Come in ogni campo della medicina legale anche in ambito rinologico l’accertamento del danno alla persona si articola in due punti fondamentali ovvero l’obiettiva dimostrazione della lesione e la conferma delle cause e delle circostanze addotte come responsabili. Per quanto concerne la dimostrazione di un’eventuale alterazione della funzione respiratoria nasale, la perizia rinologica si avvale del test rinomanometrico. Fra le varie tecniche disponibili la variante anteriore attiva è attualmente la più valida e fornisce una valutazione sia grafica sia numerica del rapporto tra la pressione rinofaringea (in Pascal) ed il flusso aereo nasale (l/sec). I risultati ottenuti espressi nei parametri resistenza nasale dx, sn e totale documentano obiettivamente la situazione respiratoria e consentono di ascriverla alle categorie della normalità dei diversi gradi di ostruzione (lieve, moderata o grave) o dell’abnorme pervietà. Per la dimostrazione del danno olfattivo ancora sperimentale è l’applicazione dei potenziali evocati specifici, in quanto sebbene la metodica risulti promettente mancano ancora oggi la standardizzazione della tecnica e la disponibilità di apparecchiature commerciabili. Per tale motivo si ricorre a tecniche alternative basate sulla rilevazione dei riflessi quali la rino-olfattometria ed il metodo poligrafico.

"Valutazione medico-legale del danno delle funzioni respiratoria nasale ed olfattiva"

LAURIELLO, MARIA
1993

Abstract

Come in ogni campo della medicina legale anche in ambito rinologico l’accertamento del danno alla persona si articola in due punti fondamentali ovvero l’obiettiva dimostrazione della lesione e la conferma delle cause e delle circostanze addotte come responsabili. Per quanto concerne la dimostrazione di un’eventuale alterazione della funzione respiratoria nasale, la perizia rinologica si avvale del test rinomanometrico. Fra le varie tecniche disponibili la variante anteriore attiva è attualmente la più valida e fornisce una valutazione sia grafica sia numerica del rapporto tra la pressione rinofaringea (in Pascal) ed il flusso aereo nasale (l/sec). I risultati ottenuti espressi nei parametri resistenza nasale dx, sn e totale documentano obiettivamente la situazione respiratoria e consentono di ascriverla alle categorie della normalità dei diversi gradi di ostruzione (lieve, moderata o grave) o dell’abnorme pervietà. Per la dimostrazione del danno olfattivo ancora sperimentale è l’applicazione dei potenziali evocati specifici, in quanto sebbene la metodica risulti promettente mancano ancora oggi la standardizzazione della tecnica e la disponibilità di apparecchiature commerciabili. Per tale motivo si ricorre a tecniche alternative basate sulla rilevazione dei riflessi quali la rino-olfattometria ed il metodo poligrafico.
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