La traduzione messa in scena nasce all’incrocio tra gli studi sul teatro e sulla traduzione, con particolare attenzione ai feminist translation studies, per offrire uno studio preliminare della traduzione del teatro britannico contemporaneo in italiano a partire da due testi della drammaturga Caryl Churchill, Seven Jewish Children (2009) e Cloud Nine (1979). Campo poco esplorato nella critica italiana, specie per quanto riguarda il secondo Novecento, la traduzione per il teatro permette di integrare la linguistica del testo con le specificità dell’espressione orale e il processo intersemiotico della messa in scena. L’intreccio tra il teatro e la traduzione femminista permette inoltre di riflettere contrastivamente sulle caratteristiche pragmatiche e discorsive dell’inglese e dell’italiano, utilizzando l’analisi traduttiva per approfondire le questioni linguistiche e culturali relative alle politiche di genere in relazione al carattere deittico del testo teatrale. La traduzione per il teatro si costituisce quindi come “traduzione senza originale”, che guarda alla rappresentazione del testo d’origine, ma anche alla traduzione messa in scena, che ha l’arduo compito non di tradurre, trasferire il testo da un contesto ad un altro, ma di metterlo in dialogo con la contemporaneità.

La traduzione messa in scena. Due rappresentazioni di Caryl Churchill in Italia

Guarracino S
2017-01-01

Abstract

La traduzione messa in scena nasce all’incrocio tra gli studi sul teatro e sulla traduzione, con particolare attenzione ai feminist translation studies, per offrire uno studio preliminare della traduzione del teatro britannico contemporaneo in italiano a partire da due testi della drammaturga Caryl Churchill, Seven Jewish Children (2009) e Cloud Nine (1979). Campo poco esplorato nella critica italiana, specie per quanto riguarda il secondo Novecento, la traduzione per il teatro permette di integrare la linguistica del testo con le specificità dell’espressione orale e il processo intersemiotico della messa in scena. L’intreccio tra il teatro e la traduzione femminista permette inoltre di riflettere contrastivamente sulle caratteristiche pragmatiche e discorsive dell’inglese e dell’italiano, utilizzando l’analisi traduttiva per approfondire le questioni linguistiche e culturali relative alle politiche di genere in relazione al carattere deittico del testo teatrale. La traduzione per il teatro si costituisce quindi come “traduzione senza originale”, che guarda alla rappresentazione del testo d’origine, ma anche alla traduzione messa in scena, che ha l’arduo compito non di tradurre, trasferire il testo da un contesto ad un altro, ma di metterlo in dialogo con la contemporaneità.
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