Viene riportato uno studio finalizzato alla definizione delle possibilità attuali, diagnostiche e terapeutiche nelle neoformazioni ad aggressività locale dell’area maxillo-facciale. Obiettivo ideale per il chirurgo maxillo-facciale è quello di realizzare la radicalità oncologica pur nella conservazione di strutture fortemente caratterizzate sul piano morfologico e funzionale. Vengono esplorate peculiari potenzialità diagnostiche dei mezzi attualmente più avanzati di imaging, TC ed RM, finalizzate all’analisi delle strutture ossee e dei tessuti molli peritumorali. L’analisi è stata eseguita in 15 casi venuti all’osservazione negli ultimi 6 anni. Tali mezzi di indagine, soprattutto se utilizzati in maniera integrata, consentono: 1) di studiare il tumore con precisa definizione spaziale e tridimensionale; 2) di evidenziare aree anche minime di densità ossea, espressione di demineralizzazione in zone limitrofe all’area della lesione (TC); 3) di definire aree anche circoscritte di sconfinamenti extracapsulari o invasione dei tessuti molli delle logge facciali (RM). Sulla base di questa ricerca possiamo affermare che i dati ottenibili permettono di avvicinarci all’obiettivo di una chirurgia mirata alla radicalità non demolitivi delle strutture maxillo-facciali.

Orientamenti diagnostico-chirurgici nei tumori ad aggressività locale dei mascellari

CUTILLI, Tommaso
1993-01-01

Abstract

Viene riportato uno studio finalizzato alla definizione delle possibilità attuali, diagnostiche e terapeutiche nelle neoformazioni ad aggressività locale dell’area maxillo-facciale. Obiettivo ideale per il chirurgo maxillo-facciale è quello di realizzare la radicalità oncologica pur nella conservazione di strutture fortemente caratterizzate sul piano morfologico e funzionale. Vengono esplorate peculiari potenzialità diagnostiche dei mezzi attualmente più avanzati di imaging, TC ed RM, finalizzate all’analisi delle strutture ossee e dei tessuti molli peritumorali. L’analisi è stata eseguita in 15 casi venuti all’osservazione negli ultimi 6 anni. Tali mezzi di indagine, soprattutto se utilizzati in maniera integrata, consentono: 1) di studiare il tumore con precisa definizione spaziale e tridimensionale; 2) di evidenziare aree anche minime di densità ossea, espressione di demineralizzazione in zone limitrofe all’area della lesione (TC); 3) di definire aree anche circoscritte di sconfinamenti extracapsulari o invasione dei tessuti molli delle logge facciali (RM). Sulla base di questa ricerca possiamo affermare che i dati ottenibili permettono di avvicinarci all’obiettivo di una chirurgia mirata alla radicalità non demolitivi delle strutture maxillo-facciali.
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