Introduzione Consideriamo come “localmente aggressive” le neoformazioni che si sviluppano nel distretto maxillo-facciale con le seguenti caratteristiche comuni: 1) benignità biologica; 2) progressiva distruzione della compagine ossea ed invasione dei tessuti molli di vicinanza; 3) origine talora multicentrica; 4) spiccata tendenza alla recidiva; 5) aumento frequente della aggressività nelle forme recidivate; 6) tendenza statisticamente significativa alla trasformazione in senso neoplastico maligno. Vi si comprendono neoformazioni sia di origine ectodermica (es. Adamantinomi,cisti primordiali), che mesodermica (es. Angiomi, mixomi, fibromi centrali, t. a cellule gigantic) e mista (adenomi pleomorfi). La chirurgia precomizzata è di tipo prevalentemente demolitivo. Abbiamo da tempo orientato il trattamento di queste neoplasie su una chirurgia conservativa, radicale non demolitiva, basandolo su uno studio semeiologico molto accuirato, reso possible dall’imaging attuale. Materiali e Metodi La nostra esperienza fa riferimento ad oltre 60 casi. Abbiamo utilizzato una semeiotica di studio su 3 livelli progressivi di analisi (Rx tradizionali, TC ed RM diretta, Analisi densitometrica TC, ricostruzioni, elaborazioni RM). Su tale base abbiamo eseguito una chirurgia che, pur nell’ambito della radicalità, si è prefissa nel contempoo di ottenere al Massimo il risparmio dei tessuti sani. I pazienti sono stati quindi seguiti conm accurate follow-up utilizzando la stessa semeiotica integrata. Risultati La condotta chirurgica seguita ha fornito buoni risultati sul piano funzionale ed estetico ma soprattutto in termini di efficacia del trattamento. Abbiamo ritrattato soltanto 5 casi di cisti primordiali. In 3 di questi casi le lesioni, di piccole dimensioni, erano compares in alter aree. Discussione Sulla base dei risultati ottenuti possiamo affermare come lo studio diagnostico accurate di queste lesioni con l’imaging attuale consneta di attuare una chirurgia conservativa, radicale non demolitiva, con salvaguardia dei tessuti e delle funzioni di aree ad alta concentrazione estetica e funzionale, e di seguire un adeguato monitoraggio dei pazienti, in grado di mettere in evidenza fin dale prime fasi l’eventuale comparsa di recidive, o di nuovi focolai, consentendo così di trattarle in fase precoce, con interventi contenuti, che lasciano integri funzione e morfologia. Riteniamo tale trattamento in linea con I progressi ottenuti in campo diagnostico e sostanzialmente superato pertanto quello demolitivo.

La chirurgia “radicale non demolitiva” delle neoformazioni localmente aggressive maxillo-facciali

CUTILLI, Tommaso
2002

Abstract

Introduzione Consideriamo come “localmente aggressive” le neoformazioni che si sviluppano nel distretto maxillo-facciale con le seguenti caratteristiche comuni: 1) benignità biologica; 2) progressiva distruzione della compagine ossea ed invasione dei tessuti molli di vicinanza; 3) origine talora multicentrica; 4) spiccata tendenza alla recidiva; 5) aumento frequente della aggressività nelle forme recidivate; 6) tendenza statisticamente significativa alla trasformazione in senso neoplastico maligno. Vi si comprendono neoformazioni sia di origine ectodermica (es. Adamantinomi,cisti primordiali), che mesodermica (es. Angiomi, mixomi, fibromi centrali, t. a cellule gigantic) e mista (adenomi pleomorfi). La chirurgia precomizzata è di tipo prevalentemente demolitivo. Abbiamo da tempo orientato il trattamento di queste neoplasie su una chirurgia conservativa, radicale non demolitiva, basandolo su uno studio semeiologico molto accuirato, reso possible dall’imaging attuale. Materiali e Metodi La nostra esperienza fa riferimento ad oltre 60 casi. Abbiamo utilizzato una semeiotica di studio su 3 livelli progressivi di analisi (Rx tradizionali, TC ed RM diretta, Analisi densitometrica TC, ricostruzioni, elaborazioni RM). Su tale base abbiamo eseguito una chirurgia che, pur nell’ambito della radicalità, si è prefissa nel contempoo di ottenere al Massimo il risparmio dei tessuti sani. I pazienti sono stati quindi seguiti conm accurate follow-up utilizzando la stessa semeiotica integrata. Risultati La condotta chirurgica seguita ha fornito buoni risultati sul piano funzionale ed estetico ma soprattutto in termini di efficacia del trattamento. Abbiamo ritrattato soltanto 5 casi di cisti primordiali. In 3 di questi casi le lesioni, di piccole dimensioni, erano compares in alter aree. Discussione Sulla base dei risultati ottenuti possiamo affermare come lo studio diagnostico accurate di queste lesioni con l’imaging attuale consneta di attuare una chirurgia conservativa, radicale non demolitiva, con salvaguardia dei tessuti e delle funzioni di aree ad alta concentrazione estetica e funzionale, e di seguire un adeguato monitoraggio dei pazienti, in grado di mettere in evidenza fin dale prime fasi l’eventuale comparsa di recidive, o di nuovi focolai, consentendo così di trattarle in fase precoce, con interventi contenuti, che lasciano integri funzione e morfologia. Riteniamo tale trattamento in linea con I progressi ottenuti in campo diagnostico e sostanzialmente superato pertanto quello demolitivo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11697/12346
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