Con la Rivoluzione Industriale le città europee si trasformano in luoghi insalubri e caotici, sia per il crescente inquinamento industriale sia per l’addensarsi di masse contadine impiegate nelle fabbriche, favorendo la diffusione di patologie polmonari e, in particolare, della tubercolosi. Studi scientifici ed esperienze pratiche dimostrano il ruolo terapeutico del clima marino e montano, favorendo la realizzazione di strutture per la profilassi e la cura dei malati (ospizi marini, colonie di bosco e sanatori) inizialmente concepiti senza una diretta relazione con l’agente terapeutico marino o montano. Solo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento tali edifici assumono caratteristiche architettoniche e distributive capaci di massimizzare le condizioni climatiche, poi applicate e sviluppate nelle colonie costruite in Italia durante il ventennio fascista, vere e proprie ‘macchine sanitarie ed educative’ realizzate dal regime per forgiare fisicamente e mentalmente i giovani italiani. Anche l’Abruzzo, nell’Ottocento al margine del vivace dibattito e delle realizzazioni che coinvolgono le altre regioni italiane, negli anni Trenta vede la costruzione di tre colonie climatiche temporanee, due marine e una montana, perfetta espressione degli aspetti tipologici, architettonici e simbolici che ruotano attorno al tema delle colonie, tra tradizione e modernità.

With the Industrial Revolution, European cities transformed into unhealthy and chaotic places, both due to growing industrial pollution and the steep incline of people employed in factories, favoring the spread of pulmonary diseases and, in particular, tuberculosis, nicknamed the ‘white plague’. Scientific studies and practical eperiences demonstrate the therapeutic role of marine and mountain climates, favoring the construction of buildings for the prophylais and treatment of patients (marine hospices, forest colonies and sanatoriums) initially conceived without a direct relationship with the therapeutic agency marine or mountain climates. Only between the end of the nineteenth century and the beginning of the twentieth century these buildings took on architectural and distributive characteristics capable of maimizing the climatic conditions, then applied and developed in the colonies built in Italy during the Fascist period, real sanitary and educational machines’ realized by the fascist Regime to forge young Italians physically and mentally. Even Abruzzo, which was on the periphery of the lively debate and achievements involving the other Italian regions, saw the creation of three temporary climatic colonies, two marine and one mountain, which were perfect epressions of typological architectural, and symbolic aspects that revolve around the themes of the colonies, between tradition and modernity.

Al mare e ai monti contro il ‘mal sottile’. Tipologia, architettura e controllo ambientale dagli ospizi ottocenteschi alle colonie del ventennio fascista in Italia e Abruzzo- To Sea and Mountains against the ‘White Plague’. Typology, Architecture and Environmental Control from Nineteenth-Century Hospices to the Colonies of the Fascist Period in Italy and Abruzzo

Patrizia Montuori
2019

Abstract

With the Industrial Revolution, European cities transformed into unhealthy and chaotic places, both due to growing industrial pollution and the steep incline of people employed in factories, favoring the spread of pulmonary diseases and, in particular, tuberculosis, nicknamed the ‘white plague’. Scientific studies and practical eperiences demonstrate the therapeutic role of marine and mountain climates, favoring the construction of buildings for the prophylais and treatment of patients (marine hospices, forest colonies and sanatoriums) initially conceived without a direct relationship with the therapeutic agency marine or mountain climates. Only between the end of the nineteenth century and the beginning of the twentieth century these buildings took on architectural and distributive characteristics capable of maimizing the climatic conditions, then applied and developed in the colonies built in Italy during the Fascist period, real sanitary and educational machines’ realized by the fascist Regime to forge young Italians physically and mentally. Even Abruzzo, which was on the periphery of the lively debate and achievements involving the other Italian regions, saw the creation of three temporary climatic colonies, two marine and one mountain, which were perfect epressions of typological architectural, and symbolic aspects that revolve around the themes of the colonies, between tradition and modernity.
978-88-7140-966-5
Con la Rivoluzione Industriale le città europee si trasformano in luoghi insalubri e caotici, sia per il crescente inquinamento industriale sia per l’addensarsi di masse contadine impiegate nelle fabbriche, favorendo la diffusione di patologie polmonari e, in particolare, della tubercolosi. Studi scientifici ed esperienze pratiche dimostrano il ruolo terapeutico del clima marino e montano, favorendo la realizzazione di strutture per la profilassi e la cura dei malati (ospizi marini, colonie di bosco e sanatori) inizialmente concepiti senza una diretta relazione con l’agente terapeutico marino o montano. Solo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento tali edifici assumono caratteristiche architettoniche e distributive capaci di massimizzare le condizioni climatiche, poi applicate e sviluppate nelle colonie costruite in Italia durante il ventennio fascista, vere e proprie ‘macchine sanitarie ed educative’ realizzate dal regime per forgiare fisicamente e mentalmente i giovani italiani. Anche l’Abruzzo, nell’Ottocento al margine del vivace dibattito e delle realizzazioni che coinvolgono le altre regioni italiane, negli anni Trenta vede la costruzione di tre colonie climatiche temporanee, due marine e una montana, perfetta espressione degli aspetti tipologici, architettonici e simbolici che ruotano attorno al tema delle colonie, tra tradizione e modernità.
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