Il terremoto dell’Aquila ha posto, alle discipline che si occupano della città e del territorio, in termini diretti e non eludibili, alcune questioni che, in questi anni di declino del ciclo edilizio e con esso del volano della rendita fondiaria, erano state in parte rimosse: la questione del rapporto tra strategie, politiche pubbliche generali e piani nel venir meno del modello sociale di sviluppo crescente e progressivo che sosteneva un welfare sovradimensionato; la questione del Recupero e più recentemente della Rigenerazione urbana e con essa quella della densità e del consumo di suolo nella perdita di senso del modello urbanocentrico espansivo; la questione della utilità del Piano al di là della sua dimensione e della sua “forma” istituzionale nel mutare della natura e dei contenuti delle politiche pubbliche oscillanti tra neocontrattualismo e neoutilitarismo. Come ricostruire a L’Aquila ed in relazione a quale idea di città, a quale suo futuro ruolo economico, ha rappresentato il nodo centrale intorno al quale si sono proposte, le tre questioni, sino ad oggi per la verità con scarse risposte disciplinari. La riflessione in tale contesto proposta nell'articolo è stata articolata sulla produzione di questi anni rispetto ai tre nodi del processo di ricostruzione: il modello socioeconomico di riferimento e la sua governance; gli strumenti, forme e contenuti; nuove forme urbane, tra morfologie tradizionali e innovative.

Il governo del territorio alla prova del terremoto: imparare dagli errori

Properzi P.;Di Ludovico D.
2018-01-01

Abstract

Il terremoto dell’Aquila ha posto, alle discipline che si occupano della città e del territorio, in termini diretti e non eludibili, alcune questioni che, in questi anni di declino del ciclo edilizio e con esso del volano della rendita fondiaria, erano state in parte rimosse: la questione del rapporto tra strategie, politiche pubbliche generali e piani nel venir meno del modello sociale di sviluppo crescente e progressivo che sosteneva un welfare sovradimensionato; la questione del Recupero e più recentemente della Rigenerazione urbana e con essa quella della densità e del consumo di suolo nella perdita di senso del modello urbanocentrico espansivo; la questione della utilità del Piano al di là della sua dimensione e della sua “forma” istituzionale nel mutare della natura e dei contenuti delle politiche pubbliche oscillanti tra neocontrattualismo e neoutilitarismo. Come ricostruire a L’Aquila ed in relazione a quale idea di città, a quale suo futuro ruolo economico, ha rappresentato il nodo centrale intorno al quale si sono proposte, le tre questioni, sino ad oggi per la verità con scarse risposte disciplinari. La riflessione in tale contesto proposta nell'articolo è stata articolata sulla produzione di questi anni rispetto ai tre nodi del processo di ricostruzione: il modello socioeconomico di riferimento e la sua governance; gli strumenti, forme e contenuti; nuove forme urbane, tra morfologie tradizionali e innovative.
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