Sono trascorsi dieci anni dal sisma che il 6 aprile 2009 ha colpito la città dell’Aquila e il suo territorio. Il processo di ricostruzione procede, pur tra alterne vicende, senza soste. La periferia, zona di espansione degli anni sessanta-ottanta del novecento, è ampiamente recuperata. Ma nel centro storico, significativo per dimensione (178 Ha) e per qualità del costruito, nonostante molti cantieri siano conclusi e molti in itinere, la situazione, pur nelle evidenti positività, non appare completamente soddisfacente in ordine ai tempi e ai modi. Nella fase di impostazione della ricostruzione della città all’interno della cerchia delle mura urbiche, sulla base degli indirizzi normativi, la Amministrazione Comunale ha varato un Piano di Ricostruzione La natura del Piano di Ricostruzione è quella di uno strumento di pianificazione e programmazione che regola e conforma il privato e il pubblico, con linee di indirizzo ed elementi normativi per gli interventi sull’edificato storico. Ma il piano di ricostruzione, rappresenta piuttosto il mosaico delle singole intenzioni progettuali dei privati, relativamente alle “monadi” costituite dagli aggregati edilizi. Ove l’aggregato è la unità minima di intervento identificata come la massima entità fisica priva di discontinuità strutturali. L’unità minima di intervento è dunque definita in ragione della sola continuità strutturale, e non direttamente relazionata alle caratteristiche tipo-morfologicofigurative e valoriali del tessuto storico. Si tratta di una evidente “riduzione e semplificazione” della complessità, solo in parte giustificata dalle ragioni della firmitas.

Lessico per il restauro di un centro storico

Mario Centofanti
;
Stefano Brusaporci
;
Pamela Maiezza
;
Alessandra Tata
2019-01-01

Abstract

Sono trascorsi dieci anni dal sisma che il 6 aprile 2009 ha colpito la città dell’Aquila e il suo territorio. Il processo di ricostruzione procede, pur tra alterne vicende, senza soste. La periferia, zona di espansione degli anni sessanta-ottanta del novecento, è ampiamente recuperata. Ma nel centro storico, significativo per dimensione (178 Ha) e per qualità del costruito, nonostante molti cantieri siano conclusi e molti in itinere, la situazione, pur nelle evidenti positività, non appare completamente soddisfacente in ordine ai tempi e ai modi. Nella fase di impostazione della ricostruzione della città all’interno della cerchia delle mura urbiche, sulla base degli indirizzi normativi, la Amministrazione Comunale ha varato un Piano di Ricostruzione La natura del Piano di Ricostruzione è quella di uno strumento di pianificazione e programmazione che regola e conforma il privato e il pubblico, con linee di indirizzo ed elementi normativi per gli interventi sull’edificato storico. Ma il piano di ricostruzione, rappresenta piuttosto il mosaico delle singole intenzioni progettuali dei privati, relativamente alle “monadi” costituite dagli aggregati edilizi. Ove l’aggregato è la unità minima di intervento identificata come la massima entità fisica priva di discontinuità strutturali. L’unità minima di intervento è dunque definita in ragione della sola continuità strutturale, e non direttamente relazionata alle caratteristiche tipo-morfologicofigurative e valoriali del tessuto storico. Si tratta di una evidente “riduzione e semplificazione” della complessità, solo in parte giustificata dalle ragioni della firmitas.
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