In un secolo profondamente misogino come il XVII, le donne vengono relegate ai margini della società e private di veri e propri riconoscimenti ufficiali. Una prospettiva diversa, invece, si legge nella produzione poetica di Giambattista (o Titta) Valentino. Il napoletano, sempre in bilico tra elogio e biasimo, offre una nuova lente attraverso cui guardare l’operato femminile, dimostrarne la parità e difendere la loro attività intellettuale. Da un’apparente satira di costume ne La Mezacanna, il poeta passa, nel Parnaso de La cecala napoletana, alla celebrazione del gentil sesso, attraverso le statue di donne illustri, poetesse e signore, conservate gelosamente dal dio delfico nella sua galleria segreta.

«Femmena poetessa è mostruosa»: la rivendicazione del ruolo sociale delle donne attraverso la voce di un poeta del XVII secolo

Di Maro, Maria
2017

Abstract

In un secolo profondamente misogino come il XVII, le donne vengono relegate ai margini della società e private di veri e propri riconoscimenti ufficiali. Una prospettiva diversa, invece, si legge nella produzione poetica di Giambattista (o Titta) Valentino. Il napoletano, sempre in bilico tra elogio e biasimo, offre una nuova lente attraverso cui guardare l’operato femminile, dimostrarne la parità e difendere la loro attività intellettuale. Da un’apparente satira di costume ne La Mezacanna, il poeta passa, nel Parnaso de La cecala napoletana, alla celebrazione del gentil sesso, attraverso le statue di donne illustri, poetesse e signore, conservate gelosamente dal dio delfico nella sua galleria segreta.
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