INTRODUZIONE: I Rotavirus (RV) sono la più comune causa di gastroenteriti acute (AGE) in bambini di età inferiore a 5 anni nel mondo causando da soli circa il 30-50% di tutte patologie diarroiche. Ogni anno circa 2 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni sono ospedalizzati per Rotavirus e si stima che muoiano circa 527.000 bambini, prevalentemente nei paesi in via di sviluppo (Prashar UD, 2003; WHO, 2004; Mwenda JM, 2010; Bernestein DI, 2009 ). Anche nei Paesi ad alto reddito, la gastroenterite da RV è molto diffusa, ma raramente letale. Il rischio maggiore di questa patologia intestinale è che si sviluppi una grave diarrea, con disidratazione e ospedalizzazione. Questa condizione comporta una riduzione della qualità di vita per i bambini affetti, l'impatto emotivo per le famiglie ed un aggravio importante della spesa sanitaria, per i costi diretti (ricoveri, visite, cure) e per i costi sociali (giorni di lavoro persi) (ECDC 2013). Le strategie per limitarne la diffusione comprendono le norme igieniche e l’allattamento al seno. Non esiste una terapia antivirale efficace per l’infezione, pertanto il vaccino rimane l’unico vero metodo preventivo attualmente a disposizione. La disponibilità in Europa, a partire dal 2006, di due vaccini efficaci e sicuri nei confronti del RV, ha spinto ad approfondire l’impatto epidemiologico delle patologie da essi causate. MATERIALI E METODI: E’ stato condotto uno studio retrospettivo riguardante la frequenza delle ospedalizzazioni per AGE virale in Italia, ed in particolare da RV (RV-AGE), nei bambini fino a 5 anni di età, nel periodo 2005-2012, attraverso l’analisi delle Schede di dimissione ospedaliera (SDO), ottenute dal database nazionale fornito dal Ministero della Salute (Elaborazione Banca dati Nazionale SDO, Ministero della Salute). I casi di AGE sono stati identificati usando il codice ICD9-CM: 00861 per le AGE da RV ed i codici 00862, 008.8, per tutte le altre AGE ad eziologia virale, riportati in diagnosi principale. Abbiamo analizzato il trend temporale della frequenza delle ospedalizzazioni negli 8 anni considerati, valutandone la significatività statistica, attraverso l’analisi dello slope della regressione lineare. RISULTATI: Dal 2005 al 2012 sono stati riportati in diagnosi principale 168.509 ricoveri per AGE per tutte le cause, di cui 56.877 per AGE virali (33,7%). Il numero medio annuo dei ricoveri per RV è stato 4878, costituendo il 23,2% di quelli per AGE totali ed il 68,6% delle AGE virali. La maggior parte dei ricoveri per AGE- RV in diagnosi principale ha interessato i bambini di età inferiore ai 36 mesi in accordo con un nostro precedente lavoro (Mattei A, 2009). In particolare nel secondo anno di vita si è registrato il maggior numero di ricoveri in diagnosi principale (oltre il 33,7%), all’età inferiore ad 1 anno (0-11 mesi) il 28,7% dei ricoveri, a 2 anni di età (24-35 mesi) il 18,4% ed infine all’età compresa tra 3 e 5 anni la percentuale complessiva dei ricoveri ammontava a 19,2%. L’analisi del trend ha mostrato una riduzione significativa della frequenza di ospedalizzazioni per AGE ad eziologia virale, non RV, (coefficiente β = -0,0034; p=0,00) e da RV (coefficiente β = -0,0026; p=0,014), durante tutto il periodo studiato. CONCLUSIONI: La diminuzione delle ospedalizzazioni da RV negli anni analizzati, non indica necessariamente una minore diffusione dell’infezione, ma può essere spiegata sia dal fatto che molte infezioni da RV vengono codificate nelle Diagnosi Secondarie, sia dalla messa in atto di strategie di contenimento della spesa sanitaria, considerando che gran parte delle infezioni da RV possono essere trattate in un setting di cure primarie dal pediatra di libera scelta (Saia M, 2010). I costi legati alla ospedalizzazione ammontano circa all’80% del budget destinato alla terapia per RV ed un recente studio ha valutato i costi diretti per il Sistema Sanitario Italiano intorno ai 30 milioni di Euro per anno (Standaert B, 2008). È difficile inoltre stimare i costi indiretti sociali delle famiglie sulle quali presumibilmente ricade il carico della minore ospedalizzazione. Infine, bisogna considerare che le SDO se da un lato rappresentano un utile strumento per valutare la dimensione epidemiologica dell’infezione da RV, dall’altro sottostimano la reale entità del problema se non sono accompagnate dall’implementazione di un valido sistema di sorveglianza. In uno studio italiano in cui è stata effettuata una valutazione costo efficacia dell’utilizzo del vaccino, il costo incrementale del vaccino risulterebbe compensato dalla riduzione dei costi associati alla patologia – ospedalizzazioni, visite d’emergenza (Vitale F 2013). I nostri dati nel complesso evidenziano come i RV rappresentino ancora una importante causa di ospedalizzazione pediatrica in Italia e confermano ancora una volta l’importanza dell’attivazione di centri di vigilanza e sorveglianza per le infezioni da RV e dei programmi di vaccinazione estesi a tutta la popolazione dei nuovi nati

Vaccinazioni dell'infanzia. Ospedalizzazioni per gastroenteriti da rotavirus in Italia nel periodo 2005-2012.

MATTEI, ANTONELLA;ANGELONE, ANNA MARIA;FIASCA, FABIANA;DI ORIO, Ferdinando
2014-01-01

Abstract

INTRODUZIONE: I Rotavirus (RV) sono la più comune causa di gastroenteriti acute (AGE) in bambini di età inferiore a 5 anni nel mondo causando da soli circa il 30-50% di tutte patologie diarroiche. Ogni anno circa 2 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni sono ospedalizzati per Rotavirus e si stima che muoiano circa 527.000 bambini, prevalentemente nei paesi in via di sviluppo (Prashar UD, 2003; WHO, 2004; Mwenda JM, 2010; Bernestein DI, 2009 ). Anche nei Paesi ad alto reddito, la gastroenterite da RV è molto diffusa, ma raramente letale. Il rischio maggiore di questa patologia intestinale è che si sviluppi una grave diarrea, con disidratazione e ospedalizzazione. Questa condizione comporta una riduzione della qualità di vita per i bambini affetti, l'impatto emotivo per le famiglie ed un aggravio importante della spesa sanitaria, per i costi diretti (ricoveri, visite, cure) e per i costi sociali (giorni di lavoro persi) (ECDC 2013). Le strategie per limitarne la diffusione comprendono le norme igieniche e l’allattamento al seno. Non esiste una terapia antivirale efficace per l’infezione, pertanto il vaccino rimane l’unico vero metodo preventivo attualmente a disposizione. La disponibilità in Europa, a partire dal 2006, di due vaccini efficaci e sicuri nei confronti del RV, ha spinto ad approfondire l’impatto epidemiologico delle patologie da essi causate. MATERIALI E METODI: E’ stato condotto uno studio retrospettivo riguardante la frequenza delle ospedalizzazioni per AGE virale in Italia, ed in particolare da RV (RV-AGE), nei bambini fino a 5 anni di età, nel periodo 2005-2012, attraverso l’analisi delle Schede di dimissione ospedaliera (SDO), ottenute dal database nazionale fornito dal Ministero della Salute (Elaborazione Banca dati Nazionale SDO, Ministero della Salute). I casi di AGE sono stati identificati usando il codice ICD9-CM: 00861 per le AGE da RV ed i codici 00862, 008.8, per tutte le altre AGE ad eziologia virale, riportati in diagnosi principale. Abbiamo analizzato il trend temporale della frequenza delle ospedalizzazioni negli 8 anni considerati, valutandone la significatività statistica, attraverso l’analisi dello slope della regressione lineare. RISULTATI: Dal 2005 al 2012 sono stati riportati in diagnosi principale 168.509 ricoveri per AGE per tutte le cause, di cui 56.877 per AGE virali (33,7%). Il numero medio annuo dei ricoveri per RV è stato 4878, costituendo il 23,2% di quelli per AGE totali ed il 68,6% delle AGE virali. La maggior parte dei ricoveri per AGE- RV in diagnosi principale ha interessato i bambini di età inferiore ai 36 mesi in accordo con un nostro precedente lavoro (Mattei A, 2009). In particolare nel secondo anno di vita si è registrato il maggior numero di ricoveri in diagnosi principale (oltre il 33,7%), all’età inferiore ad 1 anno (0-11 mesi) il 28,7% dei ricoveri, a 2 anni di età (24-35 mesi) il 18,4% ed infine all’età compresa tra 3 e 5 anni la percentuale complessiva dei ricoveri ammontava a 19,2%. L’analisi del trend ha mostrato una riduzione significativa della frequenza di ospedalizzazioni per AGE ad eziologia virale, non RV, (coefficiente β = -0,0034; p=0,00) e da RV (coefficiente β = -0,0026; p=0,014), durante tutto il periodo studiato. CONCLUSIONI: La diminuzione delle ospedalizzazioni da RV negli anni analizzati, non indica necessariamente una minore diffusione dell’infezione, ma può essere spiegata sia dal fatto che molte infezioni da RV vengono codificate nelle Diagnosi Secondarie, sia dalla messa in atto di strategie di contenimento della spesa sanitaria, considerando che gran parte delle infezioni da RV possono essere trattate in un setting di cure primarie dal pediatra di libera scelta (Saia M, 2010). I costi legati alla ospedalizzazione ammontano circa all’80% del budget destinato alla terapia per RV ed un recente studio ha valutato i costi diretti per il Sistema Sanitario Italiano intorno ai 30 milioni di Euro per anno (Standaert B, 2008). È difficile inoltre stimare i costi indiretti sociali delle famiglie sulle quali presumibilmente ricade il carico della minore ospedalizzazione. Infine, bisogna considerare che le SDO se da un lato rappresentano un utile strumento per valutare la dimensione epidemiologica dell’infezione da RV, dall’altro sottostimano la reale entità del problema se non sono accompagnate dall’implementazione di un valido sistema di sorveglianza. In uno studio italiano in cui è stata effettuata una valutazione costo efficacia dell’utilizzo del vaccino, il costo incrementale del vaccino risulterebbe compensato dalla riduzione dei costi associati alla patologia – ospedalizzazioni, visite d’emergenza (Vitale F 2013). I nostri dati nel complesso evidenziano come i RV rappresentino ancora una importante causa di ospedalizzazione pediatrica in Italia e confermano ancora una volta l’importanza dell’attivazione di centri di vigilanza e sorveglianza per le infezioni da RV e dei programmi di vaccinazione estesi a tutta la popolazione dei nuovi nati
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