This essay aims at tracing the intersection between literary production and multimedia textuality in the case of postcolonial writing through an analysis of Chimamanda Ngozi Adichie’s recent novel Americanah (2013). Here the main character Ifemelu, after leaving her native Lagos to study in the US, becomes famous as a blogger on racial issues from the point of view of a non-American black. Starting from Sandra Ponzanesi’s The Postcolonial Cultural Industry, the analysis of the novel takes into account recent debates on the public role of postcolonial writers, as the blog reflects Adichie’s own role in contemporary media and situates the novel in the global landscape of Afropolitanism and its predicaments. Blog entries inhabit the novel from its early pages, and blogging intersects fiction and contaminates it with social commentary. With its interweaving of creative writing and opinion making, novel and blog, Americanah comments on the public role of the writer and its viral exposure, offering a poignant example of the mutation of narrative forms in the information age.

Questo contributo indaga l’intreccio tra produzione letteraria e testualità multimediali nella scrittura postcoloniale attraverso l’analisi del recente romanzo di Chimamanda Ngozi Adichie Americanah (2013). Qui la protagonista Ifemelu, trasferitasi da Lagos negli Stati Uniti, apre un blog che si occupa di questioni razziali dal punto di vista di una nera non statunitense. Partendo dalle argomentazioni proposte da Sandra Ponzanesi nel suo The Postcolonial Cultural Industry (2014), l’analisi del romanzo prende in considerazione il recente dibattito sul ruolo pubblico dello scrittore postcoloniale: il blog riflette il ruolo di Adichie nei media e situa il romanzo – non senza fratture – nel panorama globale dell’Afropolitanismo. I post del blog appaiono nel romanzo dall’inizio, e la sua scrittura interseca la fiction contaminandola con un ampio commento sociale. Con il suo intreccio di scrittura creativa e d’opinione, romanzo e blog, Americanah commenta sul ruolo pubblico dello scrittore e la sua presenza ‘virale’ nei media, offrendo un esempio pregnante sul cambiamento delle forme narrative nell’era dell’informazione.

Writing ‘so raw and true’: Blogging in Chimamanda Ngozi Adichie’s Americanah

Guarracino S
2014

Abstract

Questo contributo indaga l’intreccio tra produzione letteraria e testualità multimediali nella scrittura postcoloniale attraverso l’analisi del recente romanzo di Chimamanda Ngozi Adichie Americanah (2013). Qui la protagonista Ifemelu, trasferitasi da Lagos negli Stati Uniti, apre un blog che si occupa di questioni razziali dal punto di vista di una nera non statunitense. Partendo dalle argomentazioni proposte da Sandra Ponzanesi nel suo The Postcolonial Cultural Industry (2014), l’analisi del romanzo prende in considerazione il recente dibattito sul ruolo pubblico dello scrittore postcoloniale: il blog riflette il ruolo di Adichie nei media e situa il romanzo – non senza fratture – nel panorama globale dell’Afropolitanismo. I post del blog appaiono nel romanzo dall’inizio, e la sua scrittura interseca la fiction contaminandola con un ampio commento sociale. Con il suo intreccio di scrittura creativa e d’opinione, romanzo e blog, Americanah commenta sul ruolo pubblico dello scrittore e la sua presenza ‘virale’ nei media, offrendo un esempio pregnante sul cambiamento delle forme narrative nell’era dell’informazione.
This essay aims at tracing the intersection between literary production and multimedia textuality in the case of postcolonial writing through an analysis of Chimamanda Ngozi Adichie’s recent novel Americanah (2013). Here the main character Ifemelu, after leaving her native Lagos to study in the US, becomes famous as a blogger on racial issues from the point of view of a non-American black. Starting from Sandra Ponzanesi’s The Postcolonial Cultural Industry, the analysis of the novel takes into account recent debates on the public role of postcolonial writers, as the blog reflects Adichie’s own role in contemporary media and situates the novel in the global landscape of Afropolitanism and its predicaments. Blog entries inhabit the novel from its early pages, and blogging intersects fiction and contaminates it with social commentary. With its interweaving of creative writing and opinion making, novel and blog, Americanah comments on the public role of the writer and its viral exposure, offering a poignant example of the mutation of narrative forms in the information age.
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