Lo scopo della presente tesi di dottorato è costruire letture innovative che siano rappresentative dei fenomeni in atto sul territorio nazionale italiano caratterizzate da una solida base conoscitiva ed informatizzata. Uno dei temi cardine è certamente quello legato alla perifericità, fenomeno oggetto di studio nelle discipline scientifiche sin dai primi anni 80. La perifericità, intesa come fenomeno secondo il quale alle regioni fisicamente molto distanti dai centri di attività economica vengono negati i benefici dell’agglomerazione provocando quindi una serie di svantaggi economici associati agli elevati costi di trasporto, all’accesso alle fonti di innovazione, al mercato del lavoro ecc., è oggetto di studio sin dai primi anni 80. La tesi ripercorre, in prima istanza, le tappe fondamentali delle interpretazioni effettuate a riguardo nel corso del tempo ponendo attenzione all’intimo legame tra queste e il concetto di sviluppo. La perifericità viene intesa, quindi, come un fenomeno complesso e multidimensionale che aggrava gli effetti dei processi socioeconomici che sono causa di una disconnessione sempre più marcata fra territori. Viene posta attenzione non tanto, quindi, alla posizione geografica degli stessi ma al loro grado di disconnessione, in modo tale da immaginare un set di geografie relazionali tramite l’interpretazione delle quali si possano superare i modelli classici di sviluppo dualistico, applicati dagli anni 50 in poi, e il paradigma del “centro che produce la periferia”, il quale ha costituito nella storia un modello di forte stabilità, la cui efficienza, interpretativa in specie, non è mai stata posta in dubbio se non nei decenni più vicini a noi (Dematteis, 2002). Il passo successivo è stata la costruzione di un sistema di indicatori su scala nazionale a livello LAU-2 attraverso l’aggregazione statistica di dati provenienti sia da fonti ufficiali che da fonti open-source aggiornabili liberamente dagli utenti. Questo passaggio si è rivelato fondamentale nella definizione, tramite analisi multicriteriali, di geografie inedite descrittive di altrettanti temi interagenti in atto nello scenario nazionale italiano (cambiamento climatico, , accessibilità, multirischio, invecchiamento della popolazione, ecc.). Le stesse sono state confrontate in prima battuta con quelle già elaborate in materia da precedenti studi e successivamente tra loro in modo tale da definire una perimetrazione innovativa di aree affette da criticità multiple. Un primo caso studio è stato identificato nei territori colpiti dagli eventi sismici verificatisi nel 2009, nel 2016 e nel 2017 (185 comuni). Successivamente è stato stabilito, grazie alla ricchezza purtroppo non omogenea sul territorio di informazioni disponibili, prima dal punto di vista teorico-concettuale e poi applicativo l’apparato metodologico di un innovativo strumento di progettazione spaziale orientato allo sviluppo basato sul concetto di Spatial Information Modeling (SIM). Quest’ultimo sarà poi tradotto in un sistema informativo di nuova concezione finalizzato a permettere agli attori coinvolti nei processi pianificatori e programmatici di contribuire ad orientare scelte di policy finalizzate ad integrare e ricomporre il territorio, l’ambiente e il paesaggio strutturando un modello di governance performante orientato allo sviluppo.

Aree Fragili Smart e Strategie di Sviluppo Territoriale / Eugeni, Federico. - (2022 Jun 06).

Aree Fragili Smart e Strategie di Sviluppo Territoriale

EUGENI, FEDERICO
2022-06-06T00:00:00+02:00

Abstract

Lo scopo della presente tesi di dottorato è costruire letture innovative che siano rappresentative dei fenomeni in atto sul territorio nazionale italiano caratterizzate da una solida base conoscitiva ed informatizzata. Uno dei temi cardine è certamente quello legato alla perifericità, fenomeno oggetto di studio nelle discipline scientifiche sin dai primi anni 80. La perifericità, intesa come fenomeno secondo il quale alle regioni fisicamente molto distanti dai centri di attività economica vengono negati i benefici dell’agglomerazione provocando quindi una serie di svantaggi economici associati agli elevati costi di trasporto, all’accesso alle fonti di innovazione, al mercato del lavoro ecc., è oggetto di studio sin dai primi anni 80. La tesi ripercorre, in prima istanza, le tappe fondamentali delle interpretazioni effettuate a riguardo nel corso del tempo ponendo attenzione all’intimo legame tra queste e il concetto di sviluppo. La perifericità viene intesa, quindi, come un fenomeno complesso e multidimensionale che aggrava gli effetti dei processi socioeconomici che sono causa di una disconnessione sempre più marcata fra territori. Viene posta attenzione non tanto, quindi, alla posizione geografica degli stessi ma al loro grado di disconnessione, in modo tale da immaginare un set di geografie relazionali tramite l’interpretazione delle quali si possano superare i modelli classici di sviluppo dualistico, applicati dagli anni 50 in poi, e il paradigma del “centro che produce la periferia”, il quale ha costituito nella storia un modello di forte stabilità, la cui efficienza, interpretativa in specie, non è mai stata posta in dubbio se non nei decenni più vicini a noi (Dematteis, 2002). Il passo successivo è stata la costruzione di un sistema di indicatori su scala nazionale a livello LAU-2 attraverso l’aggregazione statistica di dati provenienti sia da fonti ufficiali che da fonti open-source aggiornabili liberamente dagli utenti. Questo passaggio si è rivelato fondamentale nella definizione, tramite analisi multicriteriali, di geografie inedite descrittive di altrettanti temi interagenti in atto nello scenario nazionale italiano (cambiamento climatico, , accessibilità, multirischio, invecchiamento della popolazione, ecc.). Le stesse sono state confrontate in prima battuta con quelle già elaborate in materia da precedenti studi e successivamente tra loro in modo tale da definire una perimetrazione innovativa di aree affette da criticità multiple. Un primo caso studio è stato identificato nei territori colpiti dagli eventi sismici verificatisi nel 2009, nel 2016 e nel 2017 (185 comuni). Successivamente è stato stabilito, grazie alla ricchezza purtroppo non omogenea sul territorio di informazioni disponibili, prima dal punto di vista teorico-concettuale e poi applicativo l’apparato metodologico di un innovativo strumento di progettazione spaziale orientato allo sviluppo basato sul concetto di Spatial Information Modeling (SIM). Quest’ultimo sarà poi tradotto in un sistema informativo di nuova concezione finalizzato a permettere agli attori coinvolti nei processi pianificatori e programmatici di contribuire ad orientare scelte di policy finalizzate ad integrare e ricomporre il territorio, l’ambiente e il paesaggio strutturando un modello di governance performante orientato allo sviluppo.
Aree Fragili Smart e Strategie di Sviluppo Territoriale / Eugeni, Federico. - (2022 Jun 06).
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Descrizione: Aree Fragili Smart e Strategie di Sviluppo Territoriale
Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11697/192060
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