Nel contesto urbano e territoriale danneggiato dagli eventi sismici, appare sempre più urgente la necessità di stimolare l’attenzione degli studenti e delle studentesse verso nuovi modi di osservare ˗̵ da un lato perseguendo l’approccio proprio della disciplina del restauro (ovvero concentrando l’impegno verso un contatto diretto con l’architettura, esaminandone la materia e le tracce da conoscere, interpretare e preservare), dall’altro estendendo lo sguardo verso siti e contesti la cui tutela risulta altrettanto essenziale e indifferibile. Proporre lo studio di un luogo trascurato ˗̵ che stenta ad essere percepito come ‘monumentale’ sebbene presenti valori finora ignorati ˗̵ intende da un lato stimolare la riflessione sul concetto di monumento e su che cosa meriti di essere conservato, ma anche esercitare l’attenzione materiale per i segni che il tempo produce sulla materia (altrove sistematicamente cancellati in nome di riqualificazioni funzionali che qui appaiono superflue). Il tema del Cimitero presenta dunque diversi motivi di interesse e, in particolare, offre l’opportunità di affrontare lo studio di un sito monumentale a scale molteplici; ognuno è stato invitato ad osservare il luogo dalla scala urbana a quella dei singoli edifici ˗̵ sia per quanto riguarda l’indagine storica, sia per l’analisi dei valori e dei problemi di conservazione che esso presenta. L’intento di considerare ˗̵ oltre alle singole architetture ˗̵ il contesto e la relazione con il luogo si è unito allo stimolo costante ad esercitare l’attenzione non solo sulla ‘forma’ ma soprattutto sulla ‘materia’ di cui il Cimitero è costituito: architetture e manufatti storici, percorsi, spazi di sosta e contesti di particolare interesse, alberature ed essenze vegetali. Il metodo di studio proposto intende riflettere dapprima sulle ragioni della conservazione, poi sulle questioni tecniche necessarie; il Cimitero non è infatti un ‘campionario’ di edifici, materiali e tipologie di degrado, ma uno spazio urbano e un luogo di memorie da riconoscere e comprendere prima di poter sviluppare un progetto. Gli elaborati grafici illustrano un iter metodologico in cui la conoscenza è affrontata attraverso l’indagine storico-costruttiva del sito e dei singoli manufatti, con uno sguardo diacronico alla ‘storia conservativa’ del luogo stesso. Sono state osservate le trasformazioni urbane e le fasi edilizie del Cimitero, le architetture che lo caratterizzano, i codici formali e simbolici, gli influssi culturali, ma anche gli elementi della costruzione, i diversi materiali, lo stato di conservazione, i dissesti. Una particolare attenzione è stata rivolta a distinguere le alterazioni ‘fisiologiche’ dal vero e proprio degrado dei materiali, considerando inopportuno ogni intervento volto a eliminare i segni del tempo e restituire alle opere un presunto aspetto primitivo. Le proposte progettuali sono fondate sull’analisi dei valori e delle criticità del luogo nel suo insieme, come pure delle singole architetture esaminate. Le tavole che qui si presentano sono state selezionate - tra i numerosi elaborati prodotti da ciascun gruppo di lavoro nell’ambito del Laboratorio progettuale di Restauro Architettonico - con l’intento di illustrare il percorso di studio seguito e delineare un metodo di analisi valido anche in altri contesti.

Esperienze di laboratorio progettuale: Restauro Architettonico

Carla Bartolomucci
2021

Abstract

Nel contesto urbano e territoriale danneggiato dagli eventi sismici, appare sempre più urgente la necessità di stimolare l’attenzione degli studenti e delle studentesse verso nuovi modi di osservare ˗̵ da un lato perseguendo l’approccio proprio della disciplina del restauro (ovvero concentrando l’impegno verso un contatto diretto con l’architettura, esaminandone la materia e le tracce da conoscere, interpretare e preservare), dall’altro estendendo lo sguardo verso siti e contesti la cui tutela risulta altrettanto essenziale e indifferibile. Proporre lo studio di un luogo trascurato ˗̵ che stenta ad essere percepito come ‘monumentale’ sebbene presenti valori finora ignorati ˗̵ intende da un lato stimolare la riflessione sul concetto di monumento e su che cosa meriti di essere conservato, ma anche esercitare l’attenzione materiale per i segni che il tempo produce sulla materia (altrove sistematicamente cancellati in nome di riqualificazioni funzionali che qui appaiono superflue). Il tema del Cimitero presenta dunque diversi motivi di interesse e, in particolare, offre l’opportunità di affrontare lo studio di un sito monumentale a scale molteplici; ognuno è stato invitato ad osservare il luogo dalla scala urbana a quella dei singoli edifici ˗̵ sia per quanto riguarda l’indagine storica, sia per l’analisi dei valori e dei problemi di conservazione che esso presenta. L’intento di considerare ˗̵ oltre alle singole architetture ˗̵ il contesto e la relazione con il luogo si è unito allo stimolo costante ad esercitare l’attenzione non solo sulla ‘forma’ ma soprattutto sulla ‘materia’ di cui il Cimitero è costituito: architetture e manufatti storici, percorsi, spazi di sosta e contesti di particolare interesse, alberature ed essenze vegetali. Il metodo di studio proposto intende riflettere dapprima sulle ragioni della conservazione, poi sulle questioni tecniche necessarie; il Cimitero non è infatti un ‘campionario’ di edifici, materiali e tipologie di degrado, ma uno spazio urbano e un luogo di memorie da riconoscere e comprendere prima di poter sviluppare un progetto. Gli elaborati grafici illustrano un iter metodologico in cui la conoscenza è affrontata attraverso l’indagine storico-costruttiva del sito e dei singoli manufatti, con uno sguardo diacronico alla ‘storia conservativa’ del luogo stesso. Sono state osservate le trasformazioni urbane e le fasi edilizie del Cimitero, le architetture che lo caratterizzano, i codici formali e simbolici, gli influssi culturali, ma anche gli elementi della costruzione, i diversi materiali, lo stato di conservazione, i dissesti. Una particolare attenzione è stata rivolta a distinguere le alterazioni ‘fisiologiche’ dal vero e proprio degrado dei materiali, considerando inopportuno ogni intervento volto a eliminare i segni del tempo e restituire alle opere un presunto aspetto primitivo. Le proposte progettuali sono fondate sull’analisi dei valori e delle criticità del luogo nel suo insieme, come pure delle singole architetture esaminate. Le tavole che qui si presentano sono state selezionate - tra i numerosi elaborati prodotti da ciascun gruppo di lavoro nell’ambito del Laboratorio progettuale di Restauro Architettonico - con l’intento di illustrare il percorso di studio seguito e delineare un metodo di analisi valido anche in altri contesti.
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