Nei paesi europei il fenomeno migratorio ha progressivamente acquisito una configurazione di stabilizzazione, di radicamento . L’Italia è sempre più luogo di residenza stabile per numerosi stranieri: per questo, si parla già da qualche tempo di seconde generazioni. A tale proposito, anche se le ricerche sui giovani italiani di origine straniera sono in corso relativamente da pochi anni, possono essere considerate a tutti gli effetti una delle principali frontiere di studio nell’ambito della sociologia delle migrazioni transnazionali. Nelle più recenti indagini empiriche, il concetto di “seconda generazione” è stato messo un poco in discussione, preferendo, in alcuni casi, optare per “nuovi italiani”. In tal senso, sembra importante chiarire il perché della scelta di utilizzare, nella ricerca di cui si da conto in questa sede, il concetto di “seconda generazione” oppure, semplicemente, “giovani italiani”. Il perché è racchiuso tutto nei presupposti dell’approccio qualitativo, utilizzato per realizzare la ricerca in questione. La ricerca di cui si da conto in questa sede tratta dunque la tematica delle seconde generazioni in Italia con un approccio qualitativo: si è pensato di addentrarsi nello studio della condizione del vissuto reale dei figli dei migranti in Italia. Relativamente alle migrazioni, ricoprono una posizione di primo piano sia la dimensione identitaria, cioè in che modo l’individuo definisce se stesso, quanto quella culturale, cioè i valori, le norme, le aspettative, i comportamenti che l’individuo acquisisce e interiorizza attraverso il processo di socializzazione, rispetto al contesto di riferimento nel quale è immerso. Il nostro lavoro di ricerca empirica porta alla luce come l’oggettività delle pratiche di cui gli stranieri sono portatori li rende particolarmente significativi per una auto-riflessione dei soggetti sociali rispetto a loro stessi e alla loro identità. Questo appare tanto più vero quando lo straniero è significativamente integrato nel tessuto sociale, come nel caso delle seconde generazioni: esse hanno un effetto di vicinanza e allo stesso tempo estraniamento, così ben descritto da Simmel, che lascia passare quella indispensabile componente dialogica di ogni costruzione identitaria.

Identità allo specchio. Giovani italiani di “seconda generazione”

COLELLA F
;
2010

Abstract

Nei paesi europei il fenomeno migratorio ha progressivamente acquisito una configurazione di stabilizzazione, di radicamento . L’Italia è sempre più luogo di residenza stabile per numerosi stranieri: per questo, si parla già da qualche tempo di seconde generazioni. A tale proposito, anche se le ricerche sui giovani italiani di origine straniera sono in corso relativamente da pochi anni, possono essere considerate a tutti gli effetti una delle principali frontiere di studio nell’ambito della sociologia delle migrazioni transnazionali. Nelle più recenti indagini empiriche, il concetto di “seconda generazione” è stato messo un poco in discussione, preferendo, in alcuni casi, optare per “nuovi italiani”. In tal senso, sembra importante chiarire il perché della scelta di utilizzare, nella ricerca di cui si da conto in questa sede, il concetto di “seconda generazione” oppure, semplicemente, “giovani italiani”. Il perché è racchiuso tutto nei presupposti dell’approccio qualitativo, utilizzato per realizzare la ricerca in questione. La ricerca di cui si da conto in questa sede tratta dunque la tematica delle seconde generazioni in Italia con un approccio qualitativo: si è pensato di addentrarsi nello studio della condizione del vissuto reale dei figli dei migranti in Italia. Relativamente alle migrazioni, ricoprono una posizione di primo piano sia la dimensione identitaria, cioè in che modo l’individuo definisce se stesso, quanto quella culturale, cioè i valori, le norme, le aspettative, i comportamenti che l’individuo acquisisce e interiorizza attraverso il processo di socializzazione, rispetto al contesto di riferimento nel quale è immerso. Il nostro lavoro di ricerca empirica porta alla luce come l’oggettività delle pratiche di cui gli stranieri sono portatori li rende particolarmente significativi per una auto-riflessione dei soggetti sociali rispetto a loro stessi e alla loro identità. Questo appare tanto più vero quando lo straniero è significativamente integrato nel tessuto sociale, come nel caso delle seconde generazioni: esse hanno un effetto di vicinanza e allo stesso tempo estraniamento, così ben descritto da Simmel, che lascia passare quella indispensabile componente dialogica di ogni costruzione identitaria.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Colella_Identita-allo-specchio_2010.pdf

non disponibili

Dimensione 1.46 MB
Formato Adobe PDF
1.46 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11697/178322
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact