La questione meridionale ha rappresentato, sin dall’unità d’Italia, un nodo irrisolto, cui diversi governi hanno cercato di porre rimedio, nel tentativo di impiantare nei territori del mezzogiorno modelli di industrialismo improntati a un capitalismo “eterodosso”, solo in parte di matrice liberistica, poiché aperti sia a iniziative private, promosse da un’imprenditoria industriale nazionale o estera, sia all’intervento diretto dello stato. Tra i programmi attuati, spiccano per consistenza e continuità negli investimenti quelli intrapresi dalla Cassa del Mezzogiorno (CasMez), istituita nel 1950 e soppressa soltanto nel 1984. Ad essa si deve la diffusione di nuovi stabilimenti che si accom- pagna a una lenta rivoluzione del sistema produttivo meridionale, e che trova una sua diretta e privilegiata traduzione costruttiva nelle tecnologie del calcestruzzo armato e del precompresso. La costruzione in acciaio rappresenta invece un’alternativa possibile ma quasi mai praticata; malgrado ciò è oggetto di alcune significative sperimentazioni – quali, per esempio, la fabbrica Angus a Casavatore, di Massimo Pica Ciamarra, il deposito Brionvega ad Arzano, di Franco Albini e Franca Helg e il centro logistico regionale a Gioia del Colle, di Franco Sargiani – contributi sporadici eppur preziosi all’impervio traguardo dell’industrialismo meridionale.

The “questione meridionale” refers to the extremely slow industrial development of Southern Italy which has been a crucial yet unsolved problem for the entire nation since the proclamation of the Kingdom of Italy in 1861. Several governments have attempted to find a workable solution through the support of specific institutions in order to advance industrialization. The “Cassa del Mezzogiorno” (Funds for the South) was one such organization that emerged among the initiatives to resolve this problem. It was established in 1950 and was only dissolved in 1984. It promoted the spread of new factories that found its privileged constructive systems in the technologies of reinforced and prestressed concrete. Although steel was an alternative option met some significant challenges – for example, the Officine Angus in Casavatore, by Massimo Pica Ciamarra, the Brionvega warehouse in Arzano by Franco Albini and Franca Helg, the Distribution Centre in Gioia del Colle by Franco Sargiani – sporadic yet precious contributions to the impervious goal of southern industrialism.

L’industrialismo eterodiretto della CasMez e la fabbrica d’acciaio nel Meridione

Alessandra Tosone;Renato Morganti;Matteo Abita;Danilo Di Donato
2021

Abstract

The “questione meridionale” refers to the extremely slow industrial development of Southern Italy which has been a crucial yet unsolved problem for the entire nation since the proclamation of the Kingdom of Italy in 1861. Several governments have attempted to find a workable solution through the support of specific institutions in order to advance industrialization. The “Cassa del Mezzogiorno” (Funds for the South) was one such organization that emerged among the initiatives to resolve this problem. It was established in 1950 and was only dissolved in 1984. It promoted the spread of new factories that found its privileged constructive systems in the technologies of reinforced and prestressed concrete. Although steel was an alternative option met some significant challenges – for example, the Officine Angus in Casavatore, by Massimo Pica Ciamarra, the Brionvega warehouse in Arzano by Franco Albini and Franca Helg, the Distribution Centre in Gioia del Colle by Franco Sargiani – sporadic yet precious contributions to the impervious goal of southern industrialism.
La questione meridionale ha rappresentato, sin dall’unità d’Italia, un nodo irrisolto, cui diversi governi hanno cercato di porre rimedio, nel tentativo di impiantare nei territori del mezzogiorno modelli di industrialismo improntati a un capitalismo “eterodosso”, solo in parte di matrice liberistica, poiché aperti sia a iniziative private, promosse da un’imprenditoria industriale nazionale o estera, sia all’intervento diretto dello stato. Tra i programmi attuati, spiccano per consistenza e continuità negli investimenti quelli intrapresi dalla Cassa del Mezzogiorno (CasMez), istituita nel 1950 e soppressa soltanto nel 1984. Ad essa si deve la diffusione di nuovi stabilimenti che si accom- pagna a una lenta rivoluzione del sistema produttivo meridionale, e che trova una sua diretta e privilegiata traduzione costruttiva nelle tecnologie del calcestruzzo armato e del precompresso. La costruzione in acciaio rappresenta invece un’alternativa possibile ma quasi mai praticata; malgrado ciò è oggetto di alcune significative sperimentazioni – quali, per esempio, la fabbrica Angus a Casavatore, di Massimo Pica Ciamarra, il deposito Brionvega ad Arzano, di Franco Albini e Franca Helg e il centro logistico regionale a Gioia del Colle, di Franco Sargiani – contributi sporadici eppur preziosi all’impervio traguardo dell’industrialismo meridionale.
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