In ortodonzia, in ambito clinico, la comparsa di una recidiva rappresenta un rischio molto frequente, se non addirittura costante, al termine della terapia ortodontica e può rappresentare un notevole problema, soprattutto per come viene vissuta dal paziente nella maggior parte dei casi: un fallimento della terapia a cui si è sottoposto. Malgrado si sia cercato di indagare a lungo sulle cause della recidiva e cercato di intervenire per ridurne la comparsa, in ben poche situazioni l’ortodontista può avere la sicurezza che questa non si presenti. Viene da sé che i dispositivi di contenzione rappresentano, nella stragrande maggioranza dei casi, l’unico elemento utile a garantire il mantenimento a lungo termine del risultato ottenuto. È stato condotto uno studio clinico di coorte di tipo prospettico il cui obiettivo è stato determinare, tramite Little’s Irregularity Index (L.I. Index) e Peer Assessment Rating Index (PAR Index), l’influenza di fattori muscolari, occlusali e articolari sulla stabilità a lungo termine dell’allineamento dentale in pazienti adulti trattati ortodonticamente e provvisti di contenzione fissa da almeno 12 mesi, dopo aver eseguito la rimozione della stessa. Sono stati individuati 40 pazienti adulti che avessero terminato la terapia ortodontica da almeno un anno e ai quali, al termine del trattamento, fosse stato applicato un dispositivo di contenzione fissa sulla faccia linguale del gruppo dentale anteriore inferiore. La mantenuta collocazione del dispositivo e, di conseguenza, una conservata posizione dei denti coinvolti, hanno rappresentato i requisiti necessari per il definitivo reclutamento dei pazienti nello studio. A tempo T0, per ogni paziente, è stato registrato il grado di allineamento presente tra gli elementi dentali trattenuti dal retainer, adottando gli indici PAR e di Little; sono state inoltre rilevate le forze espresse dalle labbra e dalla lingua con l’ausilio rispettivamente di una dinamometria del muscolo orbicularis oris e di un’elettromiografia del ventre anteriore del muscolo digastrico; sono stati infine misurati, la distribuzione dei carichi masticatori occlusali per mezzo di un esame T-SCAN e l’equilibrio articolare mediante l’impiego dello strumento CPI-III. Si è quindi eseguita la rimozione del retainer presente. Sono stati praticati controlli semestrali (tempi T1, T2 e T3) eseguendo nuovamente tutti gli esami effettuati nel corso del primo controllo. Giunti al termine della fase clinica si proceduto all’elaborazione e all’analisi statistica dei dati raccolti. Un test statistico ANOVA ad una via è stato utilizzato per valutare la presenza di differenze statisticamente significative fra tutte le variabili ai diversi intervalli di tempo. Successivamente, per valutare l'effetto delle variabili che descrivono le caratteristiche muscolari, articolari e occlusali dei pazienti nel corso del tempo, sulla variazione T3-T0 delle variabili risposta (PAR Index e L.I. Index) che caratterizzano la stabilità dell'allineamento dentale, sono state utilizzate due regressioni logistiche binomiali. L'errore di I tipo è stato impostato come alfa<0.05. L'analisi statistica dei dati ottenuti ha messo in evidenza che maggiore è la forza espressa dal muscolo orbicularis oris, maggiore è il rischio di recidiva ortodontica, con una perdita della stabilità a lungo termine dell’allineamento del gruppo dentale anteriore inferiore. La mancanza di una contenzione permanente a seguito di una terapia ortodontica eseguita in pazienti adulti non può garantire il mantenimento a lungo termine dei risultati ottenuti. ​

TRIAL CLINICO SULL’ANALISI DEI FATTORI OCCLUSALI, MUSCOLARI ED ARTICOLARI CHE INFLUENZANO LA STABILITÀ DEL TRATTAMENTO ORTODONTICO / Salvati, SIMONE ETTORE. - (2021 May 13).

TRIAL CLINICO SULL’ANALISI DEI FATTORI OCCLUSALI, MUSCOLARI ED ARTICOLARI CHE INFLUENZANO LA STABILITÀ DEL TRATTAMENTO ORTODONTICO

SALVATI, SIMONE ETTORE
2021-05-13T00:00:00+02:00

Abstract

In ortodonzia, in ambito clinico, la comparsa di una recidiva rappresenta un rischio molto frequente, se non addirittura costante, al termine della terapia ortodontica e può rappresentare un notevole problema, soprattutto per come viene vissuta dal paziente nella maggior parte dei casi: un fallimento della terapia a cui si è sottoposto. Malgrado si sia cercato di indagare a lungo sulle cause della recidiva e cercato di intervenire per ridurne la comparsa, in ben poche situazioni l’ortodontista può avere la sicurezza che questa non si presenti. Viene da sé che i dispositivi di contenzione rappresentano, nella stragrande maggioranza dei casi, l’unico elemento utile a garantire il mantenimento a lungo termine del risultato ottenuto. È stato condotto uno studio clinico di coorte di tipo prospettico il cui obiettivo è stato determinare, tramite Little’s Irregularity Index (L.I. Index) e Peer Assessment Rating Index (PAR Index), l’influenza di fattori muscolari, occlusali e articolari sulla stabilità a lungo termine dell’allineamento dentale in pazienti adulti trattati ortodonticamente e provvisti di contenzione fissa da almeno 12 mesi, dopo aver eseguito la rimozione della stessa. Sono stati individuati 40 pazienti adulti che avessero terminato la terapia ortodontica da almeno un anno e ai quali, al termine del trattamento, fosse stato applicato un dispositivo di contenzione fissa sulla faccia linguale del gruppo dentale anteriore inferiore. La mantenuta collocazione del dispositivo e, di conseguenza, una conservata posizione dei denti coinvolti, hanno rappresentato i requisiti necessari per il definitivo reclutamento dei pazienti nello studio. A tempo T0, per ogni paziente, è stato registrato il grado di allineamento presente tra gli elementi dentali trattenuti dal retainer, adottando gli indici PAR e di Little; sono state inoltre rilevate le forze espresse dalle labbra e dalla lingua con l’ausilio rispettivamente di una dinamometria del muscolo orbicularis oris e di un’elettromiografia del ventre anteriore del muscolo digastrico; sono stati infine misurati, la distribuzione dei carichi masticatori occlusali per mezzo di un esame T-SCAN e l’equilibrio articolare mediante l’impiego dello strumento CPI-III. Si è quindi eseguita la rimozione del retainer presente. Sono stati praticati controlli semestrali (tempi T1, T2 e T3) eseguendo nuovamente tutti gli esami effettuati nel corso del primo controllo. Giunti al termine della fase clinica si proceduto all’elaborazione e all’analisi statistica dei dati raccolti. Un test statistico ANOVA ad una via è stato utilizzato per valutare la presenza di differenze statisticamente significative fra tutte le variabili ai diversi intervalli di tempo. Successivamente, per valutare l'effetto delle variabili che descrivono le caratteristiche muscolari, articolari e occlusali dei pazienti nel corso del tempo, sulla variazione T3-T0 delle variabili risposta (PAR Index e L.I. Index) che caratterizzano la stabilità dell'allineamento dentale, sono state utilizzate due regressioni logistiche binomiali. L'errore di I tipo è stato impostato come alfa<0.05. L'analisi statistica dei dati ottenuti ha messo in evidenza che maggiore è la forza espressa dal muscolo orbicularis oris, maggiore è il rischio di recidiva ortodontica, con una perdita della stabilità a lungo termine dell’allineamento del gruppo dentale anteriore inferiore. La mancanza di una contenzione permanente a seguito di una terapia ortodontica eseguita in pazienti adulti non può garantire il mantenimento a lungo termine dei risultati ottenuti. ​
TRIAL CLINICO SULL’ANALISI DEI FATTORI OCCLUSALI, MUSCOLARI ED ARTICOLARI CHE INFLUENZANO LA STABILITÀ DEL TRATTAMENTO ORTODONTICO / Salvati, SIMONE ETTORE. - (2021 May 13).
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Descrizione: TRIAL CLINICO SULL’ANALISI DEI FATTORI OCCLUSALI, MUSCOLARI ED ARTICOLARI CHE INFLUENZANO LA STABILITÀ DEL TRATTAMENTO ORTODONTICO
Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11697/168572
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