Vengono riportati i risultati di uno studio sulla evoluzione del callo osseo e sul processo di consolidamento in osteotomie sagittali del ramo mandibolare in cui non si è ricorsi a contenzione intrafocale mediante fissazione rigida dei frammenti. Nota è la minore incidenza, laddove non vengano usate fissazioni rigide, di complicanze post-operatorie (dislocazioni condilari, sindromi altiche dell’A.T.M., interessamento del n. alveolare inferiore). Lo studio è finalizzato pertanto anche alla ricerca di sempre più adeguati mezzi di sintesi alla portata della tecnologia attuale. Sono stati esaminati con tomodensitometria TC 12 pazienti di entrambi i sessi, di età compresa tra i 18 ed i 32 anni, con protrusione mandibolare (6 casi), protrusione e laterodeviazione mandibolare (4 casi) ed open bite (2 casi). Lo studio ha consentito di verificare come la ristrutturazione ossea si realizzi compiutamente in un intervallo di tempo che oscilla tra i 6 e i 10 mesi a seconda della complessità e della estensione degli spostamenti richiesti dalla correzione del dimorfismo, ivi compresi i riposizionamenti in cui, apriori, si renda irrealizzabile un perfetto affrontamento dei frammenti

Considerazioni sul consolidamento osseo in soggetti trattati con osteotomia sagittale del ramo mandibolare senza osteosintesi

CUTILLI, Tommaso;
1991-01-01

Abstract

Vengono riportati i risultati di uno studio sulla evoluzione del callo osseo e sul processo di consolidamento in osteotomie sagittali del ramo mandibolare in cui non si è ricorsi a contenzione intrafocale mediante fissazione rigida dei frammenti. Nota è la minore incidenza, laddove non vengano usate fissazioni rigide, di complicanze post-operatorie (dislocazioni condilari, sindromi altiche dell’A.T.M., interessamento del n. alveolare inferiore). Lo studio è finalizzato pertanto anche alla ricerca di sempre più adeguati mezzi di sintesi alla portata della tecnologia attuale. Sono stati esaminati con tomodensitometria TC 12 pazienti di entrambi i sessi, di età compresa tra i 18 ed i 32 anni, con protrusione mandibolare (6 casi), protrusione e laterodeviazione mandibolare (4 casi) ed open bite (2 casi). Lo studio ha consentito di verificare come la ristrutturazione ossea si realizzi compiutamente in un intervallo di tempo che oscilla tra i 6 e i 10 mesi a seconda della complessità e della estensione degli spostamenti richiesti dalla correzione del dimorfismo, ivi compresi i riposizionamenti in cui, apriori, si renda irrealizzabile un perfetto affrontamento dei frammenti
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