La Malattia di Castleman (iperplasia linfonodale angiofollicolare) è affezione rara. Descritta dall’A. nel 1956, oggetto di peculiare attenzione da parte degli ematologia sviluppo uni o policentrico, è affezione rarissima, pressocchè sconosciuta, nel distretto oro-maxillo-facciale. Nella maggior parte dei casi, infatti, interessa i linfonodi mediastinici, addominali, laterocervicali. In letteratura sono stati riportati soltanto 3 casi di localizzazioni parotidee unicentriche. Una nuova osservazione a specifica localizzazione parotidea unicentrica è stata ritenuta dagli AA di grande interesse anatomoclinico e chirurgico, oltre che dottrinale. Gli AA, dopo aver approfondito gli aspetti etiopatogenetici, clinici ed istopatologici della linfopatìa, sottolineano: a) la possibilità di comparsa dell’affezione in età pediatrica; b) le difficoltà diagnostiche con i metodi della citologia (FNAB), date le caratteristiche citoarchitetturali e vascolari della linfopatìa; c) l’opportunità di valutare attentamente se si tratta di forme unicentriche o sistemiche anche in caso di apparente, primitiva ed unica localizzazione parotidea; d) l’ooportunità di controllare i pazienti periodicamente per le descritte, temibili possibilità di trasformazione linfomatosa o sarcomatosa della lesione.

La malattia di Castleman nella patologia linfatica della parotide

CUTILLI, Tommaso;
1994-01-01

Abstract

La Malattia di Castleman (iperplasia linfonodale angiofollicolare) è affezione rara. Descritta dall’A. nel 1956, oggetto di peculiare attenzione da parte degli ematologia sviluppo uni o policentrico, è affezione rarissima, pressocchè sconosciuta, nel distretto oro-maxillo-facciale. Nella maggior parte dei casi, infatti, interessa i linfonodi mediastinici, addominali, laterocervicali. In letteratura sono stati riportati soltanto 3 casi di localizzazioni parotidee unicentriche. Una nuova osservazione a specifica localizzazione parotidea unicentrica è stata ritenuta dagli AA di grande interesse anatomoclinico e chirurgico, oltre che dottrinale. Gli AA, dopo aver approfondito gli aspetti etiopatogenetici, clinici ed istopatologici della linfopatìa, sottolineano: a) la possibilità di comparsa dell’affezione in età pediatrica; b) le difficoltà diagnostiche con i metodi della citologia (FNAB), date le caratteristiche citoarchitetturali e vascolari della linfopatìa; c) l’opportunità di valutare attentamente se si tratta di forme unicentriche o sistemiche anche in caso di apparente, primitiva ed unica localizzazione parotidea; d) l’ooportunità di controllare i pazienti periodicamente per le descritte, temibili possibilità di trasformazione linfomatosa o sarcomatosa della lesione.
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