Si tratta dell'Introduzione agli atti del VI Seminario internazionale "Un'invenzione romanza: il romanzo e le sue trasformazioni nelle letterature medievali e moderne" tenutosi all'Aquila il 26 e 27 novembre 2019. Nell'Introduzione oltre a fornire una ragione dell'iniziativa, ormai in piedi dal 2014 con una scadenza annuale, si è riflettuto sull'invenzione di questo genere letterario che come il nome stesso rivela, si colloca nel Medioevo, in pieno XII secolo, tra l'Inghilterra anglonormanna e la Francia capetingia. L'approccio di questo Seminario è stato di tipo verticale, quindi paradigmatico o diacronico, poiché il romanzo è un genere coltivato e particolarmente amato nell'epoca moderna e contemporanea. Nel corso del Seminario si sono affrontati argomenti diversi, i romanzi e il tempo, i romanzo e lo spazio europeo, i romanzi e le loro fonti e il loro pubblico, la loro costruzione in contesti sotrici, sociali ed economici differenti e le loro specificità, nel gioco inarrestabile fra tradizione e innovazione, la crisi del romanzo e le possibili vie di soluzione. E per affrontare tale argomento particolarmente complesso proprio la Filologia romanza è quella che si qualifica come disciplina più adatta al serrato confronto e al dialogo aperto, perché nata dalla comparazione e basata su di essa, e se per ragioni diverse, essa ha ristretto il suo campo di indagine all'epoca medievale, in realtà non conosce (o non dovrebbe conoscere) limitazioni di tipo temporale, poiché le lingue e le letterature romanze discese dalla tradizione latina e in opposizione ad essa non hanno avuto delle interruzioni brusche e definitive, ma hanno continuato a fluire e modificarsi in un processo storicamnte ininterrotto.

Introduzione

Lucilla Spetia
2020

Abstract

Si tratta dell'Introduzione agli atti del VI Seminario internazionale "Un'invenzione romanza: il romanzo e le sue trasformazioni nelle letterature medievali e moderne" tenutosi all'Aquila il 26 e 27 novembre 2019. Nell'Introduzione oltre a fornire una ragione dell'iniziativa, ormai in piedi dal 2014 con una scadenza annuale, si è riflettuto sull'invenzione di questo genere letterario che come il nome stesso rivela, si colloca nel Medioevo, in pieno XII secolo, tra l'Inghilterra anglonormanna e la Francia capetingia. L'approccio di questo Seminario è stato di tipo verticale, quindi paradigmatico o diacronico, poiché il romanzo è un genere coltivato e particolarmente amato nell'epoca moderna e contemporanea. Nel corso del Seminario si sono affrontati argomenti diversi, i romanzi e il tempo, i romanzo e lo spazio europeo, i romanzi e le loro fonti e il loro pubblico, la loro costruzione in contesti sotrici, sociali ed economici differenti e le loro specificità, nel gioco inarrestabile fra tradizione e innovazione, la crisi del romanzo e le possibili vie di soluzione. E per affrontare tale argomento particolarmente complesso proprio la Filologia romanza è quella che si qualifica come disciplina più adatta al serrato confronto e al dialogo aperto, perché nata dalla comparazione e basata su di essa, e se per ragioni diverse, essa ha ristretto il suo campo di indagine all'epoca medievale, in realtà non conosce (o non dovrebbe conoscere) limitazioni di tipo temporale, poiché le lingue e le letterature romanze discese dalla tradizione latina e in opposizione ad essa non hanno avuto delle interruzioni brusche e definitive, ma hanno continuato a fluire e modificarsi in un processo storicamnte ininterrotto.
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