Nel quadro delle problematiche connesse ai processi trasformativi dell’ambiente costruito la sostenibilità è intesa come una modalità di controllo, che rispondendo ad un principio etico, sia in grado di assicurare ancora il soddisfacimento delle esigenze umane, secondo un rinnovato criterio di adattabilità dell’uomo all’ambiente e in funzione di un diverso concetto di limite. Il patrimonio costruito, organizzato in strutture diffuse o concentrate, alternativamente posto a creare tessuto o oggetti isolati, pone dunque, condizioni di specificità ad un progetto sostenibile, sia in termini di indirizzi che di strumenti operativi. La gestione del costruito può definire, mediante azioni di retrofit, nuove idoneità funzionali, assumendo la dimensione di una ri-progettazione continua al fine di perseguire una condizione di abitabilità disponibile ad assorbire i possibili processi di trasformazione ambientale. Differentemente la presenza diffusa di una edilizia tradizionale pre-moderna pone una revisione del rapporto globale-locale per un progetto di sostenibilità che miri al mantenimento o al ripristino di quel “disordine organico” che caratterizza le situazioni ed i contesti ad “elevata naturalità”. Nella considerazione della presenza di oggetti edilizi singolari, il progetto di recupero può assumere la dimensione della transitorietà e della reversibilità che agisce sul potenziale di rendimento di un patrimonio che, non depauperato, resta spendibile nel tempo in funzione del mutare delle necessità. Nello scenario tratteggiato gli strumenti cui riferirsi possono essere, da una parte, una tecnologia nuova ripensata come scienza riparatrice in grado di ricercare un nuovo equilibrio tra uomo e ambiente e un progetto nuovo volto al raggiungimento di un equilibrio mutevole, capace di ricomporre il complesso delle qualità dell’ambiente costruito.

Processi trasformativi del costruito e sostenibilità. Orientamenti e indirizzi operativi

MORGANTI, RENATO TEOFILO GIUSEPPE;TOSONE, ALESSANDRA
2009-01-01

Abstract

Nel quadro delle problematiche connesse ai processi trasformativi dell’ambiente costruito la sostenibilità è intesa come una modalità di controllo, che rispondendo ad un principio etico, sia in grado di assicurare ancora il soddisfacimento delle esigenze umane, secondo un rinnovato criterio di adattabilità dell’uomo all’ambiente e in funzione di un diverso concetto di limite. Il patrimonio costruito, organizzato in strutture diffuse o concentrate, alternativamente posto a creare tessuto o oggetti isolati, pone dunque, condizioni di specificità ad un progetto sostenibile, sia in termini di indirizzi che di strumenti operativi. La gestione del costruito può definire, mediante azioni di retrofit, nuove idoneità funzionali, assumendo la dimensione di una ri-progettazione continua al fine di perseguire una condizione di abitabilità disponibile ad assorbire i possibili processi di trasformazione ambientale. Differentemente la presenza diffusa di una edilizia tradizionale pre-moderna pone una revisione del rapporto globale-locale per un progetto di sostenibilità che miri al mantenimento o al ripristino di quel “disordine organico” che caratterizza le situazioni ed i contesti ad “elevata naturalità”. Nella considerazione della presenza di oggetti edilizi singolari, il progetto di recupero può assumere la dimensione della transitorietà e della reversibilità che agisce sul potenziale di rendimento di un patrimonio che, non depauperato, resta spendibile nel tempo in funzione del mutare delle necessità. Nello scenario tratteggiato gli strumenti cui riferirsi possono essere, da una parte, una tecnologia nuova ripensata come scienza riparatrice in grado di ricercare un nuovo equilibrio tra uomo e ambiente e un progetto nuovo volto al raggiungimento di un equilibrio mutevole, capace di ricomporre il complesso delle qualità dell’ambiente costruito.
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