Dopo il sisma abruzzese del 2009 è emerso il ruolo fondamentale che assolvono i vuoti urbani e, più in generale, gli spazi liberi. Alcuni di questi luoghi “non costruiti” hanno però manifestato una importanza diversa da altri, sia nello svolgimento delle funzioni di emergenza, sia nel recupero successivo. Anche in una città estremamente dilatata, che dopo il sisma lo è diventata ancor di più, i vuoti urbani di qualità sono stati utilizzati più efficacemente e più velocemente sono tornati al loro uso precedente. La stessa cosa non sta accadendo per gli spazi liberi a diverso titolo che, seppur intensivamente usati per le funzioni richieste dall’evento sismico, presentano oggi molte incertezze sul loro destino futuro che non esclude l’abbandono e il degrado. Molte di queste aree hanno una importanza centrale per garantire e migliorare le funzioni di connettività ecologica di un territorio urbano interposto tra i maggiori serbatoi di biodiversità dell’Appennino Centrale. Le scelte di recupero delle aree emergenziali che verranno attuate nei prossimi anni saranno strategiche per riconoscere e gestire i varchi ecologici residuali, ormai molto ristretti e prossimi alla totale chiusura. Il lavoro illustra queste dinamiche mediante dati e valutazioni messe a punto per il nuovo strumento urbanistico della città in via di elaborazione.

Following the earthquake in Abruzzi in 2009 the crucial role of the empty spaces and, more generally, of the free spaces, has been highlighted. Some of these "not built" places, however, have shown a different relevance from others, both during emergency functions, and in the next recovery. Even in a extremely sprawled city, that after the earthquake it has become even more so, the quality of urban spaces have been used more effectively and more quickly returned to their previous use. The same thing is not happening for others free spaces; even if they are intensively used for earthquake emergency needs, nowadays they present many uncertainties about their destiny which doesn’t exclude the abandonment and the degradation. Many of these areas, placed in an urban land between the biodiversity hotspots of the central Apennine, have a crucial importance to guarantee and improve the ecological connectivity functions. The recovery strategies of the emergency areas that will be actuated in the next years will have a high relevance in recognizing and managing the residual ecological connections, now very fragmented/tight and close to the disappearance. This work shows these dynamics by using data and valuations developed for the new drafting general plan of the city.

Vuoti urbani” e “suoli liberi” per la qualità ecologica: l rigenerazione post-sismica nel Comune dell’Aquila

ROMANO, BERNARDINO;Fiorini L;Marucci A;ZULLO, FRANCESCO
2015

Abstract

Dopo il sisma abruzzese del 2009 è emerso il ruolo fondamentale che assolvono i vuoti urbani e, più in generale, gli spazi liberi. Alcuni di questi luoghi “non costruiti” hanno però manifestato una importanza diversa da altri, sia nello svolgimento delle funzioni di emergenza, sia nel recupero successivo. Anche in una città estremamente dilatata, che dopo il sisma lo è diventata ancor di più, i vuoti urbani di qualità sono stati utilizzati più efficacemente e più velocemente sono tornati al loro uso precedente. La stessa cosa non sta accadendo per gli spazi liberi a diverso titolo che, seppur intensivamente usati per le funzioni richieste dall’evento sismico, presentano oggi molte incertezze sul loro destino futuro che non esclude l’abbandono e il degrado. Molte di queste aree hanno una importanza centrale per garantire e migliorare le funzioni di connettività ecologica di un territorio urbano interposto tra i maggiori serbatoi di biodiversità dell’Appennino Centrale. Le scelte di recupero delle aree emergenziali che verranno attuate nei prossimi anni saranno strategiche per riconoscere e gestire i varchi ecologici residuali, ormai molto ristretti e prossimi alla totale chiusura. Il lavoro illustra queste dinamiche mediante dati e valutazioni messe a punto per il nuovo strumento urbanistico della città in via di elaborazione.
Following the earthquake in Abruzzi in 2009 the crucial role of the empty spaces and, more generally, of the free spaces, has been highlighted. Some of these "not built" places, however, have shown a different relevance from others, both during emergency functions, and in the next recovery. Even in a extremely sprawled city, that after the earthquake it has become even more so, the quality of urban spaces have been used more effectively and more quickly returned to their previous use. The same thing is not happening for others free spaces; even if they are intensively used for earthquake emergency needs, nowadays they present many uncertainties about their destiny which doesn’t exclude the abandonment and the degradation. Many of these areas, placed in an urban land between the biodiversity hotspots of the central Apennine, have a crucial importance to guarantee and improve the ecological connectivity functions. The recovery strategies of the emergency areas that will be actuated in the next years will have a high relevance in recognizing and managing the residual ecological connections, now very fragmented/tight and close to the disappearance. This work shows these dynamics by using data and valuations developed for the new drafting general plan of the city.
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