto il ciclo primario, sono basse (< 1.5%) e omogenee per l’anti-DT, mentre per l’Anti-M si evidenzia un chiaro trend decrescente (da 10.9 % a 1.8 %). Tali andamenti, tuttavia, non sono confermati per alcune coorti, con picchi che si discostano in maniera evidente. Inoltre, per le coorti 2008 e 2009 le alte proporzioni sono riconducibili all’evento sismico che ha comportato ritardi nella vaccinazione e/o il ricorso a Servizi extra-ASL come pure una registrazione dei dati meno accurata (Tabella 1). In tutto il periodo di osservazione fino alla coorte 2007, la proporzione di soggetti vaccinati entro i 24 mesi risulta superiore al 97.0 % per l’Anti-DT, mentre per l’Anti-M essa aumenta progressivamente dal 47.8 % al 97.5 %, rispecchiando l’evoluzione normativa (Piano Sanitario Vaccini 1999, Piano Nazionale Morbillo e Rosolia congenita 2003-2007). Anche in questo caso, nelle coorti 2008 e 2009, la diminuzione delle proporzioni riflette le difficoltà post-sisma (Figura 1). L’analisi del timing relativo all’Anti-DT, evidenzia due fenomeni distinti: 1) l’età alla prima dose si ‘regolarizza’ abbassandosi progressivamente fino al limite superiore del range previsto dall’attuale Piano Vaccini (3° mese, 61–90 gg); 2) l’età alla terza dose, ottimale fino alla coorte 2003, successivamente si innalza determinando un ritardo medio nella somministrazione di circa 2-3 settimane. Riguardo all’Anti-M, l’andamento dell’età di vaccinazione risulta in progressivo abbassamento fino a raggiungere e mantenere dalla coorte 2002 e per il restante periodo il range di valori raccomandati (13°-15° mese, 396-455 gg). Conclusioni. Il nostro lavoro conferma la rilevanza del timing vaccinale per la sorveglianza dei livelli di immunizzazione della popolazione sana e, allo stesso tempo, evidenzia le difficoltà nella gestione e utilizzazione degli archivi territoriali mediante gli attuali sistemi di registrazione delle prestazioni. In effetti, lo studio della tempistica di vaccinazione ha rilevato da un lato gli effetti positivi dell’introduzione dei Piani Vaccinali ordinari e straordinari sull’aderenza ai calendari delle vaccinazioni raccomandate e, dall’altro lato, l’emergere di situazioni problematiche, finora misconosciute, a carico delle vaccinazioni obbligatorie. Ciò acquista maggiore importanza alla luce dell’ipotesi di convertire tutte le vaccinazioni in modalità ‘raccomandata’ e, anche, del dilagare di pregiudizi anti-vaccinali nell’opinione pubblica. Sarebbe opportuno, oltre a rafforzare le evidenze scientifiche su questo aspetto specifico della pratica immunitaria, anche formare il personale alla corretta archiviazione, fornire sistemi informatici efficienti, mettere in rete le informazioni di ASL e/o altri soggetti coinvolti (i.e. pediatri).
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