L’impiego della fissazione interna rigida (FIR) in chirurgia maxillo-facciale offre attualmente indiscutibili vantaggi per la riabilitazione estetica e funzionale del soggetto. La stabilità dei monconi ossei è noto dipendere sia da fattori specifici quali l’adeguatezza della mobilizzazione, della fissazione e dell’occlusione, sia da fattori inerenti la biocompatibilità del materiale utilizzato. Come definito da Williams, la biocompatibilità esprime la capacità di un materiale di assicurare una positiva interazione con i tessuti con i quali è interfacciato, di garantire una ottimale vascolarizzazione e di evitare l’instaurarsi di processi necrotici. Scopo di questo studio è di analizzare gli effetti indotti “in vitro” da miniplacche di titanio, di nichel-cromo-molibdeno e di acciaio, da noi utilizzate per la fissazione rigida dei segmenti ossei, sulle caratteristiche microreologiche di eritrociti umani. I nostri risultati evidenziano l’assenza di alterazioni della fragilità osmotica e dell’entità della deplezione del contenuto di ATP dell’eritrocita. Le misure di polarizzazione di fluorescenza di DPH e 3-PM, hanno evidenziato un aumento statisticamente significativo (p<0.01) solo dei valori di anisotropia del DPH che indicano una diminuzione della fluidità a livello della regione lipidica della membrana. Tali dati confermano che l’uso delle miniplacche testate non sembra essere responsabile dell’induzione di significative perturbazioni delle proprietà reologiche degli eritrociti e di conseguenti alterazioni della per fusione tissutale.

Fissazione interna rigida in chirurgia maxillo-facciale e caratteristiche microreologiche di eritrociti umani

CUTILLI, Tommaso;
1996-01-01

Abstract

L’impiego della fissazione interna rigida (FIR) in chirurgia maxillo-facciale offre attualmente indiscutibili vantaggi per la riabilitazione estetica e funzionale del soggetto. La stabilità dei monconi ossei è noto dipendere sia da fattori specifici quali l’adeguatezza della mobilizzazione, della fissazione e dell’occlusione, sia da fattori inerenti la biocompatibilità del materiale utilizzato. Come definito da Williams, la biocompatibilità esprime la capacità di un materiale di assicurare una positiva interazione con i tessuti con i quali è interfacciato, di garantire una ottimale vascolarizzazione e di evitare l’instaurarsi di processi necrotici. Scopo di questo studio è di analizzare gli effetti indotti “in vitro” da miniplacche di titanio, di nichel-cromo-molibdeno e di acciaio, da noi utilizzate per la fissazione rigida dei segmenti ossei, sulle caratteristiche microreologiche di eritrociti umani. I nostri risultati evidenziano l’assenza di alterazioni della fragilità osmotica e dell’entità della deplezione del contenuto di ATP dell’eritrocita. Le misure di polarizzazione di fluorescenza di DPH e 3-PM, hanno evidenziato un aumento statisticamente significativo (p<0.01) solo dei valori di anisotropia del DPH che indicano una diminuzione della fluidità a livello della regione lipidica della membrana. Tali dati confermano che l’uso delle miniplacche testate non sembra essere responsabile dell’induzione di significative perturbazioni delle proprietà reologiche degli eritrociti e di conseguenti alterazioni della per fusione tissutale.
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